Catia Schievano/Impronte minerali #1

Il mio processo di ricerca nasce da una sperimentazione iniziale con la carta Repap di Paper& People.
La sua composizione minerale, l’esser ricavata dalla pietra, mi ha permesso di sfregare la carta attraverso la tecnica del frottage su qualsiasi elemento architettonico, industriale o vegetale presente nella Colonia.
In questo modo, la carta morbida, liscia e resistente, non è altro che la montagna stessa, sulla quale le impronte del territorio circostante descrivono delle mappe e pongono la propria firma.
Originare la ricerca da come la Colonia si presenta ora, dentro e fuori, diviene esperienza di un passato esploso, che assorbe il silenzio e la solitudine degli elementi inanimati e compiuti
(l’architettura di Gellner), contrapposti a quelli viventi e variabili della rigogliosa flora del bosco che la circonda (anch’essa progettata da Gellner).
Se la trasposizione individua e fonde insieme, sulla stessa superficie, le due anime, apparentemente contrapposte e fondamentali, di Villaggio e Colonia, la ricomposizione ne da’ una nuova lettura, ponendo l’accento sull’importanza della loro relazione.

 

Catia Schievano, luglio 2018

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