Alice Faloretti/Luoghi oltre la soglia

Mi interessa porre in rapporto spazi di natura diversa, come se non esistesse alcuna soglia di separazione, ma solo unione e sinergia tra gli opposti.
Da qui, la volontà di realizzare una rilettura di questa già presente e profonda relazione tra il paesaggio montuoso di Borca e la struttura della Colonia del villaggio Eni, mediante la pittura e la luce.
Raccolgo le suggestioni dell’ambiente naturale prestando particolare attenzione a quelle forme che mi ricordano grotte, passaggi, accessi verso “un’altrove”, per spostarmi successivamente all’interno dell’edificio e riconoscerne il punto di congiunzione con l’esterno, che in questo caso ho trovato nell’elemento finestra.
I lavori pittorici sono pensati quasi come fossero diapositive e vanno osservati in controluce.
La materia pittorica stesa sulla carta è incisa, segnata in modo tale che il chiarore filtri attraverso, illuminando le variazioni cromatiche e i livelli di stratificazioni diverse che muovono la superficie.
Questi anditi reinterpretati su queste carte vogliono essere varchi su altri mondi, quelli dei sogni o degli incubi, delle sensazioni e dei ricordi, come rifugi per l’immaginazione ma anche luoghi ignoti e rischiosi, capaci di prendere vita grazie alla luminosità che passa nel vuoto lasciato dalle finestre.

Alice Faroletti, luglio 2018

Tweet about this on TwitterShare on FacebookGoogle+Share on LinkedIn