Giorgio Barrera/MEM Memorial Enrico Mattei

 

MEM Memorial Enrico Mattei

Dal 2013, spesso, vado a lavorare al Memoriale Enrico Mattei. Il memoriale, realizzato dal paesaggista Pietro Porcinai nel 1963, fu approntato per commemorare il fondatore e primo presidente dell’ENI che morì mentre rientrava a Milano sul suo aereo personale nei cieli di Bascapè, una località fra Milano e Pavia. Il lavoro è realizzato quasi esclusivamente all’interno del Memoriale, meraviglioso luogo di storia e di memoria. Uno spazio quadrato recinto da alberi e siepi.
La morte di Mattei è sempre stata per me la morte di un modo di pensare italiano e la sua scomparsa il simbolo ed uno degli effetti di un political turn internazionale nel quale ancora viviamo.  Di fatto, questo drammatico avvenimento ha causato la scomparsa prematura di una forma social-democratica di pensare alla società, cioè a una sorta di forma sostenibile e rispettosa di economia che tutelasse l’istruzione, la cultura e che fosse volta all’autodeterminazione dei popoli e alla creazione di una società sempre più libera. Un tentativo di diminuire il colonialismo e di farlo cessare.
Il lavoro non è interessato ai risvolti complottistici che gravitano intorno al caso Mattei sebbene sia stato inevitabile incontrare miriadi di opinioni e testimonianze che rimandano a cospirazioni di ogni sorta.
La parte centrale del lavoro riguarda un certo numero di fotografie, sempre realizzate al Memoriale, in cui una serie di persone che in qualche modo sono state vicine a Mattei quali la moglie, e i fratelli ma anche i suoi nemici si recano al Memoriale forse per rendergli omaggio, forse per espiare una colpa, forse solo per ribadire il loro potere, ma all’interno di questo teatrale luogo le loro voci o alcune voci fuori campo ci raccontano i fatti, ci parlano di Mattei anche in maniera intima. Le foto sono evocazioni che prendono vita attraverso riflessioni sul luogo e sulla figura di Mattei. Ho creato un’inchiesta iconografica che reintroducesse nel presente la figura di un uomo la cui immagine era stata come sottratta alla storia. Questo lavoro è quindi una ricostruzione, è la risemantizzazione di una figura unica nella storia contemporanea che ha il fine di risegnalarla e risignificarla poeticamente. Per giungere a ciò ho creato una nuova, più giusta, e a mio avviso anche più reale, iconografia.
Mattei era un uomo, intelligente, rapido e visionario che cercava di coinvolgere e combinare lo sviluppo industriale e quello culturale nei paesi con cui collaborava. Quella da lui predicata era una forma sostenibile o se vogliamo ibrida di capitalismo. Anche per questi motivi l’insieme del lavoro accoglie una serie di media differenti che contribuiscono ognuno alla formazione di una scenografia teatrale che dialoga con un testo di teatro sociale e che nasce, soprattutto, dal nuovo immaginario da me creato.

Giorgio Barrera

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