27/29 settembre – Workshop di Prometheus – Il gioiello come strumento di riappropriazione delle forme. Con Massimo Tevarotto

Il workshop di progettazione di gioielleria artistica Il gioiello come strumento di riappropriazione delle forme fornisce solide basi teoriche e pratiche che permettano di comprendere e applicare gli strumenti di una precisa tipologia di gioielleria contemporanea. Questa condivide il metodo con la ricerca artistica, traducendo gli stimoli raccolti da fonti eterogenee in un nuovo linguaggio. Non imitando, ma ampliando il bacino dei significati possibili.
Particolare attenzione si pone nel delineare gli strumenti di questa tipologia di ricerca e quelli di un sapere tradizionalmente manuale, legato ad un retaggio di imitazione e riproduzione seriale. L’obiettivo è dunque quello di esplorare delle modalità personali di interazione tra i due aspetti.

 

 

Il workshop è strutturato in due moduli:
Il primo dedicato all’individuazione di un canale di ricerca e al consolidamento di un concetto. Il secondo invece pone le basi di una conoscenza pratica di materiali e tecniche offrendo la possibilità di sviluppare un progetto realizzabile. I due moduli non lavorano tuttavia per compartimentazioni stagne, ma i momenti dell’uno e dell’altro sono piuttosto interconnessi. Si alternano momenti di lavoro individuale e collettivo, in aula e all’esterno. Negli spazi dedicati alla ricerca si promuove l’esplorazione di contesti diversi (storie, ambienti, forme, motivi). L’ispirazione si genera quindi dall’osservazione e dal contatto con diverse forme d’arte, materiali e tecnologie da cui trarre soluzioni e spunti per l’individuazione di specifici temi di ricerca.
Nella fase di progettazione si offrono gli elementi essenziali del disegno di gioielli; indicazioni sui più appropriati materiali e tecniche per la produzione dell’idea sviluppata. In questa occasione ai partecipanti si da modo di prendere contatto con materiali più o meno convenzionali della gioielleria sotto la guida di Massimo, discutendo individualmente e collettivamente le modalità più efficaci di rendere il proprio progetto reale. A tale scopo si attinge anche a lavorazioni antiche meritevoli di riscoperta insieme alle moderne tecniche digitali per la definizione di un repertorio quanto più ampio, che fornisca al partecipante le basi per un confronto proficuo con gli artigiani con i quali dovesse relazionarsi in futuro.
Al termine del corso è indetto un piccolo concorso interno, il cui vincitore avrà la possibilità di continuare a sviluppare il proprio progetto con il supporto di Massimo Tevarotto.

Il workshop è limitato ad un numero massimo di 10 partecipanti allo scopo di mantenere l’esplorazione e la discussione vivace e partecipata garantendo a tutti la possibilità di essere adeguatamente seguiti.
Per candidarsi si chiede quindi agli interessati di inoltrare all’indirizzo email: prometheus.ofl@gmail.com una breve selezione di lavori unitamente ad alcune righe di motivazione entro il 20 di settembre.
Il workshop è aperto a partecipanti di ogni formazione. Si cercherà anzi di creare un gruppo quanto più vario per offrire stimoli e punti di osservazione diversi. Il livello di dimestichezza con la fotografia non sarà necessariamente una discriminante per la selezione.
Il workshop si terrà presso il Prometheus_lab attivo nell’ex Colonia ENI di Borca di Cadore dove ai partecipanti sarà offerto alloggio nel suggestivo campeggio a tende fisse del Villaggio.

Per informazioni e prezzi rivolgersi a Lorenzo all’indirizzo prometheus.ofl@gmail.com

Massimo Tevarotto, classe 1961
si diploma in oreficeria alla scuola di arte orafa di Valenza. Lavora per i principali marchi della gioielleria internazionale, tra cui Cartier e Tiffany. Negli ultimi vent’anni unisce all’oreficeria la ricerca e la sperimentazione di diversi materiali. Massimo è tra i pionieri del riutilizzo di materiali e della valorizzazione di scarti di altre lavorazioni industriali. Pratiche che ha conosciuto e fatto proprie nei numerosi viaggi in Brasile.

Prometheus_lab è un laboratorio di ricerca sull’edibile che usa il cibo come strumento di ricognizione culturale di territori remoti. Fondato da Lorenzo Barbasetti di Prun è attivo da due anni in Progettoborca di Dolomiti Contemporanee.

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