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	<title>Progetto Borca &#187; Progetti</title>
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		<title>Un progetto per l&#8217;ex Stazione di Borca /  Visiting Center / Concorso UNESCO Creative Cities Network</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jun 2025 07:18:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Cristallo prismatico è rotolato giù dall&#8217;Antelao, incastrandosi tra l&#8217;ex Stazione frroviaria e la Bagagliera di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/05/Schermata-2025-05-25-alle-09.20.18.png"><img class="alignnone size-full wp-image-20163" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/05/Schermata-2025-05-25-alle-09.20.18.png" width="712" height="788" /></a></p>
<p>Un Cristallo prismatico è rotolato giù dall&#8217;Antelao, incastrandosi tra l&#8217;ex Stazione frroviaria e la Bagagliera di Borca.<br />
Scala il paesaggio, scala il sasso.</p>
<p>&#8211;</p>
<p><span style="color: #3366ff;">Un progetto per l&#8217;ex Stazione di Borca / Visiting Center / Concorso UNESCO Creative Cities Network</span><br />
<span style="color: #3366ff;"> di <strong>Edoardo Turozzi</strong> e <strong>Stefano Visintainer</strong>.</span></p>
<p>&#8211;</p>
<p><strong>Introduzione: Stazione, snodo, Dolomiti Contemporanee, rigenerazione, funzioni di riuso, l&#8217;arrampicata.</strong></p>
<p>Introduciamo dunque il progetto di Edoardo Turozzi e Stefano Visintainer, realizzato nel 2024, per il Concorso UNESCO Creative Cities Network.<br />
Esso ripensa l&#8217;ex Stazione ferroviaria di Borca di Cadore, sulla quale Dolomiti Contemporanee a gisce dal 2024, con una serie di iniziative di rilancio, culturali e artistiche.</p>
<p><em>Dolomiti Contemporanee (DC) è un programma di rigenerazione del Patrimonio d’architettura in relazione al contesto ambientale e sociale delle Terre Alte, ovvero dei territori di montagna.</em><br />
<em> DC lavora, da anni, incardinando i progetti di riuso di siti abbandonati o sottoutilizzati (ex Villaggio Eni di Corte di Cadore, ex Scuole elementari di Casso nel Vajont, ex Forte di Monte Ricco a Pieve di Cadore, e così via) ad una struttura sottesa, che potremmo definire di condivisione politica e socializzazione culturale degli intenti, e che è costituita da quasi cinquecento partner, pubblici e privati, ovvero dagli stessi abitatori e primi gestori dei territori, e poi da altri soggetti da noi aggregati, legati a progetto e ricerca che insieme a driver e stakeholder alimentano la reazione all’inerzia che si produce per rilanciare tali strutture, depresse o dismesse, aumentando la massa critica a favore delle imprese di riscatto. Si tratta di una sorta di impianto di urbanizzazione sociale di Paesaggio e territorio, ovvero di una rete reale e condivisa, prima fondamenta dei progetti sviluppati.  Il progetto, in generale, è una funzione sociale (collettiva), oltreché una possibilità plastica ideativa dell’ingegno (soggettiva).</em><br />
<em> DC esiste dal 2011, e dal 2014 ad 2025 ha operato stabilmente a Borca di Cadore, con strategie articolate di rigenerazione dell&#8217;ex Villaggio Eni, e costruendo ampie reti interconnesse, che ci collegano al resto del territorio e al Mondo.</em><br />
<em> La pratica e l’azione di DC sono imperniate sull’Istituto della Residenza Internazionale, che consente ogni anno a centinaia di persone ed enti (architetti, paesaggisti, designer, ricercatori, Università, scienziati, pensatori, esperti del territorio, alpinisti), di vivere all’interno dei siti da rifunzionalizzare, comprendendoli a fondo, ed entrando in relazione reale con il contesto e con le reti locali.</em><br />
<em> Ciò fa sì che il valore delle progettualità espresse soddisfi una doppia necessità: quella pratica, alla scala locale, contribuendo a risolvere problemi specifici, dei quali si riesce ad avere “conoscenza diretta ed approfondita dall’interno”; quella progettuale e culturale, ad una scala più ampia e generale, potremmo dire: i progetti locali entrano spesso, infatti, entro alle strategie più ampie, guadagnando forza e visibilità (forse qua citerei Biennale Ve Arch. 2019 Arcipelago Italia Cucinella e ’22 Resilient Communities Melis, sempre apertura Pad Italia).</em></p>
<p><em>Dal 2024, agiamo sul sito dell’<strong>ex Stazione ferroviaria di Borca</strong>, che costituisce una cerniera tra la Valle del Boite ed il paese di Borca e l’enclave dell’ex Villaggio Eni, isolato ai piedi della parete sud del Monte Antelao. Una parete franosa, i cui conoidi detritici non di rado scaricano a valle. Le pietre precipitano, in montagna: bisogna saperle ricollocare.</em></p>
<p><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-14-alle-08.13.01.png"><img class="alignnone  wp-image-20337" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-14-alle-08.13.01-1024x723.png" width="832" height="586" /></a></p>
<p><em>Ci troviamo nelle Dolomiti, Patrimonio UNESCO. Da anni, collaboriamo con la Fondazione Dolomiti Unesco e con altri enti di tutela, a progetti di riqualificazione, capaci però anche di operare secondo criteri di innovazione e trasformatività sostenibile, necessari alle funzioni esistenziali degli abitatori di questi territori. I Monti Pelmo ed Antelao, troneggiano sulla Valle del Boite, caratterizzando in modo estremamente specifico il contesto urbano di Borca, che è un paese di montagna, posto ad un’altezza di 1.000 m.s.l.d.m.</em></p>
<p><em>Il progetto per l’ex Stazione di Borca, prende pochi, chiari elementi dalla natura del Paesaggio, legati all’identità di questa terra, e li utilizza per riconfigurare il sito, connettendolo al proprio contesto.</em><br />
<em> Questa volta, l’Antelao non è franato verso l’abitato, come nel 2009.</em><br />
<em> Questa volta, un Gran Cristallo Litico, una breccia della Montagna, un trovante che è un Boulder, è scivolato, attentamente, a valle, venando ad incastrarsi tra l’edificio della Stazione e quello della Bagagliera.</em></p>
<p><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-14-alle-08.11.55.png"><img class="alignnone  wp-image-20332" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-14-alle-08.11.55-1024x774.png" width="832" height="628" /></a><br />
<em> La Stazione è lo snodo, abbiamo detto, la cerniera. La ferrovia non c’è più, al suo posto la ciclabile Lunga Via delle Dolomiti, molto utilizzata. La ciclabile è anche la “passeggiata” dei valligiani: moltissime persone dunque giungono in questo sito, chiuso da decenni.</em><br />
<em> La Stazione è un luogo dell’incontro, tra abitanti, turisti e cicloturisti. Ha senso dunque, riaprire ed attrezzare questo innesco con funzioni utili: è necessario farlo.</em><br />
<em> L’idea è ampiamente condivisa dalle Comunità e dal territorio. Nel 2024, DC ha iniziato a utilizzare il sito dell’ex Stazione in modo sperimentale (qui vorresti parlare del PNR?), con una serie di esposizioni d’arte contemporanea di livello internazionale, ma assai connesse agli elementi territoriali. E con un’idea di Alpinismo Culturale: questo sito va Scalato e Riscalato. Ovvero salito, e rimisurato. Scalare, per noi, è una parola da leggersi in questa doppia accezione, esperienziale e progettuale.</em><br />
<em> Ecco perché il Bolide Precipite, il Gran Cristallo Incastrato, è una Nuvola Boulder, che, mentre risolve temi progettuali (connessione della Bagagliera con questa camera di espansione sensibile; completamente trasformativo del prospetto del complesso; realizzazione di un nuovo elemento distributivo e di accesso svincolato al primo piano della Stazione), grazie alla sua “scalabilità”, performabile, arrampicatile dentro e fuori, diviene un elemento di contatto con il Paesaggio. Una camera performativa, dal cui interno, attraverso due aperture a Nord e Sud, è possibile inquadrare le due Montagna dominanti, proprio mentre si stringono le prese, afferrando e praticando, in tal modo, uno degli elementi identitari della Montagna stessa, che va scalata, nei due modi per l’appunto.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/05/VIGNETTA_11.jpg"><img class="alignnone  wp-image-20235" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/05/VIGNETTA_11-1024x682.jpg" width="640" height="426" /></a> <a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/05/VIGNETTA_21.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-20236" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/05/VIGNETTA_21-1024x682.jpg" width="640" height="426" /></a> <a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/05/VIGNETTA_31.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-20237" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/05/VIGNETTA_31-1024x682.jpg" width="640" height="426" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #3366ff;"><strong>Un progetto per l&#8217;ex Stazione di Borca / Visiting Center / Concorso UNESCO Creative Cities Network</strong></span><br />
<span style="color: #3366ff;"> <strong> di Edoardo Turozzi e Stefano Visintainer.</strong></span></p>
<p>Ci troviamo nelle Dolomiti, Patrimonio UNESCO.<br />
Le Dolomiti non sono un’ininterrotta catena di cime, bensì nove sistemi montuosi separati tra loro da vallate, fiumi e altri gruppi di montagne. I 142mila ettari che formano le Dolomiti Patrimonio Mondiale costituiscono una sorta di arcipelago, distribuito su un’area alpina molto più vasta. I nove Sistemi che compongono il Sito Patrimonio Mondiale, pur caratterizzandosi ciascuno per le proprie peculiarità, sono fra loro strettamente interconnessi.<br />
Il sistema composto dai Monti Pelmo ed Antelao, troneggiano sulla Valle del Boite, caratterizzando in modo estremamente specifico il contesto urbano di Borca, che è un paese di montagna, posto ad un’altezza di 942 m s.l.m.<br />
Nel 1915 lo scoppio della Grande Guerra portò i soldati austriaci a realizzare una ferrovia &#8220;da campo&#8221; per il trasporto di munizioni e provviste fra Dobbiaco e il lago di Landro. Finita la guerra, la linea rimase in completo abbandono fino alla primavera del 1919 quando il genio militare italiano intervenne a completare l&#8217;intera ferrovia fino a Calalzo, completata nel 1920.<br />
La linea, e con essa la fermata di Borca a servizio dell’abitato, venne attivata il 15 giugno del 1921 e rimase in funzione fino al 1964, oggi dismessa e utilizzata saltuariamente dai cittadini di Borca.<br />
Il progetto per l’ex Stazione di Borca, prende pochi, chiari elementi dalla natura del Paesaggio, legati all’identità di questa terra, e li utilizza per riconfigurare il sito, connettendolo al proprio contesto.<br />
Agire sul sito dell’ex Stazione ferroviaria di Borca, significa agire su un sito che costituisce una cerniera tra la Valle del Boite ed il paese di Borca e l’enclave dell’ex Villaggio Eni, isolato ai piedi della parete sud del Monte Antelao. Una parete franosa, i cui conoidi detritici non di rado scaricano a valle. Le pietre precipitano, in montagna: bisogna saperle ricollocare.<br />
Questa volta, l’Antelao non è franato verso l’abitato, come nel 2009.<br />
Questa volta, un Gran Cristallo Litico, una breccia della Montagna, un trovante che è un Boulder, è scivolato, attentamente, a valle, venendo ad incastrarsi tra l’edificio della Stazione e quello della Bagagliera.</p>
<p><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/06/g.png"><img class="alignnone  wp-image-20345" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/06/g-1024x712.png" width="832" height="579" /></a><br />
La Stazione è lo snodo, abbiamo detto, la cerniera. La ferrovia non c’è più, al suo posto la Ciclabile<br />
delle Dolomiti molto utilizzata. La ciclabile è anche la “passeggiata” dei valligiani: moltissime<br />
persone dunque giungono in questo sito, chiuso da decenni.<br />
La Stazione è un luogo dell’incontro, tra abitanti, turisti e cicloturisti.<br />
Ha senso dunque, riaprire ed attrezzare questo innesco con funzioni utili: è necessario farlo.<br />
La Stazione è organizzata in tre livelli, ognuno con un grado diverso di permeabilità che ne<br />
garantisce il giusto mix di funzioni:<br />
Piano terra il bar, luogo d’incontro e di ristoro per tutti; il piano primo, più riservato direttamente<br />
accessibile tramite una scala esterna, dedicato ai valligiani, uno spazio polifunzionale dotato di<br />
servizi; il sottotetto è il bivacco, l’accampamento notturno storicamente utilizzato dagli alpinisti, per<br />
rifugio e pernottamento.<br />
L’idea è ampiamente condivisa dalle Comunità e dal territorio. Nel 2024, Dolomiti contemporanee,<br />
un programma di rigenerazione del Patrimonio d’architettura in relazione al contesto ambientale e<br />
sociale delle di montagna ha iniziato a utilizzare il sito dell’ex Stazione in modo sperimentale, con<br />
una serie di esposizioni d’arte contemporanea di livello internazionale, ma assai connesse agli<br />
elementi territoriali.</p>
<p><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-14-alle-08.13.17.png"><img class="alignnone  wp-image-20335" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-14-alle-08.13.17-1024x579.png" width="832" height="469" /></a></p>
<p>E con un’idea di Alpinismo Culturale: questo sito va Scalato e Riscalato. Ovvero salito, e rimisurato. Scalare, per noi, è una parola da leggersi in questa doppia accezione, esperienziale e progettuale.<br />
Ecco perché il Bolide Precipite, il Gran Cristallo Incastrato, è una Nuvola Boulder, che, mentre risolve temi progettuali (connessione della Bagagliera con questa camera di espansione sensibile; completamente trasformativo del prospetto del complesso; realizzazione di un nuovo elemento distributivo e di accesso svincolato al primo piano della Stazione), grazie alla sua “scalabilità”, performabile, arrampicabile dentro e fuori, diviene un elemento di contatto con il Paesaggio. All’interno della roccia si racconta la ricchezza e la complessità del territorio Dolomitico. Immagini con informazioni riguardante il territorio e la storia culturale e geologica delle Dolomiti saranno proiettate sulle pareti interne d’arrampicata. Specie animali e vegetali, percorsi naturalistici, risorgive dei fiumi, pareti rocciose e picchi, agricoltura e edifici rurali, con la loro varie tipologie e tecniche costruttive. Una camera performativa, dal cui interno, attraverso due aperture a Nord e Sud, è possibile inquadrare le due Montagna dominanti, proprio mentre si stringono le prese, afferrando e praticando, in tal modo, uno degli elementi identitari della Montagna stessa, che va scalata, nei due modi per l’appunto.<br />
Borca di Cadore, 2024</p>
<p><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-14-alle-08.13.37.png"><img class="alignnone size-full wp-image-20339" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-14-alle-08.13.37.png" width="743" height="959" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Progetto finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU  </em></p>
<p><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/06/logo-pnr.png"><img class="alignnone size-full wp-image-20370" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/06/logo-pnr.png" width="1000" height="101" /></a></p>
<p><em>E sostenuto da tutta la rete DC</em></p>
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		<title>Giugno 2025-gennaio 2026 / Progetto Xilogenesi / Borca, Perarolo, Orto Botanico di Padova</title>
		<link>https://www.progettoborca.net/giugno-2025-gennaio-2026-progetto-xilogenesi-borca-perarolo-orto-botanico-di-padova/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Jun 2025 09:40:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[> Bacheca]]></category>
		<category><![CDATA[> News]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Xilogenesi La collezione di libri in legno di Eugenio Trevisan Dal diciannovesimo secolo ad oggi La [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/06/post-comunicazione.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-20284" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/06/post-comunicazione-1024x1024.jpg" width="640" height="640" /></a></p>
<p><em><strong>Xilogenesi</strong></em><br />
<strong>La collezione di libri in legno di Eugenio Trevisan</strong><br />
<strong>Dal diciannovesimo secolo ad oggi</strong><br />
<strong>La storia, il restauro, l’arte contemporanea </strong><br />
<strong>Giugno 2025 – gennaio 2026</strong></p>
<p><a href="http://www.xiloteca.net" target="_blank" rel="noopener">www.xiloteca.net</a></p>
<p>&#8211;</p>
<p>Primo ciclo di esposizioni</p>
<p><strong>Borca di Cadore, ex Stazione ferroviaria<br />
</strong>Lunga Via delle Dolomiti 20, Borca di Cadore<br />
Dal 14 al 30 giugno<br />
Inaugurazione sabato 14 giugno, ore 17.00</p>
<p><strong>Perarolo di Cadore</strong><br />
<strong>Serra del giardino di Palazzo Lazzaris</strong><br />
Dall’8 al 31 agosto, ore 17.00<br />
Inaugurazione venerdì 8 agosto, ore 18.00</p>
<p><strong>Museo botanico</strong><br />
<strong>Orto Botanico di Padova</strong><br />
Dal 26 settembre 2025 al 6 gennaio 2026<br />
Inaugurazione venerdì 26 settembre, ore 18.00</p>
<p>In occasione dei tre opening <a href="https://www.progettoborca.net/prometheus-open-food-lab-expedition-1/" target="_blank" rel="noopener">Prometheus Open Food Lab</a> proporrà un menu legato alle specie arboree. Ricerca condotta in collaborazione con Ludovica Menardi.</p>
<p>&#8211;</p>
<p><strong>Essenziale premessa di rete<br />
</strong><br />
Da anni, <em>Dolomiti Contemporanee</em> collabora con il <a href="https://www.tesaf.unipd.it/ricerca/centri-di-ricerca/centro-studi-lambiente-alpino-0" target="_blank" rel="noopener">Centro Studi per l’Ambiente Alpino di San Vito di Cadore Lucio Susmel</a>, sede del <a href="https://www.tesaf.unipd.it/" target="_blank" rel="noopener">TESAF Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali UNIPD &#8211; Università degli Studi di Padova</a>.<br />
Per anni, abbiamo guardato con interesse, un interesse profondo e attivo, la <em>Xiloteca</em> ospitata al <em>Centro</em>, fino a poco tempo fa attribuita a <em>Pietro Arduino</em>.<br />
Una straordinaria collezione di libri di legno, incompleta a seguito di una sottrazione avventurosa avvenuta qualche decennio fa, che andrà nuovamente completata. In Qualche modo. Quale?<br />
Ora, un grande progetto condiviso vede questo <em>Xilario</em> al centro di un programma di rilievo, restauro, e integrazione della collezione attraverso l&#8217;arte contemporanea.<br />
Quest&#8217;ultimo aspetto non era affatto scontato, lo sottolineaiamo.<br />
Esso è figlio in particolare della propensione all&#8217;ecologia culturale e dell&#8217;intelligenza multidisciplicare di <em>Tommaso Anfodillo</em>, coresponsabile del <em>Centro Studi di San Vito</em>.<br />
Collaboratori alla ricerca del <em>prof. Anfodillo</em>, la dott.ssa <em>Raffaella Dibona</em>, e il dott. <em>Samuele Pellizzari</em>.</p>
<p>Con il <em>Tesaf</em>, da anni, oltre che sui temi legati alla fisiologia del bosco, lavoriamo nella prospettiva delle reti, territoriali e della ricerca, e della biodiversità culturale, essenziale a produrre visioni, e oggetti, e progetti, aperti, integrati.<br />
Anche quest&#8217;anno, 2025, come già nelle edizioni precedenti, a partire dal 2018, collaboreremo al <strong>Corso di Cultura in Ecologia</strong>, dedicato a <a href="https://www.tesaf.unipd.it/csaa/corso-di-cultura-in-ecologia" target="_blank" rel="noopener">Foreste Vetuste e Biodiversità 2.0</a>.<br />
Nel nuovo progetto sulla <em>Xiloteca</em>, che <em>DC</em> sviluppa con il <em>Centro Studi</em>, il tema importantissimo della conservazione si integra a quello dell’interazione culturale e artistica, ed a quelli della diffusione e comunicazione della conoscenza, la cosiddetta <em>terza missione</em>.</p>
<p>Intanto, ecco <a href="https://ilbolive.unipd.it/it/news/cultura/pezzi-museo-xiloteca-libri-legno" target="_blank" rel="noopener">qui un bell’articolo uscito a gennaio 2024 su Il Bo Live</a>, <em>Magazine dell&#8217;Università degli Studi di Padova</em>, con un contributo di <em>Franco Viola</em>, che ci racconta di come si sia giunti finalmente a fare miglior chiarezza sulla nascita e sugli inspiratori e sull&#8217;autore della preziosa collezione: <em>Eugenio Trevisan</em> la realizzò prima del 1842.</p>
<p>Le foto di <em>Teresa De Toni</em> documentano una fase del rilievo della <em>Xiloteca</em>, funzionale al restauro e all’intervento artistico.<strong><br />
</strong></p>
<p><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/06/abete-bianco008.jpeg"><img class="alignnone  wp-image-20288" alt="Abete Bianco" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/06/abete-bianco008-1024x682.jpeg" width="832" height="554" /></a></p>
<p>La <em>Xiloteca</em>, nella sua configurazione originale, era costituita da una collezione di cento esemplari lignei, ognuno dedicato ad una specie forestale differente.<br />
Si tratta di piccoli libri lignei, ognuno della misura di 19&#215;12.5&#215;3.5 centimetri.<br />
La costa (dorso), è realizzata con la corteccia dell&#8217;albero.<br />
Sulla costa sono riportati il nome in latino e il nome scientifico della specie.<br />
Il libro è un piccolo scrigno a due ante.<br />
Una volta aperto, svela il suo contenuto, magistralmente organizzato attraverso una squisita perizia artigiana.<br />
All&#8217;interno, gli alloggiamenti, in piccoli cassetti, ospitano ogni parte della pianta.<br />
[…] <em>Un rametto, a cui si aggiunge anche una sezione trasversale, un semenzale, cioè la piantina piccola, il fiore, la radice, anche in questo caso con una sezione trasversale, un blocchetto di legno per l&#8217;utilizzo tecnologico. E poi troviamo dei contenitori: uno contiene i semi, un altro la segatura, il terzo contiene la cenere, che si ottiene dalla combustione, ed è affiancato da un pezzettino di carbone&#8221;. Tutte queste parti vengono indicate in un fogliettino conservato al centro di ogni libro, &#8220;nel foglio vi è la descrizione delle caratteristiche della specie, per esempio l&#8217;abete bianco, albero sempreverde di legno di qualità</em> (Tommaso Anfodillo).</p>
<p>Non tutte le <em>Xiloteche</em> possono vantare la stessa qualità realizzativa.<br />
Questi libri, oltre a custodire e mostrare l&#8217;informazione scientifica sulle specie trattate, sono oggetti che possiedono un valore artistico.<br />
Sono stati realizzati con sapienza manuale e compositiva e distributiva.<br />
Una poetica ergonomica, manifestazione di una capacità d&#8217;ordine e misura che non esclude la creatività intelligente, ci coinvolge mentre li studiamo.<br />
Sono, semplicemente, bellissimi.</p>
<p><a href="https://ilbolive.unipd.it/it/news/cultura/pezzi-museo-xiloteca-libri-legno" target="_blank" rel="noopener">A questo link</a>, qualche altro elemento d&#8217;approfondimento.</p>
<p>La lista delle specie, completa delle indicazioni sullo stato di conservazione di ogni singolo esemplare, è riportata in calce a questo post.<br />
Ad oggi, risultano mancare quarantaquattro libri originali.</p>
<p>E&#8217; questa dunque una storia in atto.<br />
Una storia che radica nel futuro, abbiamo detto.<br />
La valorizzazione dello <em>Xilario di Eugnio Trevisan</em> viene affrontata attraverso un&#8217;azione del <em>Bando Borghi PNRR</em>, che mette in rete i <em>Comuni di Borca e San Vito di Cadore</em>.<br />
La collezione originale è stata restaurata da un professionista incaricato dall&#8217;Università.<br />
Questo programma di restauro conservativo dei libri in legno esistenti al <em>Centro Studi per l’Ambiente Alpino di San Vito di Cadore</em> è stato intitolato <strong>Ri-legature in legno – Wood-bindings</strong>.<br />
I libri sono stati prelevati dal <em>Centro Studi per l’Ambiente Alpino</em> dalla restauratrice, la <em>dott.ssa Stefania Sartori</em>, e trasferiti nel laboratorio per l’esecuzione degli interventi di restauro.<br />
Il trattamento anossico è stato completato a maggio 2025.<br />
Ad esso hanno fatto seguito le visite della <em>dott.ssa Isabella Colpo</em>, direttrice del <a href="https://www.musei.unipd.it/it" target="_blank">CAM, Centro di Ateneo per i Musei dell&#8217;Università di Padova</a>, anch&#8217;esso coinvolto nel progetto, e della<em> Soprintendenza</em> competente. <em>CAM</em> e <em>Soprintendenza</em> hanno verificato il buon esito del restauro.<br />
Il Contributo del <em>CAM</em> è risultato essenziale sin dall&#8217;inizio, nella ricerca storica legata alle origini della Xiloteca, e nelle altre attività di studio e tutela di questa straordinaria biblioteca di botanica forestale.<br />
La riconsegna dei libri restaurati al <em>Centro Studi per l&#8217;Ambiente Alpino</em> è avvenuta a giugno 2025.<br />
Le diverse fasi del restauro sono state documentate con la fotografia da <em>Teresa De Toni</em>.<br />
Patrimonio della storia, essa <em>si proietta e radica nel futuro</em>.<br />
Una serie di nuovi libri, nella forma di opere d&#8217;arte, vengono realizzati da alcuni artisti selezionati da <em>Dolomiti Contemporanee</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/06/ORIZZONTALE-XILOGENESI.jpg"><img class=" wp-image-20293 aligncenter" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/06/ORIZZONTALE-XILOGENESI-1024x575.jpg" width="832" height="467" /></a></p>
<p>I primi artisti coinvolti sono David Casini, Kristian Sturi, Giuseppe Vigolo.<br />
Ognuno di loro ha sviluppato un progetto, che ha condotto alla realizzazione di un&#8217;opera d&#8217;arte. Si tratta di tre installazioni, realizzate con materiali differenti, che trovano posto nelle prime tre mostre in programma.<br />
Un quarto progetto viene sviluppato insieme all’artista Ariele Bacchetti. Si tratta di una raccolta di quarantaquattro disegni, in formato A4, ognuno dei quali è stato realizzato da un artista differente. Ogni artista ha selezionato una specie forestale, lavorando poi, a partire da questo specifico soggetto, attraverso la propria libera immaginazione pittorica.<br />
Gli artisti:<br />
<strong>Ariele Bacchetti, Grazia Bacchetti, Mattia Barbieri, Lorenzo Barbasetti di Prun, Francesco Battistello, Giulia Maria Belli, David Casini, Jonathan Colombo, Elena De Angeli, Eliane Diur, Greta Fabrizio, Bruno Fantelli, Anna Furlan, Leonardo Furlan, Riccardo Giacomini, Agnese Guido, Sofia Izmailova, Megan Littlewood, Riccardo Lodi, Gabriele Longega, Anna Marzuttini, Marco Mastropieri, Alice Mazzer, Sebastiano Pallavisini, Chiara Peruch, Francesca Pieropan, Beatrice Pistolesi, Italo Pradella, Francesca Rinaldi, Francesco Ronchi, Bianca Francesca Serafin, Giacomo Silva, Alan Silvestri, Martin Schuster Frimiana, Kristian Sturi, Tuorlo, Giuseppe Vigolo, Sebastiano Zafonte, Rebecca Zen</strong>.</p>
<p>I quarantaquattro disegni vengono presentati all’interno di una custodia lignea, ideata da <strong>Italo Pradella</strong>, responsabile del Laboratorio di falegnameria del <strong>Liceo Artistico di Cortina d’Ampezzo</strong>, insieme agli stessi studenti del Liceo.<br />
Un’interazione questa legata al tema della formazione didattica, alla quale <em>Dolomiti Contemporanee</em> attribuisce grande importanza, che amplia ulteriormente la rete culturale e territoriale del progetto <strong>Xilogenesi</strong>.</p>
<p>Tre esposizioni, che si realizzano tra luglio 2025 e gennaio 2026, raccontano il progetto.<br />
Le opere degli artisti vengono allestite insieme ad alcuni materiali fotografici che illustrano la <em>Xiloteca di Eugenio Trevisan</em>.<br />
Gli esemplari originali della <em>Xiloteca</em> invece, per esigenze legate alla loro conservazione, rimangono custoditi presso il <em>Centro Studi per l’Ambiente Alpino di San Vito di Cadore</em>.<br />
Presto sarà possibile vederli nel website www.xilogenesi.net.<br />
E’ possibile anche prenotare una visita al <em>Centro Studi</em>, in date e orari da definirsi via via, e che sono legati alla disponibilità del personale del <em>Centro</em> (per info scrivere a info@dolomiticontemporanee.net).</p>
<p>Le tre mostre si realizzano a <strong>Borca di Cadore</strong> (<strong>Bagagliera ex Stazione ferroviaria</strong>, giugno 2025), a <strong>Perarolo di Cadore</strong> (<strong>Serra di Palazzo Lazzaris</strong>, agosto 2025), e presso il <strong>Museo Botanico dell&#8217;Orto Botanico di Padova</strong> (settembre 2024/gennaio 2025).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/06/h.jpg"><img class="alignnone  wp-image-20300" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2025/06/h-1024x384.jpg" width="832" height="312" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Xiloteca di Eugenio Trevisan &#8211; Lista esemplari superstiti</strong></p>
<p>1 Acer campestre &#8211; Oppio comune<br />
4 Cupressus sempervirens &#8211; Cipresso piramidale<br />
9 Populus heterophylla &#8211; Pioppo della Carolina o Pioppo argentato<br />
10 Populus nigra &#8211; Pioppo nero<br />
14 Robinia pseudo-acacia &#8211; Robinia comune o Falsa acacia<br />
20 Pinus pumilio &#8211; Pino di Carintia o Pino nano<br />
21 Abies alba &#8211; Abete bianco<br />
22 Pinus pinea &#8211; Pignolo o Pignolo comune<br />
23 Pinus Larix &#8211; Larice<br />
25 Salix alba &#8211; Salice comune<br />
26 Pinus laricio &#8211; Pino di Corsica<br />
27 Prunus domestica &#8211; Pruno comune<br />
30 Fagus sylvatica &#8211; Fagaro comune<br />
31 Prunus armeniaca &#8211; Armellino comune o Albiccoco comune<br />
32 Acacia julibrisin o Mimosa arborea &#8211; Acacia o Mimosa di Costantinopoli<br />
33 Broussonetia papyrifera &#8211; Moro della China<br />
34 Gleditschia triacanthos &#8211; Gleditschia spinosa o Fava d&#8217;America in albero<br />
37 Ulmus campestris &#8211; Olmo comune<br />
40 Pyrus cydonia &#8211; Cotogno comune<br />
41 Sambucus racemosa &#8211; Sambuco a grappoli rossi<br />
42 Quercus ilex &#8211; Quercia sempreverde<br />
43 Ficus carica &#8211; Fico comune<br />
44 Zizyphus vulgaris &#8211; Giuggiolo comune<br />
45 Malus spectabilis &#8211; Pomo dal fiore doppio<br />
47 Robinia hispida &#8211; Robinia a fiori rosei o Robinia rosea<br />
48 Arbutus unedo &#8211; Corbezzolo<br />
49 Platanus occidentalis &#8211; Platano a foglie larghe o Platano d&#8217;occidente<br />
50 Olea europaea &#8211; Olivo comune<br />
51 Carpinus betulus &#8211; Carpino comune<br />
53 Aesculus microstachya o macrostachya &#8211; Castagno a fiori lunghi o Pavia nano<br />
54 Betula nigra &#8211; Ontano nero<br />
57 Salix babylonica &#8211; Salice piangente<br />
58 Berberis vulgaris &#8211; Berbero a frutti rossi o Berbero comune<br />
59 Cornus alba &#8211; Cornolaro comune o Cornolaro bianco<br />
63 Mespilus oxyacantha &#8211; Spino bianco<br />
65 Punica granatum &#8211; Melograno<br />
66 Philadelphus coronarius &#8211; Filadelfo odoroso<br />
67 Rhus cotinus &#8211; Scotano o Scotano giallo<br />
68 Syringa vulgaris &#8211; Lilac turco<br />
69 Vitis vinifera &#8211; Vite comune<br />
70 Amorpha fruticosa &#8211; Falso indago o Falso indaco<br />
77 Hibiscus syriacus &#8211; Altea comune<br />
78 Crataegus azarolus &#8211; Azarolo rosso<br />
80 Ulex europaeus &#8211; Giunco marino<br />
81 Lagestroemia indica &#8211; Lagestroemia dell&#8217;India<br />
82 Eleagnus angustifolia &#8211; Ulivo di Boemia<br />
83 Rosmarinus officinalis &#8211; Rosmarino officinale<br />
85 Juniperus communis &#8211; Ginepro comune<br />
88 Diospiros lotus &#8211; Loto d&#8217;Africa<br />
89 Bignonia catalpa &#8211; Catalpa d&#8217;America<br />
92 Buxus sempervirens &#8211; Bosso comune o Bosso sempreverde<br />
94 Morus cuculiata &#8211; Gelso delle Filippine<br />
94 Corylus avellana &#8211; Nocciolo comune<br />
95 Lonicera caprifolium &#8211; Caprifoglio comune<br />
96 Rhamnus paliurus &#8211; Ramno cappello bordato<br />
100 Sterculia platanoides o Sterculia platanifolia &#8211; Frimiana a foglie di platano</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8211;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Progetto finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU</em><br />
<em>E sostenuto da tutta la rete DC</em><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2023/12/Tavola-disegno-1.png" rel="gallery"><img alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2023/12/Tavola-disegno-1.png" width="1000" height="101" /></a></p>
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		<title>Giorgio Salmoiraghi / Vasa Cantici, Retta</title>
		<link>https://www.progettoborca.net/giorgio-salmoiraghivasa-cantici-retta/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2020 08:39:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il long string instrument della Colonia del Villaggio Eni di Borca di Cadore. Il progetto consiste [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il <em>long string instrument</em> della Colonia del Villaggio Eni di Borca di Cadore.</strong></p>
<p><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2020/11/1-Salmoiraghi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-14144" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2020/11/1-Salmoiraghi.jpg" width="1000" height="350" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il progetto consiste nella realizzazione di uno strumento musicale a corde lunghe oltre 20 metri all’interno degli spazi dell&#8217;ex Villaggio Eni, mutuato da riflessioni in stretta collaborazione col mio precedente laboratorio <a href="https://www.zedvenarossa.com/" target="_blank">ZED &amp; Venarossa</a>.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non esistono manuali, documenti ed istruzioni che illustrino e raccontino piani e procedimenti di realizzazione di un oggetto simile; sfida ulteriore, che vede contenuto e concetto del progetto legati a doppio filo alla fisica del suono, autentico arbitro della situazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’ambiente circostante della Colonia non è banale cornice, addobbo vuoto, miraggio scenografico – ma componente necessaria ed ampiamente interattiva di ogni singola performance. </em><br />
<em>Le corde vibrano, si agitano le frequenze che corrono rapide propagandosi grazie alla e caratteristica consistenza del materiale circostante –</em> vetro, legno, CEMENTO.</p>
<p style="text-align: justify;">Cemento &gt; risonanza &gt; venature &gt; vene &gt; vita. <em>Stanchi delle celebrazioni e venerazioni dell’abbandono e del decadimento, facciamo nostre le proprietà tonali delle strutture uniche che abbiamo l’onore e privilegio di contemplare.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Lo spazio scelto per l’installazione diventa cassa armonica, delicato ma non meno solenne di un tamburo di guerra. I suoni prodotti dalla riverberazione e simpatia delle corde risonanti possono ora essere campionati ed impressi.</em></p>
<p><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2020/11/2-Salmoiraghi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-14145" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2020/11/2-Salmoiraghi.jpg" width="1000" height="350" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Una volta approfondite le interazioni con gli spazi si opera finalmente con un’infrastruttura che permetta di conservare e registrare la voce dello strumento e le sue qualità timbriche. Immutabile presenza del luogo, il </em>long string instrument<em> è lavorato con materiali duraturi.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Vasa cantici <em>non solo sono gli strumenti d’accompagnamento ma anche gli accompagnamenti stessi. Il risultante materiale compositivo viene scomposto, le carte rimescolate, la forma scolpita e rifinita.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>I volumi sono stati trasformati in parte integrante e le voci e risonanze irripetibili vivono e permangono all’interno di ciò che è stato il dialogo con lo strumento. Al fine di utilizzare l’ambiente in questa forma, valorizzandone le qualità senza modifiche materiali e strutturali, è inevitabilmente necessario un adattamento alle sue regole e condizioni.</em></p>
<p style="text-align: right;"><a href="https://www.progettoborca.net/giorgio-salmoiraghi/">Giorgio Salmoiraghi</a>, novembre 2020</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giorgio Barrera/MEM Memorial Enrico Mattei</title>
		<link>https://www.progettoborca.net/giorgio-barreramem-memorial-enrico-mattei/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Oct 2019 12:56:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoborca.net/?p=12710</guid>
		<description><![CDATA[&#160; MEM Memorial Enrico Mattei Dal 2013, spesso, vado a lavorare al Memoriale Enrico Mattei. Il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2019/10/sm1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12720" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2019/10/sm1.jpg" width="1000" height="1000" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.giorgiobarrera.it/mem-meomorial-enrico-mattei.html" target="_blank">MEM Memorial Enrico Mattei</a></p>
<p><em>Dal 2013, spesso, vado a lavorare al Memoriale Enrico Mattei. Il memoriale, realizzato dal paesaggista Pietro Porcinai nel 1963, fu approntato per commemorare il fondatore e primo presidente dell’ENI che morì mentre rientrava a Milano sul suo aereo personale nei cieli di Bascapè, una località fra Milano e Pavia. Il lavoro è realizzato quasi esclusivamente all’interno del Memoriale, meraviglioso luogo di storia e di memoria. Uno spazio quadrato recinto da alberi e siepi.</em><br />
<em> La morte di Mattei è sempre stata per me la morte di un modo di pensare italiano e la sua scomparsa il simbolo ed uno degli effetti di un political turn internazionale nel quale ancora viviamo.  Di fatto, questo drammatico avvenimento ha causato la scomparsa prematura di una forma social-democratica di pensare alla società, cioè a una sorta di forma sostenibile e rispettosa di economia che tutelasse l’istruzione, la cultura e che fosse volta all’autodeterminazione dei popoli e alla creazione di una società sempre più libera. Un tentativo di diminuire il colonialismo e di farlo cessare.</em><br />
<em> Il lavoro non è interessato ai risvolti complottistici che gravitano intorno al caso Mattei sebbene sia stato inevitabile incontrare miriadi di opinioni e testimonianze che rimandano a cospirazioni di ogni sorta.</em><br />
<em> La parte centrale del lavoro riguarda un certo numero di fotografie, sempre realizzate al Memoriale, in cui una serie di persone che in qualche modo sono state vicine a Mattei quali la moglie, e i fratelli ma anche i suoi nemici si recano al Memoriale forse per rendergli omaggio, forse per espiare una colpa, forse solo per ribadire il loro potere, ma all’interno di questo teatrale luogo le loro voci o alcune voci fuori campo ci raccontano i fatti, ci parlano di Mattei anche in maniera intima. Le foto sono evocazioni che prendono vita attraverso riflessioni sul luogo e sulla figura di Mattei. Ho creato un’inchiesta iconografica che reintroducesse nel presente la figura di un uomo la cui immagine era stata come sottratta alla storia. Questo lavoro è quindi una ricostruzione, è la risemantizzazione di una figura unica nella storia contemporanea che ha il fine di risegnalarla e risignificarla poeticamente. Per giungere a ciò ho creato una nuova, più giusta, e a mio avviso anche più reale, iconografia.</em><br />
<em> Mattei era un uomo, intelligente, rapido e visionario che cercava di coinvolgere e combinare lo sviluppo industriale e quello culturale nei paesi con cui collaborava. Quella da lui predicata era una forma sostenibile o se vogliamo ibrida di capitalismo. Anche per questi motivi l&#8217;insieme del lavoro accoglie una serie di media differenti che contribuiscono ognuno alla formazione di una scenografia teatrale che dialoga con un testo di teatro sociale e che nasce, soprattutto, dal nuovo immaginario da me creato.</em></p>
<p style="text-align: right;"><a href="https://www.progettoborca.net/giorgio-barrera/" target="_blank">Giorgio Barrera</a></p>
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		<title>FranzLab/Moreness</title>
		<link>https://www.progettoborca.net/franzlabmoreness/</link>
		<comments>https://www.progettoborca.net/franzlabmoreness/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2019 05:32:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[MORENESS A monograph on the state of being more more than apples and cows è da sempre [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2019/10/image2.png"><img class="alignleft size-full wp-image-12682" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2019/10/image2.png" width="795" height="604" /></a></p>
<p><strong>MORENESS</strong><br />
<em>A monograph on the state of being more</em></p>
<p><em>more than apples and cows</em> è da sempre il motto dell&#8217;agenzia di comunicazione ed editore <a href="https://www.franzlab.com/" target="_blank">franzLAB</a>.<br />
<em>more than apples and cows</em> è una modalità di lettura e narrazione del territorio montano, un modo di essere, guardare e appartenere a questi luoghi, al di là dagli stereotipi che spesso ne caratterizzano l’immaginario; è un’interpretazione e una prospettiva; un processo di lavoro, di comunicazione e di costruzione identitaria; un punto di vista e una chiave di lettura; uno state of mind e uno statement; un osservatorio, una visione.</p>
<p>Il nuovo progetto editoriale di <em>franzLAB</em>, <em>Moreness</em>, si pone l’obiettivo di investigare, esplicitare, amplificare e sostantivare &#8211; muovendosi liberamente e trasversalmente tra i linguaggi e i punti di osservazione della ricerca scientifica, della filosofia, dell’arte, dell&#8217;architettura&#8230; -  la visione <em>more than apples and cows.</em><br />
Da qui il nome del nuovo magazine, <em>Moreness</em>: termine inglese che, letteralmente, significa <em>the state of being more</em>.</p>
<p>Moreness viene presentato da <em><a href="https://www.dolomiticontemporanee.net/DCi2013/?p=25303" target="_blank">Anna Quinz</a></em> e <em>Kunigunde Weissenegger</em> nell&#8217;ambito dell&#8217;<a href="https://www.progettoborca.net/1820-ottobre-openstudio-progettoborca/" target="_blank">Openstudio finale di Progettoborca 2019</a>, domenica 20 ottobre, alle ore 14.30, nell&#8217;<em>Aula Magna</em> della <em>Colonia di Borcia</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fabio Balcon/Bi·o·sfè·ra</title>
		<link>https://www.progettoborca.net/fabio-balconbi%c2%b7o%c2%b7sfe%c2%b7ra/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Oct 2019 16:45:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; bi·o·sfè·ra [eat the concrete] Un azzardo sostenibile di Sara Piombo e Fabio Balcon Per Biosfera [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2019/10/bi·o·sfè·ra-SM.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12654" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2019/10/bi·o·sfè·ra-SM.jpg" width="1000" height="781" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>bi·o·sfè·ra</strong><br />
[eat the concrete]</p>
<p>Un azzardo sostenibile di <em>Sara Piombo</em> e<em> Fabio Balcon</em></p>
<p><em>Per Biosfera si intende una struttura progettata per contenere un ecosistema completo e autosufficiente, nel quale sussistono le condizioni indispensabili allo sviluppo di forme di vita vegetali (e animali), preservandole da condizioni esterne ostili.  </em></p>
<p><em>bi·o·sfè·ra è un progetto sostenibile che si prefigge di coadiuvare in maniera sinergica l&#8217;opera di DE-ANTROPIZZAZIONE, che i vegetali autoctoni stanno già realizzando nei confronti della struttura denominata Ex Colonia Eni di Corte di Cadore, isolando una sezione dell&#8217;ededificio e inseminandola con specie vegetali esotiche specializzate nella disgregazione di strutture in pietra o cemento (Ficus Benghalensis, Phyllostachys edulis, Smilax aspera etc..). L&#8217;habitat sarà completamente autonomo e autosufficiente grazie ad un sistema di riciclo dell&#8217;acqua piovana e a un sistema di umidificazione/riscaldamento gestito da una mini centrale fotovoltaica.</em><br />
<em>Ad obiettivo raggiunto (la disgregazione e il collasso della struttura stessa) e conseguente distruzione dell&#8217;habitat impedirà alle specie esotiche in esso contenute di contaminare flora e fauna residenti.</em></p>
<p style="text-align: right;">Fabio Balcon, ottobre 2019</p>
<p style="text-align: left;">&#8212;</p>
<p style="text-align: left;">Il progetto viene presentato in anteprima lattea durante l&#8217;<a href="https://www.progettoborca.net/1820-ottobre-openstudio-progettoborca/" target="_blank">Openstudio di finstagione di Progettoborca</a>, per cercare di porre argine agl&#8217;ignobili ultragetti teratologici stendahliani (nè Boullée nè Gellner), e con la franca speranza del termine d&#8217;ogni cosa male intesa o sciacallata.</p>
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		<title>MISHA &#8211; L&#8217;orso che è esistito &#8211; open call</title>
		<link>https://www.progettoborca.net/misha-lorso-che-e-esistito-open-call/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Jul 2019 07:14:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Open Call Archivio Misha INVITO APERTO per cercare Misha, l’orso che è esistito &#8212; A seguito [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://player.vimeo.com/video/315244181" height="360" width="640" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p><b><br />
Open Call Archivio Misha</b></p>
<p><b>INVITO APERTO per cercare <em>Misha, l’orso che è esistito</em></b></p>
<p>&#8212;</p>
<p>A seguito dei contratti intercorsi tra<em> Italia e Russia</em> nel 1960 sulla politica petrolifera, <em>Enrico Mattei</em> ricevette in dono dall&#8217;allora ministro degli affari esteri russo, <em>Nikolai Patolichev</em>, un giovane orso di un anno e mezzo.<br />
Il piccolo <em>Misha</em> (o <em>Mischa</em>) viaggiò per oltre 3000 km prima di arrivare a destinazione, la <em>Colonia Eni</em> a <em>Borca di Cadore</em>, in provincia di <em>Belluno</em>.<br />
Per circa vent&#8217;anni l&#8217;orso rimase nella sua dimora, la gabbia progettata appositamente per lui dall&#8217;architetto <em>Edoardo Gellner</em>, assieme alla compagna <em>Julia o Giulietta</em>, un’orsa bianca.</p>
<p>Oggi di questa storia si ricordano poche immagini e narrazioni, custodite principalmente dalle migliaia di persone che passarono dalla <em>Colonia</em> negli anni in cui ci visse l’orso.<br />
Sono proprio questi ricordi e ritratti fotografici di <em>Misha e Julia</em> che le due artiste <a href="https://www.dolomiticontemporanee.net/DCi2013/?p=21664" target="_blank">Caterina Erica Shanta</a> e <a href="https://www.progettoborca.net/martina-melilli/">Martina Melilli</a> stanno cercando per creare l’<strong>Archivio Misha</strong> in collaborazione con <a href="https://www.dolomiticontemporanee.net/DCi2013/" target="_blank">Dolomiti Contemporanee</a> e <em>Progettoborca</em>.<br />
L’archivio, che entrerà a far parte del patrimonio di <em>Dolomiti Contemporanee</em> e sarà sempre consultabile, nasce per essere la base visiva e narrativa per la realizzazione di<strong> <i>MISHA &#8211; L’orso che è esistito</i></strong>, un film documentario partecipativo che si svilupperà grazie al vostro contributo.</p>
<p>Scrivono le due artiste:</p>
<p><em>Cerchiamo fotografie, disegni e storie: raccontateci i vostri ricordi, le vostre sensazioni di quando per la prima volta avete visto l’orso. </em><br />
<em>Com&#8217;era?<br />
Che odore aveva?<br />
Cosa mangiava?<br />
Sembrava felice?<br />
Come trascorreva le sue giornate?<br />
Che fine ha fatto?<br />
Cosa ne fu della sua gabbia quando se ne andò?<br />
Da dove proveniva Julia, il cui destino è stato ancora più oscuro?</em></p>
<p><em>Tutto quello che ricordate -o avete sentito dire- può esserci utile.</em></p>
<p>&#8212;</p>
<p>E&#8217; possibile scrivere e inviare materiali a questo indirizzo mail: <a href="mailto:lastoriadellorsoinpiedi@gmail.com" target="_blank">lastoriadellorsoinpiedi@gmail.<wbr></wbr>com</a></p>
<p>O consultare i siti web delle artiste per seguire da vicino la lavorazione del film:</p>
<p><a href="https://www.caterinaericashanta.it/misha_prj.html" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.martinamelilli.com/&amp;source=gmail&amp;ust=1550305024067000&amp;usg=AFQjCNFtO0VVEgTFtkuXurwc0HtLZ1uklw">www.<wbr></wbr>caterinaericashanta.it/misha_<wbr></wbr>prj.html<br />
</a> <a href="https://www.martinamelilli.com/ " target="_blank">www.martinamelilli.com</a></p>
<p>&#8212;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto: Misha e Julia, Archivio Menardi, 1974, Gabbia dell&#8217;orso, Colonia ENI, Borca di Cadore</p>
<p><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2019/02/ARCHIVIO_PRIVATO_MENARDI_MISHA_PRJ.jpg"><img class="size-large wp-image-11574 alignleft" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2019/02/ARCHIVIO_PRIVATO_MENARDI_MISHA_PRJ-1024x717.jpg" width="640" height="448" /></a></p>
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		<title>Prometheus_</title>
		<link>https://www.progettoborca.net/prometheus_/</link>
		<comments>https://www.progettoborca.net/prometheus_/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2018 17:15:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoborca.net/?p=11882</guid>
		<description><![CDATA[Prometheus_ (qui website) è un progetto di ricerca sul cibo finalizzato all&#8217;esplorazione degli ambienti remoti di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2018-01-31-alle-16.50.38.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-11915" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2018-01-31-alle-16.50.38-1024x622.png" width="640" height="388" /></a></p>
<p><strong>Prometheus_</strong> (<a href="https://prometheusofl.com/" target="_blank">qui</a> website) è un progetto di ricerca sul cibo finalizzato all&#8217;esplorazione degli ambienti remoti di questo pianeta, dei mille ch&#8217;esso racchiude.<br />
È metodo e pratica, incardinati sui concetti di edibile e remoto che ripetutamente strappa dalle loro sedi in una cultura pietrificata. Impietrita.<br />
In un tradizione morta piccola, che non trasporta al di fuori di sé.<br />
Opera a livello linguistico e pertanto sulla percezione. Perché il cibo è prima di tutto linguaggio: chiave di interpretazione e narrazione del mondo.<br />
Se edibile è tutto ciò che può potenzialmente essere introdotto nel corpo, il cibo è invece una ristretta selezione applicata da una determinata cultura nel tempo. Il cibo non è<br />
naturale.<br />
Allo stesso modo remoto non indica uno stato, ma piuttosto una percezione dello spazio determinato dalla possibilità di accedervi e insediarvici. Remoto è uno stato mentale.</p>
<p><em>Prometheus_lab</em>, laboratorio sperimentale e centro catalizzatore del progetto, nasce e si sviluppa nel corso del 2018 in <em>Progettoborca</em>.<br />
Trova sede in uno degli spazi dell&#8217;ex Infermeria nel ventre della Colonia. Nucleo di espansione, costituisce stazione operativa per l&#8217;esplorazione del paesaggio circostante. Naturale e culturale insieme. A partire dalla prima esplorazione coinvolge un numero eterogeneo di esploratori dalle disparate branche del pensiero in grado di offrire un algoritmo quanto più complesso per la decifrazione dell&#8217;ambiente nel quale la pratica si svolge.<br />
Lo spazio è centrale operativa da dove <em>Prometheus_</em> orchestra e articola le varie attività che compongono l&#8217;intreccio di diverse linee di ricerca ed operative: la perlustrazione del selvatico; l&#8217;indagine di tradizioni usi e conoscenze più o meno sopite; la costituzione di reti sul territorio ed oltre. Le quali si traducono a loro volta in incontri, panel di discussione,<br />
collaborazioni con aziende, esposizioni e progettualità radicali che ampliano l&#8217;ampiezza di spettro e la struttura stessa di <em>Prometheus_</em>.<br />
Le energie son ora protese alla definizione di nuovi spazi che possano accogliere le due dimensioni del progetto a lungo respiro: una biblioteca tematica a disposizione di esploratori e pubblico e l&#8217;archivio che ospiterà il materiale raccolto e processato nel corso delle esplorazioni.<br />
<em>Prometheus_</em> si configura come progetto proteso ad una pratica capillare, applicata a vari contesti e paesaggi con la finalità di mettere in rete conoscenze, strategie e culture per l&#8217;abitazione che ne consentano l&#8217;abitazione.<br />
Esploriamo questo pianeta come fosse alieno.</p>
<p><em>Promethus Food Lab</em> è un progetto di <a href="https://www.progettoborca.net/lorenzo-barbisetti-di-prun/" target="_blank">Lorenzo barbasetti di Prun</a>.<br />
<a href="https://www.progettoborca.net/prometheus-open-food-lab-expedition-1/" target="_blank">Qui</a> la prima esplorazione, 2018.<br />
<a href="https://www.progettoborca.net/la-fame-arrivo-che-non-vera-piu-nessuno_tavolo-di-dialogo-sul-ruolo-della-cultura-nella-definizione-del-cibo/" target="_blank">Qui</a> il panel di FAME, 2018.<br />
<a href="https://www.instagram.com/prometheus_lab/" target="_blank">Qui</a> <em>Promethus_</em> Igram.</p>
<p><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-22-alle-19.08.28.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-11912" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-22-alle-19.08.28.png" width="1000" height="518" /></a></p>
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		<item>
		<title>collettivoredazionalebomba</title>
		<link>https://www.progettoborca.net/collettivoredazionalebomba/</link>
		<comments>https://www.progettoborca.net/collettivoredazionalebomba/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Oct 2017 07:03:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[> Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoborca.net/?p=9049</guid>
		<description><![CDATA[collettivoredazionalebomba è una pubblicazione artistica che racconta l&#8217;ex villaggio eni. Il progetto è sviluppato da Bruno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>collettivoredazionalebomba</em> è una pubblicazione artistica che racconta l&#8217;<em>ex villaggio eni</em>.<br />
Il progetto è sviluppato da <a href="https://www.progettoborca.net/bruno-lorenzon/" target="_blank">Bruno Lorenzon</a> e <a href="https://www.progettoborca.net/priscilla-contesini/" target="_blank">Priscilla Contesini</a>*</p>
<p><em>all&#8217;interno di un circuito di attenzione aperto, sovraterritoriale</em></p>
<p><img class="size-full wp-image-9110 alignleft" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/09/immagine3-sm2.jpg" width="500" height="354" /></p>
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<h5> <em><br />
Elaborazione Veglia di danza africana dal Mensile 21 Giorni, G.G. Orsa Maggiore e G. G. Prisma</em><em></em><br />
<em></em></h5>
<p><em> &#8212;</em></p>
<p>Esiste su instagram (<a href="https://www.instagram.com/cr_bomb/?hl=it" target="_blank">cr_bomb</a>) dove condivide le fantasie scritte, vissute e sognate all’interno della Colonia, al fine di creare una storia fluida tra ricordo, realtà e digitale.<br />
E’ il risultato dell&#8217;attrazione-studio-immersione nell&#8217;archivio dei racconti creati da Grande Gruppo Orsa maggiore, Grande Gruppo Prisma, Grande Gruppo Scoperta, Grande Gruppo Avventura, e tutti i collettivi di bambini che nei decenni hanno abitato il Villaggio.<br />
Giocando con la surrealtà che li contraddistingue, il progetto è un percorso di rigenerazione dell&#8217;immaginazione, come pratica attiva che popola gli spazi.</p>
<p><em>collettivoredazionalebomba</em>, che prende il nome dall’omonimo giornaletto realizzato a Borca nel 1988, è una performance virtuale che indaga le logiche contemporanee di connessione, visualizzazione, finzione e narrazione utilizzando: immagini, gif, audio, video e storie.<br />
Identifica in un anno la durata minima della sua evoluzione. “&#8230;<em>un paradiso allor tu sognerai lassù ritornerai col cuor</em>&#8230;”</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Tutorial:</p>
<div class="arve-wrapper arve-normal-wrapper arve-youtube-wrapper " itemscope itemtype="http://schema.org/VideoObject" style="background-image: url(https://img.youtube.com/vi/vMyropjM09o/maxresdefault.jpg);"><div class="arve-embed-container"><iframe id="arve-iframe-1" class="arve-inner arve-hidden" data-src="//www.youtube-nocookie.com/embed/vMyropjM09o?iv_load_policy=3&#038;modestbranding=1&#038;rel=0&#038;wmode=transparent&#038;https://youtu_be/vMyropjM09o&#038;autoplay=1" frameborder="0" scrolling="no" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe><button class="arve-inner arve-play-background arve-iframe-btn" data-target="arve-iframe-1"></button></div></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>*giunti a Borca per la prima volta nell&#8217;estate 2016, per il workshop <a href="https://www.progettoborca.net/verita-e-metodo-di-una-mente-isolata-workshop-2/" target="_blank">Verità e metodo di una mente isolata</a>, condotto da Simone Cametti in casa Cametti.</p>
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		<title>30 settembre 2017 &#8211; Casa Cametti a Vitorchiano</title>
		<link>https://www.progettoborca.net/30-ottobre-2017-casa-cametti-a-vitorchiano/</link>
		<comments>https://www.progettoborca.net/30-ottobre-2017-casa-cametti-a-vitorchiano/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Sep 2017 10:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[> Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[cametti]]></category>
		<category><![CDATA[casa cametti]]></category>
		<category><![CDATA[Colonia]]></category>
		<category><![CDATA[dirigenti]]></category>
		<category><![CDATA[Villaggio Eni]]></category>
		<category><![CDATA[vitorchiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Casa Cametti a Vitorchiano (Viterbo) Complesso di Sant&#8217;Agnese Opening 30 settembre 2017, ore 15.00 Una selezione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Casa Cametti a Vitorchiano (Viterbo)<br />
Complesso di Sant&#8217;Agnese<br />
Opening 30 settembre 2017, ore 15.00</p>
<p>Una selezione di video relativi all&#8217;esperienza di <a href="https://www.progettoborca.net/simone-cametti/https://" target="_blank">Simone Cametti</a> alla Colonia di Borca di Cadore con <a href="https://www.progettoborca.net/17-ottobre-2017-casa-cametti-pranzo-studio-visit/" target="_blank">Casa Cametti</a> va in mostra a Vitorchiano, dal 30 settembre al 5 novembre 2017.<br />
L&#8217;installazione è inserita nel programma dei <em>Percorsi nell&#8217;arte</em>, proposti dall&#8217;<a href="https://www.accademiasanluca.eu/it/news/id/2969/percorsi-nell-arte-strong-5-artisti-in-5-atti-strong-" target="_blank">Accademia Nazionale di San Luca</a> (cinque artisti in cinque siti sparsi nella Provincia di Viterbo: oltre a Cametti, Andrea Aquilanti, Luigi Ontani, Marina Paris, Pier Paolo Perilli).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/09/Vitorchiano.mp4"><img class="aligncenter size-full wp-image-9133" alt="vitorchiano" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/09/vitorchiano.jpg" width="532" height="298" /></a></p>
<p><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/09/Vitorchiano.mp4" target="_blank"> </a></p>
<p><b>Dalla montagna</b></p>
<p>L’<i>ex Villaggio Eni di Corte di Cadore </i>è una struttura prodigiosa, dove, negli anni ’50, prese forma, grazie all’architetto Edoardo Gellner, il programma sociale di welfare (e propaganda) di Enrico Mattei.<br />
Per decenni, fino agli anni ’90, il Villaggio ospitò i dipendenti di Eni, nei soggiorni estivi alle pendici del Monte Antelao.<br />
Dal 2014, Dolomiti Contemporanee vi ha attivato una Residenza internazionale, connessa a Progettoborca, piattaforma di rigenerazione di questo sito, tanto importante nella storia della cultura, dell’innovazione, della civiltà, e d’Italia.</p>
<p><b>Azione: l’arte nello scarico</b></p>
<p>Simone Cametti è giunto all’<i>ex Villaggio Eni di Corte di Cadore</i> a febbraio 2015, a conoscere ed esplorare il Villaggio e la sua Colonia, una delle strutture più importanti del complesso, oggi trasformata in un grande cantiere artistico e culturale.<br />
Da subito, la pratica del far arte si è venuta intimamente connettendo con quella dello stare al mondo, e Cametti ha coinvolto la propria famiglia nel progetto. Far l’artista non è un mestiere, ma un modo d’esser presenti attenti, mentre si vive. Occhi neri belli fissi sempre accesi, come dado a stringere su concetti e oggetti.</p>
<p>Gli <i>ex uffici dirigenti</i>, uno dei padiglioni parte dell’enorme Colonia, inutilizzati dal 1991, hanno così preso a trasformarsi. Scomparsi i raccoglitori e i documenti, <a href="https://www.progettoborca.net/simone-cametticasa-cametti/" target="_blank">sono arrivati i mobili</a> e gli arredi preziosi di Gellner, gli elettrodomestici della Colonia, prodotti da molte importanti aziende d’allora (Fantoni, Lanerossi, Flos, Ginori, Pirelli, Agipgas).</p>
<p>Lo spazio di lavoro abbandonato, ristrutturato e dotati di utenze e servizi dall’artista stesso, è dunque diventato ambiente domestico, oggi composto da salotto, cucina, tre camere, bagno, terrazza, frigo e televisione.<br />
Ogni anno, la famiglia Cametti parte da Roma e raggiunge Simone in Casa Cametti, per il soggiorno estivo. Leonardo, tre anni, Mattia, otto, la compagna Sonia, il cane Nora. Alle volte, salgono anche gli studenti di Simone all’Accademia RUFA, per sviluppare <a href="https://www.progettoborca.net/verita-e-metodo-di-una-mente-isolata-workshop-2/https://" target="_blank">workshop</a> o progetti.</p>
<p>Il ritmo, nella Casa, è quello ordinario della vita di un gruppo familiare alla villaggiatura in montagna.<br />
Mentre Simone compie ricerche in Colonia, e lavora (muratore, elettricista, idraulico, cogitatore) alla casa, i figli giocano. Si va a funghi nel bosco, e si cucinan risotti. Si beve vin bianco in terrazza, tra i pini e gli abeti. Nora abbaia ai caprioli e cervi, qui di casa. Quando c’è tempo, si va a camminare, o al lago. Durante gli Open-studio, il pubblico invade la casa, senza turbarne l’intimità.<br />
Casa Cametti non è un set: è un cantiere della produzione autosufficiente, governato da un’idea vitale e rigenerativa, testarda e quieta. E’, come Progettoborca, che la contiene, una sorta di responsabile e autarchica ribellione ai destini d’inerzia e alle pigrizie commemorative (non frignare, avvita).<br />
E’ uno spazio occupato, abitato e aperto alle persone aperte, nel quale l’artista si sa far lo scarico.<br />
La pratica quotidiana di vita, coincide qui con quella artistica, abbiamo detto. Artista ripara la stufa. La stufa scalda i suoi bimbi.<br />
Però Simone documenta ogni cosa, nei lavori a parete, con le foto. E con i video.</p>
<p>Ora, nel Complesso di Sant’Agnese a Vitorchiano, in quest’albergo un tempo attivo (come la Colonia di Borca), viene l’arte, a dar senso alla Spazio perduto, che si vorrebbe ritrovare. E, nelle camere vuote, trovano posto dodici video realizzati all’ex Villaggio Eni. La vita di tutti i giorni rifluisce anche qui. La vita della montagna, con l’aria sottile, e la pratica densa, di Casa Cametti, dove i confini pretenziosi e opachi tra gli àmbiti detti (arte, lavoro, vita, impegno, vacanza) si spezzano, e la vita scorre in un flusso. Come l’acqua, nello scarico del cesso (funzionalità meccanica, mica nihilismo).</p>
<p>Gianluca D&#8217;Incà Levis, 24 settembre 2017, Perarolo di Cadore</p>
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		<title>LSF laboratorio sperimentale di fotografia di Studio Mare</title>
		<link>https://www.progettoborca.net/lsf-laboratorio-sperimentale-di-stampa-di-studio-mare/</link>
		<comments>https://www.progettoborca.net/lsf-laboratorio-sperimentale-di-stampa-di-studio-mare/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2017 15:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[> Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[LFS Laboratorio di Fotografia Sperimentale nelle ex celle frigorifere della Colonia dell’ex Villaggio Eni Un progetto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.progettoborca.net/lsf-laboratorio-sperimentale-di-fotografia-alla-colonia/" target="_blank">LFS </a><br />
<a href="https://www.progettoborca.net/lsf-laboratorio-sperimentale-di-fotografia-alla-colonia/" target="_blank">Laboratorio di Fotografia Sperimentale nelle ex celle frigorifere della Colonia dell’ex Villaggio Eni</a></strong></p>
<p>Un progetto di <a href="https://www.studiomare.eu/" target="_blank">Studio Mare</a>, <a href="https://www.progettoborca.net/marco-rossetti/" target="_blank">Marco Rossetti</a> e <a href="https://www.progettoborca.net/andreas-zampella/" target="_blank">Andreas Zampella</a>.<br />
Documentato da Antonio Longobardi.<br />
Con il Patrocinio del Comune di Napoli.</p>
<p>Le celle frigorifere della Colonia, sono spente dal 1991. Nel 1991, si è tolta l&#8217;agibilità alla Colonia, e si è conclusa la prima vita di questo straordinario complesso, avviata alla fine degli anni &#8217;50. Per decenni dunque, la Colonia avava ospitato i bambini, figli dei dipendenti di Eni. Bambini di età compresa tra i 6 ed i 12 anni. I ragazzini più grandi (dai 13 ai 15), salivano invece più in alto, al Campeggio a tende fisse, dove il soggiorno estivo era ancor più alpino, esplorativo. Migliaia, decine di migliaia di ragazzini provenienti da tutta Italia, in quegli anni, conobbero Borca, la montagna, l&#8217;Antelao, il Villaggio e la Colonia, che è la creatura più vasta ed organica, razionale ed empatica, di Edoardo Gellner.<br />
Ora, cogliendo in pieno lo spirito rigenerativo che anima il cantiere di Progettoborca, Studio Mare ha deciso di trasformare le ex celle frigorifere in qualcosa d&#8217;altro. Il LFS è, appunto, un Lab. La costruzione della camera oscura, è in sè un&#8217;opera, assai autoriale. Qui di seguito, gli autori spiegano come hanno lavorato, quali materiali hanno utilizzato e assemblato, con quali sistemi e tecniche sperimentali. Il Lab è quindi in primis un&#8217;opera, e una dichiarazione: la Colonia non è morta, nè inerte. Le sue parti possono essere riprocessate e riattivate. Oltre a ciò, il Lab è una struttura fiunzionale, una macchina che consentirà ad altri fotografi sperimentali di venire in Colonia, a concepire e realizzare altri progetti fotografici artistici, come quelli già sviluppati da Marco Rossetti e Andreas Zampella: i primi.<br />
Si tratta dell&#8217;allestimento di un <em>centro di elaborazione dell’immagine</em>, che si allontana dal digitale per dare spazio alla ricerca analogica contemporanea.<br />
Il progetto <strong>LFS</strong> mira a visualizzare una <em>natura seconda,</em> nella fotografia, nel video e nello spazio stesso: la luce viene utilizzata come strumento principale di ricerca.<br />
Il lavoro è incentrato su due punti, la stampa e l’uso della luce: con questi mezzi si focalizza il campo d’azione.</p>
<p>Luglio 2017: dopo un primo lavoro di pulizia e insediamento, e una volta rideterminata la funzione dei vani delle due vecchie celle dismesse nel seminterrato, gli artisti hanno iniziato la ricerca degli arredi necessari per allestire la camera oscura.<br />
Hanno dapprima costruito alcuni tavoli da lavoro ed altre attrezzature di supporto, assemblando materiali e oggetti rinvenuti nella Colonia.<br />
Uno dei tavoli è costituito da una vecchia slitta di legno.<br />
Una lavagna luminosa è stata creata a partire dal telaio di una finestra.<br />
Le mensole sono state levigate e riportate alla loro funzione.<br />
Si è predisposto un impianto elettrico interno ai vani (grazie a <a href="https://www.idrotermolux.it/" target="_blank">Idro Termo Lux</a>).</p>

<a href='https://www.progettoborca.net/lsf-laboratorio-sperimentale-di-stampa-di-studio-mare/sd-sm/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/09/sd-sm-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/lsf-laboratorio-sperimentale-di-stampa-di-studio-mare/img_8075/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/07/IMG_8075-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/lsf-laboratorio-sperimentale-di-stampa-di-studio-mare/img_7757/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/07/IMG_7757-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/lsf-laboratorio-sperimentale-di-stampa-di-studio-mare/img_7896/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/07/IMG_7896-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/lsf-laboratorio-sperimentale-di-stampa-di-studio-mare/img_8047/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/07/IMG_8047-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/lsf-laboratorio-sperimentale-di-stampa-di-studio-mare/img_8072/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/07/IMG_8072-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/lsf-laboratorio-sperimentale-di-stampa-di-studio-mare/a-img_7862-sm/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/09/a-IMG_7862-SM-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/lsf-laboratorio-sperimentale-di-stampa-di-studio-mare/a-img_8044-sm/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/09/a-IMG_8044-SM-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/lsf-laboratorio-sperimentale-di-stampa-di-studio-mare/a-img_8092-sm/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/09/a-IMG_8092-SM-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>

<p>Le tre stanze che compongono la cella frigorifera/camera oscura sono:<br />
primo spazio (ingresso) – Sala Ingranditore<br />
seconda stanza (celletta) – Sviluppo rullino<br />
terza stanza – Sala per bagni rilevatore e fissaggio</p>
<p>Sono stati oscurati gli oblò che danno sul corridoio esterno.<br />
La seconda cella, più grande e dotata di due punti luce interni, è stata invece riallestita a studio con un tavolo da lavoro molto grande realizzato con un pannello in laminato giallo della Colonia.<br />
Sì è quindi realizzato l’oggetto indispensabile per il laboratorio, l’ingranditore.<br />
Esso è stato ricavato da un estintore, svuotato (grazie a <a href="https://www.antincendiviel.it/" target="_blank">Viel Antincendi)</a> e sezionato in più punti (grazie a Gian Franco De Girardi, fabbro di Tai di Cadore).</p>
<p>Sono state inserite lenti e obbiettivi, ed è stato creato il carrello portarullino.<br />
Fissato il proiettore si è proceduto ai primi test, allo sviluppo di rullini scattati a Borca e alle prime stampe su carta.<br />
Grazie al partner <a href="https://www.ars-imago.com/" target="_blank">Ars-imago international</a>, che sta fornendo la maggior parte dei materiali tecnici necessari al lavoro fotografico.<br />
La camera oscura è operativa, vi si sviluppa e si stampa. Il centro <strong>LFS</strong> è organizzato in modo tale da poter ospitare altri artisti che intendano lavorare con questi mezzi, così da rendere e mantenere attivi sia la ricerca che lo spazio.</p>

<a href='https://www.progettoborca.net/lsf-laboratorio-sperimentale-di-stampa-di-studio-mare/gr/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/07/gr-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/lsf-laboratorio-sperimentale-di-stampa-di-studio-mare/scsc/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/07/scsc-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/lsf-laboratorio-sperimentale-di-stampa-di-studio-mare/sxx/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/07/sxx-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/lsf-laboratorio-sperimentale-di-stampa-di-studio-mare/mk/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/07/mk-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/lsf-laboratorio-sperimentale-di-stampa-di-studio-mare/fgh/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/07/fgh-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/lsf-laboratorio-sperimentale-di-stampa-di-studio-mare/fr/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/07/fr-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>

<p>Foto: Studiomare</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Durante la residenza di luglio 2017 a <em>Borca</em> hanno preso forma i progetti individuali:</p>
<p>Marco Rossetti, <a href="https://www.progettoborca.net/marco-rossettigiulio-napoli/" target="_blank">Giulio Napoli</a></p>
<p>Andreas Zampella, <a href="https://www.progettoborca.net/andreas-zampellahumans-search/" target="_blank">Rìcèrcati</a></p>
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		<title>LSF laboratorio sperimentale di fotografia &#8211; Studio Mare in Progettoborca</title>
		<link>https://www.progettoborca.net/lsf-laboratorio-sperimentale-di-fotografia-alla-colonia/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Jul 2017 12:23:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[> Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[LFS è un Laboratorio di ricerca Fotografica Sperimentale, pensato e sviluppato dagli artisti Marco Rossetti e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LFS</strong> è un <em>Laboratorio di ricerca Fotografica Sperimentale</em>, pensato e sviluppato dagli artisti <a href="https://www.progettoborca.net/marco-rossetti/">Marco Rossetti</a> e <a href="https://www.progettoborca.net/andreas-zampella/">Andreas Zampella</a> con <strong><a href="www.studiomare.eu">Studio Mare</a></strong>, si avvia attraverso un periodo di Residenza in <a href="www.progettoborca.net" target="_blank">Progettoborca </a>a luglio 2017.<br />
Si tratta dell&#8217;allestimento di un <em>centro di elaborazione dell’immagine</em>, che si allontana dal digitale per dare spazio alla ricerca analogica contemporanea.<br />
Il progetto <strong>LFS</strong> mira a visualizzare una <em>natura seconda,</em> nella fotografia, nel video e nello spazio stesso: la luce viene utilizzata come strumento principale di ricerca.</p>
<p><em>L’interazione con lo spazio, l’architettura e il bosco, tramite la luce, ci sembra il modo migliore per avviare una relazione con l’ambiente ospitante; questo ci permetterà di interagire in maniera diretta sugli spazi, con gli spazi, negli spazi rispettando la storia e la memoria del luogo, e agendovi in maniera effimera, immateriale.</em><br />
<em> Tra i riferimenti, vi è il lavoro di <a href="https://www.tpi.it/mondo/europa/repubblica-ceca/miroslav-tichy-fotografo-vagabondo/">Miroslav Tichý</a>, incentrato sulla creazione di macchine fotografiche con materiali di risulta, ed il lavoro fotografico susseguante.</em><br />
<em>È così che intendiamo operare: gli strumenti, coi quali generalmente si allestisce una camera oscura, saranno interamente creati con i materiali di risulta trovati nell’ex villaggio ENI.<br />
La fotografia è intesa come visualizzatore di un’essenza, come sperimentazione organica in grado di visualizzare un’idea di realtà e natura. Questa, rifiuta l’oggettività della foto da reportage, e si tuffa in quella fotografia per così dire “sbagliata” che, più di tutti, può avvicinarsi all’idea “soggettiva” della realtà.</em></p>
<p>La <em>camera oscura</em> viene realizzata in una delle ex celle frigorifere della <em>Colonia.</em> Il lavoro è incentrato su due punti, ovvero: la stampa e l’uso della luce: con questi mezzi verrà focalizzato il campo d’azione.<br />
L’intero progetto viene documentato in video da <em>Antonio Longobardi. </em>Verrà in seguito prodotto un docufilm.<br />
Il centro <strong>LFS</strong> sarà successivamente organizzato in modo tale da poter ospitare altri artisti che intendano lavorare con questi mezzi, così da rendere e mantenere attiva sia la ricerca che lo spazio.</p>
<p>Il lavoro di <em>Studio Mare</em> è supportato da <a href="www.dolomiticontemporanee.net" target="_blank">Dolomiti Contemporanee</a>, che con <em>Minoter</em> implementa la piattaforma di <em>Progettoborca</em>.<br />
<a href="https://www.ars-imago.com/" target="_blank">Ars-Imago International</a> fornisce agli artisti i materiali per la stampa e lo sviluppo.</p>
<p><img class="size-large wp-image-8505 alignnone" alt="pubblicitàborca4" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/07/pubblicitàborca41-853x1024.jpg" width="640" height="768" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>www.studiomare.eu</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mimì Enna/To get some air</title>
		<link>https://www.progettoborca.net/mimi-ennato-get-some-air/</link>
		<comments>https://www.progettoborca.net/mimi-ennato-get-some-air/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2017 14:20:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[> Archivi]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[porzioni di paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[prendere un po' d'aria]]></category>

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		<description><![CDATA[A gennaio 2017, Mimì Enna è venuta a Borca. Uno degli approcci possibili -forse l&#8217;unico- al [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A gennaio 2017, <a href="https://www.progettoborca.net/mimi-enna/">Mimì Enna</a> è venuta a <em>Borca</em>. Uno degli approcci possibili -forse l&#8217;unico- al <em>Villaggio</em> è questo: la prima volta, si viene per due/tre giorni, immersione totale contatto con le complessità dell&#8217;organismo gellneriano.<br />
Poche ore dunque, un tempo (spazio-tempo) limitato, questo primo, rispetto alla dimensione colossale, ad ogni livello, del sito terribile.<br />
In quelle poche ore, bisogna trovare il punto d&#8217;ingresso, la porta propria, inquadrar tutto, e cominciare a individuare i temi che si tratteranno poi. Un primo lavoro viene imbastito: spesso, esso risulterà in seguito solamente un abbozzo orientativo: ghiaccio rotto, processo avviato. L&#8217;approccio al sito non è semplice, necessita addirittura di una sorta di imprinting cognitivo, che precede la fase progettuale e realizzativa. Nei successivi periodi in Residenza, parti di questo ragionamento iniziale verranno integrate, sviluppate, ablate, abortite, rinnegate, sostituite, etcetera, nel processo di costruzione, del ragionamento e dell&#8217;opera.</p>
<p>Le sei immagini presentate qui sono una selezione di quelle realizzate da Mimì in quei giorni gelidi (-10, -20 gradi centigradi a <em>Borcia</em>: la <em>Colonia</em> un fiore di cristallo, sospeso al silenzio, radi crepitii e scatti dai legni e dai ferri: la struttura non si torce nella tenaglia nel freddo).<br />
Le immagini sono il risultato di una proiezione: ambiente esterno, natura e paesaggio, vengono proiettati su alcuni oggetti ed arredi presenti in <em>Colonia</em>, sovrepponendosi ad essi: nella luce li vediamo attivati.<br />
Un modo per cambiar l&#8217;aria a questo luogo, che non solo in virtù del gelo pare eterno, pare eterno.<br />
<em>To get some air</em>.</p>
<p>Ed in effetti, ogni azione svolta su di esso, su di esso è impressa e rimane. E solo in apparenza la <em>Colonia</em> è indifferente, sovraumana. E non è vero affatto che ogni azione essa smorzi, ogni forma ed immagine divori o schiacci, ed anzi riteniamo che questa timorosa lettura pecettiva percoli da un mero parametro goemetrico, dai risibili ed accidentali rapporti spaziali, traversati acriticamente, intesi quantitativamente. Ma lo <em>spazio</em> qui è ben altri dai suoi volumi, e risulta evidente come la sua storia proceda sugli infiniti appoggi, come la sua massa non conosca pace, e comprenda ed inglobi l&#8217;alimento critico coerente. Da oltre mezzo secolo quei crepitii adattivi si diffondono per gli spazi: spazi in perenne <em>proiezione</em> &#8211; ascolto / manifestazione.<br />
E dunque, la <em>proiezione</em> è dapprima la modalità di relazione <em>normale</em> che lo spazio carico instaura con sè stesso (autoespansione, accelerazione e contrazione, respirazione, pulsazione, tensione organica, convogliamento dei flussi) e con gli altri enti. In seguito, stiamo dicendo, la proiezione è la modalità di editazione propria degli impulsi di alcuni enti venuti: forse quelli che han saputo intendere la profindità dello <em>spazio</em> &#8211; inteso qualutativamente. Accede lo stesso al galeone abbandonato tra i flutti: dopo secoli, la nave fantasma esce ad un incanto dal mare di nebbia e trova il porto, oppure altre onde: mai si scioglie disgrega nell&#8217;acqua. E&#8217; evidente qui, per chi può averne coscienza, un dato primo essenziale: lo <em>spazio</em> è un&#8217;<em>esperienza</em>, a <em>Borca</em>: la geometria nient&#8217;altro che il canone di un&#8217;emozione.</p>
<p>In quei tre giorni di gennaio, le proiezioni di Mimì si sono dunque sovrappopste alle autoproiezioni dello spazio della <em>Colonia</em>, perchè i flussi in convoglio non sono solo quelli delle arie gelide. Oggetti rianimati nella luce: elettrica, mescolata a quella naturale, insinuatasi come un liquido. E forse questa modalità richiamava e risaltava sè stessa in quel segmento, secondo progetto &#8211; manca solo la teloeologia del <em>corpo gellneriano</em>.</p>
<p>E infatti, anche <a href="https://www.progettoborca.net/the-night-of-the-space-eaters/" target="_blank">Mattia Pajè</a>, qui negli stessi giorni, ha utilizzato la <a href="https://www.progettoborca.net/the-night-of-the-space-eaters-the-night/" target="_blank">proiezione</a>, la modalità proiettiva. Nel suo caso (come in questo testo?), le immagini uscivano dalle teste degli uomini spaziali (estetica e psiche, alienità e terraformazioni) ancora per alimentare le bocche della <em>Colonia</em>.<br />
Poche le particelle di polvere che hanno attraversato i fasci luminosi: come mai?</p>

<a href='https://www.progettoborca.net/mimi-ennato-get-some-air/16492192_10212111549848937_1460911451_o/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/01/16492192_10212111549848937_1460911451_o-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/mimi-ennato-get-some-air/borcapaesaggio2-3/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/01/borcapaesaggio22-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/mimi-ennato-get-some-air/borcapaesaggio3-3/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/01/borcapaesaggio32-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/mimi-ennato-get-some-air/borcapaesaggio1-3/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/01/borcapaesaggio12-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/mimi-ennato-get-some-air/borcapaesaggio6-3/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/01/borcapaesaggio62-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/mimi-ennato-get-some-air/borcapaesaggio4-4/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2017/01/borcapaesaggio43-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>

<p>Foto: Mimì Enna</p>
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		<title>Progettocoperta &#8211; PBLab #2 / PBblanketproject</title>
		<link>https://www.progettoborca.net/progettocoperta-pblab-2-pbblanketproject/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2016 10:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[> Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo post è stato licenziato nel 2016. E siamo nel 2020. Nella seconda parte del testo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Questo post è stato licenziato nel 2016. E siamo nel 2020.<br />
Nella seconda parte del testo &#8211; che è il primo, ribaltamanto temporale &#8211; sotto alle trilinea &#8211; lanciavamo il <em>progetto coperta</em>.<br />
Che non s&#8217;è fermato mai. Senza fretta -serve a nulla- è andato avanti: gli artisti l&#8217;han portato avanti, su nostra istigazione.<br />
Altre coperte vengono e verranno: non sono teche nè arche nè urne.<br />
Sono spazi e paesaggi, e la conferma ribadita, questo sì, che la storia rafferma è una fistola perduta, mentre l&#8217;uomo è sveglio, quando non dorme, e scava nelle carni macilente della storia.<br />
Mentre riposare o bivaccare nei canalicoli patologici o volar via, sopra alle creste affilate appesi ad un cencio stellare, non equivale a dormire &#8211; che sogno.</p>
<p><em>Già da tempo,</em> Sophie Ko Chkheidze ci ha donato il suo fondo cielo notturno in splendore: pudore e riserbo ce lo fan portare giù solo ora, quinterra.<br />
Disse Sophie qualcosa del genere: <em>vorrei, vorrei che, quando andiamo a dormire, qui a Borca, possa essere il firmamento a coprirci</em>.<br />
E in effetti, quanto direttamente esposti si è, qui, o perlomento quanto lo siamo noi, esposti all&#8217;ambiente, agli elementi, alle cose prime decise, qui dove la notte è notte e il bosco bosco fitto, e se piove vien freddo, il sole esplode i colori e spacca le crode, ogni cosa t&#8217;assale, chiama <em>sassi</em> se li tiri giù dalla via, nella quiete di quel sempre che ci possiamo permettere (geologico percepito), e così via.<br />
La coperta, in questa foto, è stesa su un letto in una villa: il Villaggio.<br />
Ma la terra bruca buca il cielo, il cielo sfonda il tetto, gli elementi ruotano in frammischio: appunto siamo alla montagna, e ci viviamo dentro.</p>
<p><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2016/12/mmm.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13710" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2016/12/mmm.jpg" width="2000" height="1331" /></a></p>
<p><em><strong>Sophie Ko Chkheidze, Un uomo dorme all&#8217;addiaccio </strong></em>- Foto G. De Donà<strong></strong><em><strong><br />
</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2020/03/IMG_4432-pb.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13437" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2020/03/IMG_4432-pb.jpg" width="1000" height="750" /></a><a href="https://www.progettoborca.net/niccolo-morgan-gandolfi-progetto-coperta/" target="_blank">Nicolò Morgan Gandolfi</a> ha corrugato la sua coperta orogenetica, traendo dalla superficie piana questa plastica ercinica.</p>
<p>&#8212;<br />
(Qua siamo sotto alla trilinea)</p>
<p>Nel corso dell&#8217;estate 2016, si è avviato a <em>Borca</em> un nuovo progetto che crea un altro ponte -l&#8217;ennesimo- tra la storia eccezionale dell&#8217;<em>ex Villaggio Eni di Corte di Cadore</em> ed il presente attivo di <a href="www.progettoborca.net">Progettoborca</a>, nel quale si lavora a trasformare e risospingere l&#8217;enorme potenziale qui a disposizione.<br />
<em>PBLab</em> è la sigla con cui, nel 2014, cominciammo a contrassegnare alcuni specifici progetti, sperimentali e laboratoriali, avviati in <em>Colonia</em> insieme ad artisti e designers.<br />
Il Lab pilota fu <a href="https://www.progettoborca.net/pblab-0/">PBLab#0</a>, progetto di<em> rebranding</em> sulle coperte che l&#8217;azienda <em>Lanerossi</em> realizzò, <a href="https://www.progettoborca.net/category/archivi/allora/">allora</a>, per il <em>Villaggio</em> stesso. Personalizzati dagli artisti Anna Poletti e Giorgio Tollot, che li hanno trasformati in capi indossabili, essi sono tornati a vivere, esemplificando ancora una volta come arte e creatività intelligente siano strumenti in grado di avviare processi di valorizzazione efficaci.<br />
Un altro importante progetto di rigenerazione, sviluppato in <em>Colonia</em> da Sofia Bonato e Matteo Valerio con il <a href="https://www.progettoborca.net/sofia-bonato-matteo-valerioprint-lab-experiment-ii/">Print Lab experiment</a>, ha consentito di agire sulla coperta attraverso la stampa.</p>
<p>Il <strong>Progettocoperta</strong>/<strong>BlanketProject</strong> è successivo, ed è nato quasi per gioco, oppure piuttosto diremmo spontaneamente: come si fan le cose corrette al modo naturale.<br />
A luglio 2016, abbiamo affidato ad alcuni artisti in residenza una coperta (<em>Lanerossi</em>) ed una tazza (<em>Richard Ginori</em>), chiedendo loro di interpretare questi oggetti originali, nati con il <em>Villaggio</em>. Non si tratta di un progetto commerciale: non c&#8217;è alcun bisogno di vendere le coperte. E nemmeno, in questo caso, di dare un precisa connotazione curatoriale all&#8217;iniziativa.<br />
Gli artisti hanno accettato di muoversi in questo modo sciolto, semplicemente ricavando un&#8217;immagine da coperta o tazza d&#8217;allora, un&#8217;immagine che, ancora una volta, genera un&#8217;opportunità rinnovativa di comunicazione legata al concetto di <em>rebranding</em>. Ognuno di loro ha decorato, trasformato, dipinto la propria coperta, che è diventata dunque il supporto per un&#8217;ulteriore azione, la quale azione ha messo in campo, oltre agli elementi formali, una serie di ragionamenti culturali o critici legati alla storia della <em>Colonia</em>, di ENI, di <em>Lanerossi</em>.</p>
<p>Le prime copertetazze rivisitate sono state presentate al pubblico nel corso dell&#8217;<a href="https://www.progettoborca.net/sabato-10-dicembre-open-studio-alla-colonia-2/">Open-studio di sabato 10 dicembre 2016</a>.<br />
Altre ne son venute, vengono, verranno.</p>

<a href='https://www.progettoborca.net/progettocoperta-pblab-2-pbblanketproject/1-20/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2016/12/1-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/progettocoperta-pblab-2-pbblanketproject/dsc01650/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2016/12/DSC01650-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/progettocoperta-pblab-2-pbblanketproject/dsc01647/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2016/12/DSC01647-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/progettocoperta-pblab-2-pbblanketproject/2-23/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2016/12/2-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
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<a href='https://www.progettoborca.net/progettocoperta-pblab-2-pbblanketproject/img_0968-1/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2016/12/IMG_0968-1-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>

<p>1.      PBLab#0. Anna Poletti e Giorgio Tollot indossano due dei modelli creati. Nel bosco della Colonia. Foto Giacomo De Donà<br />
2/3.   Coperta Lanerossi e tazza Richard Ginori, interpretate da Andrea Visentini. Foto Brando Prizzo<br />
4.      La coperta stampata nel <em>Print Lab experiment</em> da Sofia Bonato e Matteo Valeri. Foto Archivio DC<br />
5/6.   Dettagli della coperta interpretata da Gianni De Val.<br />
7/8.   Dettagli della coperta interpretata da Michelangelo Penso. Foto Brando Prizzon<br />
9/11. Dettagli della coperta interpretata da Marta Allegri. Foto Brando Prizzon<br />
12.    Cristopher si riposa: silenzio. #CristopherDeer</p>
<p>A proposito della coperta di De Val, scrivemmo un dì: &#8230; <em>che ha accettato di giocare con questa coperta. il cagnaccio a sei zampe è stupido quanto può diventarlo. una x gli chiude gli occhi: cieco il cane? cieco l&#8217;uomo? o son fatti in ENI? chi vomita che cosa? l&#8217;assassino porta il guinzaglio, dice gianni? forse che il cane ciecato continua a mangiarsi gli uomini, interi a plotoni, per poi colarne o sputarne fuori quel che resta, l&#8217;icona equivalente, spersonalizzata, una macchia rossa di carne sanguinolenta, corpo menomato che si staglia, nei rossi baluginii e lampeggi, nello spazio sospeso dello scuoiamento, industriale, culturale, sociale, esistenziale? sto can sì nero, come di pezza fatto e opposto all&#8217;altro; sta teoria dei mutili combattenti-testimoni, usciti dalla fauce del divoratorEspulsore (la fisiologia cel cagnaccio è circolare: più che divorare, trasforma, nel ciclo perenne. è lui stesso a produrre, prima che a consumare, le carni al sangue. a produrle in serie, a produrle sempre, farne scorrere un filo, tener umido l&#8217;argine. non è fame la sua. è ferocia, cieca, e traffico, organizzato</em>).</p>
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		<title>Giovanni Gaggia/Far filò</title>
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		<comments>https://www.progettoborca.net/giovanni-gaggiafar-filo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Mar 2016 12:24:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[> Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Far filò parte dall&#8217;analisi della figura di Enrico Mattei, e dalla sua visione del lavoro come [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="line-height: 1.5em;">Far filò </span></strong><em style="line-height: 1.5em;">parte dall&#8217;analisi della figura di</em><span style="line-height: 1.5em;"> Enrico Mattei,</span><em style="line-height: 1.5em;"> e dalla sua visione del lavoro come sommatoria di tutte le forme di dignità della persona, in ciò includendo – in particolar modo al villaggio e nella</em><span style="line-height: 1.5em;"> Colonia ENI </span><em style="line-height: 1.5em;">di</em><span style="line-height: 1.5em;"> Borca di Cadore-</span><em style="line-height: 1.5em;"> oltre all&#8217;adulto il bambino.</em></p>
<p><em>Il</em> Mattei <em>imprenditore ha avuto una funzione aggregante durante gli anni della ricostruzione post-bellica sostenendo lo sviluppo economico grazie alle sue lungimiranti politiche energetiche. Egli si è opposto con forza alle potenze vincitrici che volevano appropriarsi delle nostre risorse naturali vedendo in esse la base per il riscatto economico di un’Italia distrutta e frantumata nella sua dimensione sociale.</em><br />
<em> Un Mattei che coniuga costantemente i due livelli, quello economico e quello sociale, per unire ciò che per lui era insopportabilmente diviso e quindi, come conseguenza, disperatamente svantaggiato. Per questo ha voluto che una grande autostrada, costellata di luoghi di sosta e di aggregazione, per unire il nord ed il sud dell’Italia frammezzata da secolari divisioni.</em><br />
<em> Dall&#8217;analisi di questo luogo, altamente simbolico, ha origine</em> “Far filò”,<em> un viaggio consapevole lungo l’</em>Autostrada del Sole,<em> che analizza i passaggi fisici e storici. Cruciale è il passaggio a</em> Bologna,<em> si introducono tematiche politiche legate ad alcuni dei grandi misteri della storia d’Italia del dopoguerra. Bologna crocevia di questi enigmi : il</em> DC-9<em> caduto a Ustica; </em>Pasolini, <em>studente nella città felsinea, forse ucciso poco prima di svelare notizie esplosive per il mondo politico ed economico che riguardavano proprio l’ENI e la morte di Mattei.</em><br />
“Far filò” <em>vuole farsi carico, dunque, di una coscienza civile forte ricordandosi sempre cosa sia lo Stato per i cittadini e quale significato possa avere fare arte quando questa diviene, senza dubbio, anche azione politica.</em><br />
<em> Proseguire per Borca, alla volta del Villaggio ENI, significa anche andare verso i luoghi del Pasolini giovane.</em><br />
<em> Inizio silente, dunque, che accumula significato e senso politico amplificandone la portata lungo il percorso.</em><br />
<em> Un tentativo di raccontare un luogo del passato, ma costruito con lo sguardo proiettato nel futuro, in un oggi consapevole grazie a quella parte di storia.</em><br />
<em> Le</em> Dolomiti<em>, ambiente espanso e in-quantificabile e simbolo di verticalismo, che diventano dunque luogo di confronto e di incontro.</em></p>
<p><em>Nel luogo, come in una comunità si riprendono le individualità, stando insieme.</em><br />
<em> A Borca riporto il mio filo, un filo che ha percorso l&#8217;Italia, che ha messo punti di sutura, tra storie e uomini durante il viaggio:“</em>far filò”<em>. Dalla precedente visita al villaggio dell’ENI riporto un paio di pantaloni di bimbo blu, lavati stirati e ricamati che diventano simbolo del mio prendersi cura, di un abito, di un luogo, di un racconto di vita.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em></em>
<a href='https://www.progettoborca.net/giovanni-gaggiafar-filo/giovanni-gaggia-work-in-progress-da-borca-1/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2016/03/Giovanni-Gaggia-work-in-progress-da-Borca-1-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/giovanni-gaggiafar-filo/giovanni-gaggia-work-in-progress-da-borca-2/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2016/03/Giovanni-Gaggia-work-in-progress-da-Borca-2-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/giovanni-gaggiafar-filo/giovanni-gaggia-work-in-progress-da-borca-3/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2016/03/Giovanni-Gaggia-work-in-progress-da-Borca-3-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/giovanni-gaggiafar-filo/giovanni-gaggia-work-in-progress-da-borca-4/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2016/03/Giovanni-Gaggia-work-in-progress-da-Borca-4-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
</p>
<p>Vecchio dialetto che hai nel tuo sapore<br />
un gocciolo del latte di Eva,<br />
vecchio dialetto che non so più,<br />
che mi ti sei estenuato<br />
giorno per giorno nella bocca (e non mi basti);<br />
che sei cambiato come la mia faccia<br />
con la mia pelle anno per anno</p>
<p>(&#8230;)</p>
<p>Girare mi dà fastidio, in mezzo a queste macerie<br />
di te, di me. Dal dente accanito del tempo<br />
avanzi non restano nel piatto, e meno<br />
di tutto i cimiteri: devo dirti cimitero?<br />
E’ vero che non può più esserci oramai<br />
nessun parlare di néne nonne­mamme? Che fa male<br />
ai bambini il pètel e gran maestri lo sconsigliano?</p>
<p>(&#8230;)</p>
<p>Ma tu vecchio parlare, persisti. E seppur gli uomini<br />
ti dimenticheranno senza accorgersene,<br />
ci saranno uccelli ­<br />
due tre uccelli soltanto magari<br />
dagli spari e dal massacro volati via:<br />
domani sull’ultimo ramo là in fondo<br />
in fondo a siepi e prati,<br />
uccelli che ti hanno appreso da tanto tempo,<br />
ti parleranno dentro il sole, nell’ombra.</p>
<p>Andrea Zanzotto, <em>Filò. Per il</em><em> Casanova di Fellini</em>, Mondadori</p>
<p><em> Inizierò a sistemare, a pulire, a lavare lo spazio che ha contenuto questi abiti, ovvero la lavanderia e gli abiti che lì troverò; sistemerò gli armadi come se fossero miei, laverò i vestiti, li stirerò con estrema cura consapevole della loro importanza. Lo spazio tornerà ad accogliere la vita attraverso gli abiti.<br />
Prima di questo intervento nella Colonia contatterò gli “eniani”, i bambini che vi hanno soggiornato nel corso dei decenni; chiederò loro di inviare a Borca gli abiti di allora o gli abiti dei loro figli o nipoti. Il luogo, in questo modo, si riapproprierà delle energie del tempo e le vite torneranno ad occupare lo spazio attraverso lo spazio. La Colonia tornerà quindi ad essere loro per mio tramite. </em></p>
<p><em>Così si tesse un filo che passa tra le genti, per tornare a Borca, dalla metafora alla fisicità, tra abiti e tessitura, tra trame e storie. L&#8217;ultimo punto, l&#8217;ultimo tassello, il suturare una ferita quella tra i valligiani e la Colonia. Come abbiamo registrato le storie del viaggio, analizzato la storia politica, considerato e valorizzato i passaggi dei piccoli eniani, ci sono le storie e le vite di chi viveva quotidianamente quella terra; è con loro che vorrei ricamare una bandiera ponendomi in ascolto; è con le donne del luogo che vorrei passare il mio tempo, imparare da loro i punti di ricamo o cucito tipici della zona ed ascoltare i racconti, le storie, come vivevano la presenza del Villaggio ENI; registrare i dialoghi ed insieme ricamare una bandiera che diverrà simbolo di un viaggio, di unione e di comunità.</em></p>
<p style="text-align: right;"><a href="https://www.progettoborca.net/giovanni-gaggia/" target="_blank">Giovanni Gaggia</a></p>
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		<title>Sofia Bonato, Matteo Valerio/Print lab experiment</title>
		<link>https://www.progettoborca.net/sofia-bonato-matteo-valerioprint-lab-experiment/</link>
		<comments>https://www.progettoborca.net/sofia-bonato-matteo-valerioprint-lab-experiment/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 01 Jan 2016 18:40:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[> Attività]]></category>
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		<category><![CDATA[ciclostile]]></category>
		<category><![CDATA[laboratorio di stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[stireria]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei primi giorni di gennaio 2016, nuovo spunto per il Laboratorio sperimentale di stampa che si viene [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nei primi giorni di gennaio 2016, nuovo spunto per il <em>Laboratorio sperimentale di stampa</em> che si viene attivando nella <em>Colonia di Borca.<br />
</em>Il progetto del <em>Print Lab</em> ha preso avvio a settembre 2015, durante il <a href="https://www.progettoborca.net/workshop-riparare-prendersi-cura-2/" target="_blank"><em>Workshop Riparare, prendersi cura</em></a>, realizzato con <a href="https://www.progettoborca.net/marta-allegri/" target="_blank">Marta Allegri</a> e l&#8217;<em>Accademia di Belle Arti di Venezia</em>.<br />
Esso aveva l&#8217;obiettivo di sviluppare la capacità di trasformazione del territorio attraverso la cura e la manutenzione di oggetti e spazi.<br />
All&#8217;interno del <em>workshop</em>, <a href="https://www.progettoborca.net/sofia-bonato/" target="_blank"><em>Sofia Bonato</em></a>, studentessa dell<em>&#8216;Accademia,</em> propose di dar vita ad un laboratorio sperimentale di incisione e di stampa negli ambienti della <em>Stireria</em> della<em> Colonia</em>, con macchinari ed oggetti lì rinvenuti, rigenerati a nuove funzioni connesse appunto alla stampa.<br />
Durante il primo periodo di residenza, alcune vecchie teglie da pizza (usate <a href="https://www.progettoborca.net/category/archivi/allora/">allòra</a> dai bimbi <em>eniani</em> della <em>Colonia</em>) trovate negli armadi erano divenute le prime lastre da incisione. La sezione di un palo di cemento trovato all&#8217;esterno della <em>Colonia</em> era stata usata per la pressatura.<br />
Ora invece, si vuole usare la grande stiratrice, ferma da anni (vedi immagine) come un torchio da stampa, restituendo così al macchinario una vita meccanica. Si vuole recuperare e trasferire il movimento originario del motore con una ruota succursale alla macchina, realizzata con del legno recuperato, che mossa manualmente produrrà la rotazione del rullo.<br />
Quest&#8217;idea è evidentemente bene in linea con la modalità operativa di <em>Dolomiti Contemporanee</em> e con la piattaforma di <em>Progettoborca</em>, che opera alla rigenerazione del grande sito di <em>Corte di Cadore</em>: si riattiva la stiratrice, e la si trasforma in qualcosa di nuovo, in un utensile creativo.<br />
Si rifiuta il destino d&#8217;inerzia dell&#8217;oggetto, proprio come si rifiuta il destino d&#8217;oblio del sito straordinario di<em> Borca</em>.<br />
Insieme alla stampa al torchio, il progetto prevede di stampare secondo le tecniche di incisione calcografica le impronte lasciate dalla fauna che di notte anima la <em>Colonia</em>.<br />
Ciò sarà reso possibile dal recupero delle macchine ciclostili ritrovate in Colonia, il cui sistema di stampa meccanico, obsoleto, è stato soppiantato negli anni 80 dalla fotocopia.<br />
In questo<em> Winterlab</em>, <em>Sofia Bonato</em> e <a href="https://www.progettoborca.net/matteo-valerio/" target="_blank"><em>Matteo Valerio</em></a> rivolgono la propria attenzione al processo di (ri)costruzione e di funzionamento dell&#8217;oggetto, all’evoluzione del suo ruolo in termini di interelazione con chi lo utilizza e con l’ambiente in cui è inserito.<br />
Non allo scopo di recuperarlo com&#8217;esso fu un tempo, ma di ripresentarlo rinnovato nella funzione.<br />
Questa pratica di <em>cura</em> va contro e oltre l’esclusiva utilità economica e trova nella manutenzione il metodo con cui riportare azione in un luogo inerte.<br />
Pensare ad una nuova funzione per un oggetto equivale a rifondarne la relazione con l’ambiente della<em> Colonia</em>, che sta cambiando natura, e con i suoi nuovi frequentatori.</p>

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<h5>Foto: Giacomo De Donà, Stefano Moras</h5>
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		<title>Padiglione sloveno in Progettoborca</title>
		<link>https://www.progettoborca.net/padiglione-sloveno-in-progettoborca/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2015 12:36:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[> Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ad agosto 2015, si è avviata la realizzazione del Padiglione sloveno in Progettoborca. Quattro artisti sloveni [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ad agosto 2015, si è avviata la realizzazione del <em>Padiglione sloveno</em> in <em>Progettoborca</em>.</p>
<p>Quattro artisti sloveni (<a href="https://www.progettoborca.net/vanja-mervic-2/" target="_blank">Vanja Mervič</a>, <a href="https://www.progettoborca.net/luka-sirok/" target="_blank">Luka Širok</a>, <a href="https://www.progettoborca.net/aleksander-veliscek-2/" target="_blank">Aleksander Velišček</a>, <a href="https://www.progettoborca.net/spela-volcic/" target="_blank">Špela Volčic</a>) hanno inziato a lavorare, insieme e distinti (una banda etnica, e quattro intelletti sigoli) interagendo con diversi ambienti della tentacolare <em>Colonia</em>, con la sua realtà fisica, con la sua storia, con le sue polveri, con il detrito e il colore, con la memoria e gli slanci.<br />
L&#8217;artista non è mai un creativo che fa un&#8217;opera. O forse lo è, negli asili e negli allevamenti poietici. Non a <em>Borca</em>.</p>
<p>Cosa vuol dire <em>Padiglione</em>?<br />
Spazio protetto e compiuto, architettura aulica di rappresentanza?<br />
Nella quale, come alle Biennali, ospitar le nazioni?<br />
Una nazione in una scatola.<br />
Lo <em>slopad</em> invece è interstiziale, esploso, diffuso. Senza per ciò esser disfatto e deconcentrato, dato che i suoi nuclei restano densi.</p>
<p>La densità di un&#8217;immaginazione, di un&#8217;idea, di una determinazione, di un&#8217;azione, non è necessariamente concentrata in un punto dello spazio-tempo, in un padiglione cordonato, in una cassa levigata, con una porta, e senza finestre.</p>
<p>Scampoli di definizioni di <em>Padiglione</em>, dalla <em>Treccani</em>:<br />
“tenda da campo, di grandi dimensioni e riccamente addobbata&#8230;”</p>
<p>“specie di baldacchino&#8230;”</p>
<p>“edificio isolato in uno spazio libero e adibito a usi varî, come esposizione di merci e prodotti in mostre e fiere&#8230;”</p>
<p>“nell’attrezzatura navale, l’insieme delle manovre dormienti (sartie e stragli) dell’alberatura di un veliero&#8230;”</p>
<p>E insomma, lo<em> slopad</em> non è tenda, baldacchino, stand. E l&#8217;espressione <em>manovre dormienti</em> ci urtica (per metafora). Nessun dorma, al terzo atto. (Una volta, sui muri, gli italiani scrivevano <em>Viva Verdi</em>: sui muri dei Padiglioni d&#8217;Italia, dovremmo scrivere oggi un libro violento).<br />
E&#8217; invece un processo avviato, con il quale si instaurano e coltivano le relazioni, intrinseche ed universali, tra le cellule di questo sito straordinario e le altre galassie mobili.<br />
Vanja, Luka, Aleksander, Špela, torneranno altre volte a <em>Borca</em>.<br />
Porteranno avanti la ricerca, le esplorazioni.<br />
Ricollegheranno tubazioni e condotti: i tubi e i canali del senso, che non stanno nelle epoche, divisi nel tempo e nello spazio. Loro li attraversano, a caval di cervello, negli istinti razionali del fare artistico.</p>
<p>Il Padiglione sloveno è il primo laboratorio a partecipazione nazionale di <em>Progettoborca</em>, e si fa con il <em>Ministero della Cultura sloveno</em>.</p>
<p><a href="https://www.progettoborca.net/luka-sirokvolume-moles/" target="_blank">Qui</a> una delle fasi di Širok.<br />
<a href="https://www.progettoborca.net/vanja-mervicheads/" target="_blank">Qui</a> una delle fasi di Mervič.<br />
<a href="https://www.progettoborca.net/sguardo-di-aleksander-veliscek/" target="_blank">Qui</a> lo s<em>guardo </em>di Velišček. <a href="https://www.progettoborca.net/aleksander-veliscek/" target="_blank">Qui</a> il suo <em>lavoro</em>.<br />

<a href='https://www.progettoborca.net/padiglione-sloveno-in-progettoborca/locandina-1/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/07/Grafica-1-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/padiglione-sloveno-in-progettoborca/11895086_450559715123772_2760099049047008738_o/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2016/05/11895086_450559715123772_2760099049047008738_o-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/padiglione-sloveno-in-progettoborca/11884955_450559921790418_2629062725091610141_o/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2016/05/11884955_450559921790418_2629062725091610141_o-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/padiglione-sloveno-in-progettoborca/11951974_449751675204576_673462583074655145_n/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2016/05/11951974_449751675204576_673462583074655145_n-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/padiglione-sloveno-in-progettoborca/_dsc9674-modifica/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2016/05/DSC9674-Modifica-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/padiglione-sloveno-in-progettoborca/11794125_450559631790447_6359674521015652307_o/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/07/11794125_450559631790447_6359674521015652307_o-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/padiglione-sloveno-in-progettoborca/20150819_175028/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/07/20150819_175028-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/partner/ministry-pb/#main'><img width="225" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2014/07/ministry-pb-225x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
</p>
<p>Foto: Giacomo De Donà, Olivier Menanteau, Archivio DC</p>
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		<title>Silvia Hell/Cleanland</title>
		<link>https://www.progettoborca.net/silvia-hellcleanland/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Aug 2015 09:43:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[cleanland]]></category>
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		<description><![CDATA[Cleanland è un intervento di riduzione, appare minimo, al limite del visibile e il nome prende [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em style="line-height: 1.5em;">Cleanland è un intervento di riduzione, appare minimo, al limite del visibile e il nome prende ispirazione dal libro di Edwin A. Abbott ‘Flatland’ che narra di un mondo bidimensionale e della sua organizzazione sociale.</em><br />
<em> È attuata una strategia attraverso la riduzione, se un abitante del mondo a tre dimensioni, di Spaceland, si immedesima in un abitante a due dimensioni, potrà facilmente dedurre che l’universo che abita non è limita</em><em>to alle dimensioni del proprio mondo (come accade all’abitante a due dimensioni del libro quando incontra una sfera, abitante delle tre dimensioni), e, ribaltando la riduzione in un’estensione, potrà immaginarsi un’organizzazione universale differente.</em></p>
<p><em>Annotazioni sul Villaggio, premesse:</em><br />
<em> &#8211; del Villaggio, progettato nei minimi dettagli per essere vissuto, oggi si vede chiaramente lo scheletro.</em><br />
<em> &#8211; l’architettura organica della colonia ha un impianto distributivo articolato.</em><br />
<em> &#8211; gli edifici sono collegati tra loro da rampe-corridoio.</em><br />
<em>- tutti gli ambienti erano adibiti a specifiche funzioni</em><br />
<em> &#8211; ogni edificio ha diverse aperture e attraverso le porte anti-panico si esce direttamente nel bosco.</em><br />
<em> &#8211; vi sono punti all’esterno dai quali si vedono scomparire nel paesaggio i corridoi e gli enormi spazi vissuti internamente.</em></p>
<p><em>Cleanland compare e scompare attraversando lo spazio; è un&#8217;organismo immerso nell&#8217;ambiente, lo occupa seguendone la morfologia. Cleanland è la parte visibile e invisibile allo stesso tempo.</em><br />
<em> La morfologia che attraversa è l&#8217;architettura, un&#8217;architettura stratificata: Mattei, Gellner, Dolomiti Contemporanee.</em></p>
<p><em>La pianta è una riduzione, e come ogni riduzione ha dei privilegi: la vista dall&#8217;alto, la progettazione e l&#8217;organizzazione degli spazi. Nel passaggio dal disegno, dal piano, alla costruzione e fruizione, aumentano le dimensioni.</em></p>
<p><em>Dopo aver attraversato gli spazi della Colonia ho identificando nelle docce femminili e in una parte degli ambienti destinati alla distribuzione del vestiario il luogo in cui lavorare.</em><br />
<em> In una prima fase di studio non verrà toccato nulla, prenderò le misure, ridisegnerò lo spazio e gli oggetti all’interno facendone una pianta e un modello 3d in scala. Ridisegnerò la pianta della colonia seguendone la linea di contorno.</em><br />
<em> Ho deciso di utilizzare solo una linea che definisca la colonia come forma unica, per cui se vi sono degli ambienti separati, non saranno compresi nel disegno.</em><br />
<em> Sovrapporrò quindi la pianta della colonia a quella dell’ambiente docce-vestizione occupando tutto lo spazio con la pianta della colonia, fino a trovare l’orientamento corretto. Questa scelta dipenderà da come si andranno a toccare i diversi elementi presenti.</em></p>
<p style="text-align: right;"><a href="https://www.progettoborca.net/silvia-hell/" target="_blank">Silvia Hell</a></p>

<a href='https://www.progettoborca.net/silvia-hellcleanland/2cl/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/2cl-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/silvia-hellcleanland/18cl/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/18cl-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/silvia-hellcleanland/6cl/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/6cl-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/silvia-hellcleanland/13cl/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/13cl-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/silvia-hellcleanland/19cl/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/19cl-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>

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		<title>F. Manzini, G. Barrera, B. De Ponti / Inventario/Vuoto/Moltitudine</title>
		<link>https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/</link>
		<comments>https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2015 12:55:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[> Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[espositore]]></category>
		<category><![CDATA[inventario]]></category>
		<category><![CDATA[moltitudine]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[vuoto]]></category>

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		<description><![CDATA[Laboratorio di ricerca nell&#8217;ex Villaggio ENI 9 Luglio/Settembre 2015 A luglio 2015, Filippo Manzini, Giorgio Barrera e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Laboratorio di ricerca nell&#8217;<em>ex Villaggio ENI</em></p>
<p>9 Luglio/Settembre 2015</p>
<p>A luglio 2015, Filippo Manzini, Giorgio Barrera e Barbara De Ponti sono giunti per la prima volta a <em>Borca</em>, ad eplorare gli Spazi del<em> Villaggio</em>. In tre giorni, hanno deciso i criteri da adottare, e le parole-chiave sulle queli svilupperanno in seguito il proprio lavoro. Anche in questo caso, come spesso in #progettoborca, i lavori saranno dunque messi a punto in diverse fasi, attraverso processualità artistiche e relazionali che vengono attuate nello Spazio della <em>Colonia</em>, e nel <em>paesaggio</em> di <em>Borca</em>. Paesaggio anche umano e sociale, con il coinvolgimento di parte delle comunità locali (ndr.)<strong><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>L&#8217; esperienza nasce dall&#8217;intenzione di dialogare con questo luogo; sono nate così esigenze individuali che hanno affinità processuali.</em><br />
<em> Il risultato della prima rilevazione (luglio 2015) si riassume e si concretizza con la realizzazione di un prototipo di libro d&#8217;artista in cui si sentono e si fondono distinte impressioni e modi di operare.</em><br />
<em> Nel mese di settembre, attraverso un&#8217;ulteriore residenza, si finalizzerà il percorso che potrà avere diverse soluzioni artistiche capaci di attivare ulteriori processi.<br />
Progetto una serie di interventi di &#8220;anti-scultura&#8221;, a Borca e nell&#8217;ex Cartiera di Vas. Intendo creare alcuni interventi materici in dialogo con lo spazio puro, calarmi nella realtà di questi complessi dismessi, trasformandoli in &#8220;luoghi di Dialogo&#8221;, capaci di evocare, accanto al proprio passato, un qualche presente.<br />
Per creare un&#8217;opera parto sempre dalla osservazione delle cose a cui applico una sintesi … è sempre  l&#8217;intuizione che mi offre una variabile alla realtà.</em></p>
<p style="text-align: right;"><a href="https://www.progettoborca.net/filippo-manzini/" target="_blank">Filippo Manzini</a></p>
<p style="text-align: left;"><em>La finalità del mio lavoro è quella di innestare relazioni fra il luogo e le persone attraverso la realizzazione di fotografie messe in scena la cui finalità è quella di creare un nuovo immaginario.</em><br />
<em>Nei giorni che ho trascorso perlustrando l&#8217;ex villaggio Eni a Borca di Cadore era difficile sentirsi da soli. Fra gli alberi, in una gabbia aperta, negli spazi silenziosi e vuoti, disordinati, nei passaggi bui o accecati dal sole, nell&#8217;angolo di una stanza come dietro un armadio talvolta mi è parso di vedere o percepire, ma anche di vivere “qualcosa”. </em><br />
<em>La creazione di un nuovo registro iconografico immaginifico o fantastico è il mezzo che crea relazioni e che resta, ovvero che rimane a indicare un processo che si è innescato e che può continuare nel tempo.</em><br />
<em>Insieme a Barbara e Filippo abbiamo individuato tre parole guida: Inventario, Vuoto, Moltitudine. Il mio lavoro si inserisce in queste parole soprattuto nei termini vuoto e moltitudine. Infatti lo spazio vuoto è in attesa di essere riempito dalla registrazione fotografica delle allucinazioni messe appositamente in scena e la moltitudine di input avuta durante il nostro soggiorno a essere (ri)ordinata in una forma artistica plastica. Per realizzare le immagini avrò bisogno di figuranti che voglio reclutare nel paese in modo da attivare uno scambio e una condivisione.</em></p>
<p style="text-align: right;"><a href="https://www.progettoborca.net/giorgio-barrera/" target="_blank">Giorgio Barrera</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Indagare gli interni</em>, luglio 2015<br />
<em>La scoperta e lo studio degli inventari della Colonia ENI. Un primo approccio alla conoscenza del luogo che ci ospita. Archiviare i documenti e le tracce di un progetto ricco di visionarietà per qualità e quantità. Permetterne la lettura ne consentirà la memoria. Nasce così Magazine Rack.2, istallazione di piombi, carte e buste recuperate dagli armadi degli inventari allestiti sul portariviste progettato da Gellner.<br />
La condivisione, di uno spazio e di un tempo, gli interni di una delle abitazioni del Villaggio ENI a Borca di Cadore progettate da Scarpa e Gellner per Mattei, un invito a cena, un ospite ogni sera tra gli abitanti del comune di Borca, un racconto e una traccia audio, scatti fotografici e segni grafici che lo documentino. Un&#8217;esperienza comune, l&#8217;apertura e l&#8217;appartenenza.<br />
Questa la proposta per la residenza nello spazio serale.<br />
In quello diurno si vorrebbe chiedere la collaborazione delle scuole primarie del comune di Borca per far realizzare dai giovani studenti i giochi che i loro coetanei della Colonia ENI degli anni ’80 hanno inventato e utilizzato e archiviato per intrattenersi durante il loro passaggio.<br />
La registrazione audio di questo intervento testimonierà ancora una volta la traccia del passato che si interseca col presente dove le voci attuali dei bambini del comune a cui, nel passato era negato l’accesso, riempiranno ora il vuoto degli spazi della Colonia creando rimandi tra esterno e interno, pieno e vuoto.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><a href="https://www.progettoborca.net/barbara-de-ponti/" target="_blank">Barbara De Ponti</a></p>
<p style="text-align: left;">Filippo Manzini, Barbara De Ponti, Giorgio Barrera,<em> Inventario/Vuoto/Moltitudine<br />
</em>libro d&#8217;artista, luglio 2015
<a href='https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/1-libro-manzini-deponti-barrera-1/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/1-libro-manzini-deponti-barrera-1-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/2-libro/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/2-libro-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/3-libro/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/3-libro-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/4-libro/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/4-libro-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/5-libro/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/5-libro-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/libro-8/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/libro-8-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/libro-7/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/libro-7-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/a-libro-6/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/a-libro-6-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/12-libro/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/12-libro-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/9-libro/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/9-libro-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/libro-13/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/libro-13-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/libro-14/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/libro-14-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Barbara De Ponti, <em>Inventario/Vuoto/Moltitudine - Magazine Rack.2</em><br />
installazione, 2, 35 x 1,85 x 0,70 m, portariviste e documenti d&#8217;inventario della Colonia, luglio 2015<br />
<span style="line-height: 1.5em;">Colonia, Refettorio</span></p>

<a href='https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/de-ponti_inventario-vuoto-moltitudine_luglio-settembre2015progettoborca-coloniaeni-1/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/De-Ponti_Inventario.Vuoto_.Moltitudine_luglio-settembre2015@progettoBorca-coloniaENI-1-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/b-de-pontiprogetto-borca_magazine-back-2_luglio-2015/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/B.De-Ponti@Progetto-Borca_Magazine-Back.2_luglio-2015-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/de-pontiprogettoborca_inventariocoloniaeni2015_particolare/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/De-Ponti@ProgettoBorca_InventarioColoniaENI2015_particolare-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/de-pontiprogettoborca_inventariocoloniaeni2015/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/De-Ponti@ProgettoBorca_InventarioColoniaENI2015-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>

<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Filippo Manzini<em>, Inventario/Vuoto/Moltitudine - Strengths<br />
</em>installazione, 29,7 x 21 x 10 cm, cemento, vetro, legno, luglio 2015<br />
Colonia, Refettorio</p>

<a href='https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/_dsc9823-modifica/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/DSC9823-Modifica-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/_dsc9830-modifica/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/DSC9830-Modifica-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="barrera de ponti manzini" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/_dsc9833-modifica/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/DSC9833-Modifica-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/_mg_2567/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/07/MG_2567-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/_mg_2559/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/07/MG_2559-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/_dsc9839-modifica/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/DSC9839-Modifica-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/filippo-manzini-giorgio-barrera-barbara-de-ponti-inventariovuotomoltitudine/_dsc9840-modifica/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/08/DSC9840-Modifica-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>

<p>&nbsp;</p>
<p><em>Apertura e condivisione</em>, settembre 2015</p>
<p>Night<br />
<em>La condivisione, di uno spazio e di un tempo, gli interni di una delle abitazioni del Villaggio ENI a Borca di Cadore progettate da Scarpa e Gellner per Mattei, un invito a cena, un ospite ogni sera tra gli abitanti del comune di Borca, un racconto e una traccia audio, scatti fotografici e segni grafici che lo documentino. Un&#8217;esperienza comune, l&#8217;apertura e l&#8217;appartenenza.</em></p>
<p style="text-align: left;">Day<br />
<em>In quello diurno si collabora con le scuole primarie del comune di Borca per far realizzare dai giovani studenti i giochi che i loro coetanei della Colonia ENI degli anni ’80 hanno inventato e utilizzato per intrattenersi durante il loro passaggio.</em><br />
<em> La registrazione audio di questo intervento testimonierà ancora una volta la traccia del passato che si interseca col presente dove le voci attuali dei bambini del comune a cui, nel passato era negato l’accesso, riempiranno ora il vuoto degli spazi della Colonia creando rimandi tra esterno e interno, pieno e vuoto.<br />
</em></p>
<p style="text-align: right;"> Barbara De Ponti</p>
<h5>Foto: Giorgio Barrera, Giacomo De Donà, Barbara De Ponti</h5>
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		<title>G. Olmo Stuppia/Radioborcia</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2015 12:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[> Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Performance]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[onair]]></category>
		<category><![CDATA[radio]]></category>
		<category><![CDATA[suono]]></category>

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		<description><![CDATA[Radioborcia è un dispositivo utopico di caccia sonora. In agguato costante, un magma che capta voci, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Radioborcia<em> è un dispositivo utopico di caccia sonora. In agguato costante, un magma che capta voci, e soprattutto la quarta dimensione del </em>Paesaggio (architettonico)<em>: il suono.<br />
L&#8217;intento è quello di elaborare un&#8217;opera d&#8217;arte aperta e cangiante come specificità peculiare del contesto di Progettoborca.<br />
</em>Radioborcia<em> è un progetto di scultura espansa: il rumore come suono a penetrare le nostre percezioni tanto viziate dall&#8217;oculocentrismo.<br />
La trasmissione verte utopisticamente sulla ricodificazione di idee e forme di vita, non solo suono ma azione sul territorio.<br />
Corpo, microfono, umanità.</em></p>
<p style="text-align: right;"><a href="https://www.progettoborca.net/g-olmo-stuppia/" target="_blank">g.olmo stuppia</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://radioborcia.tumblr.com/" target="_blank">qui</a> il website<br />
<a href="https://www.facebook.com/radioborcia" target="_blank">qui</a> la pagina facebook<br />
<a href="https://www.progettoborca.net/radioborcia-wintersession/" target="_blank">qui</a> il programma<em> wintersession</em></p>

<a href='https://www.progettoborca.net/g-olmo-stuppiaradioborcia/radio-borcia-2/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/09/radio-borcia-2-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/g-olmo-stuppiaradioborcia/o_3/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/09/O_3-250x150.jpeg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/g-olmo-stuppiaradioborcia/radioborcia/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/09/radioborcia-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/g-olmo-stuppiaradioborcia/radioborcia-4/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/09/radioborcia-4-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/g-olmo-stuppiaradioborcia/radio-borcia-3/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/09/radio-borcia-3-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/g-olmo-stuppiaradioborcia/aula-magna-e-bimbi-colori/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/09/Aula-magna-e-bimbi-colori-250x150.jpeg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/g-olmo-stuppiaradioborcia/tumblr_nu4h13anw41ufwzvoo2_r1_500/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/09/tumblr_nu4h13ANW41ufwzvoo2_r1_500-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/g-olmo-stuppiaradioborcia/tumblr_inline_nugdq6o6ne1tc19b5_500/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/09/tumblr_inline_nugdq6O6Ne1tc19b5_500-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/g-olmo-stuppiaradioborcia/massi-su-letto-canale-frana-radioborcia-g/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/09/Massi-su-letto-canale-frana-radioborcia-g-250x150.jpeg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/g-olmo-stuppiaradioborcia/frana-paesaggio-lato-gabbia-orso-borca-radioborcia-g-olmo-stuppia/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/09/Frana-Paesaggio-lato-gabbia-orso-Borca-radioborcia-g.olmo-stuppia-250x150.jpeg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>

<h5 style="text-align: left;">Foto: Archivio Industriale Italiano, Marco Andrighetto, Lucia Coco, g.olmo stuppia</h5>
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		<title>PBLab #0</title>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2015 09:17:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[> Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[annapoletti]]></category>
		<category><![CDATA[cappotti]]></category>
		<category><![CDATA[coperte]]></category>
		<category><![CDATA[lanerossi]]></category>
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		<description><![CDATA[#pblab0 &#8211; Cane a sei zampe, rebranding Quasi ogni oggetto, all’interno del Villaggio, è brandizzato: il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>#pblab0 &#8211; Cane a sei zampe, rebranding</strong></p>
<p>Quasi ogni oggetto, all’interno del <em>Villaggio</em>, è brandizzato: il celebre <em>cane a sei zampe</em>, logo storico di <em>Eni</em>, campeggia su ogni piatto, tazza, coltello, prodotti da aziende importanti del secondo dopoguerra (<em>Richard Ginori, Flos, Pirelli, Fantoni, Krupp</em>, solo per citarne alcune).<br />
E sulle coperte in lana, che allora furono realizzate da <a href="https://www.marzottohome.com/collezioni" target="_blank"><em>Lanerossi</em></a>, e che<em> </em>ancora utilizziamo nella Residenza di<a href="www.dolomiticontemporanee.net" target="_blank"><em> Dolomiti Contemporanee</em></a> a<em> Borca</em>.<br />
Oggi, <strong><a href="https://www.progettoborca.net/anna-poletti/" target="_blank">Anna Poletti</a> </strong>e <em>Giorgio Tollot</em>, artisti e fashion designers, hanno preso le coperte originali, e le hanno trasformate in cappotti vintage.<br />
<em>Rebranding</em>, rigenerazione, e coltivazione rinnovativa del patrimonio storico, attraverso le idee e le arti.<br />
E&#8217; questo uno dei primi progetti sperimentali avviati dal <em>PBLab</em> (Laboratorio di <em>ProgettoBorca</em>), ad aprile 2015, e che viene sviluppandosi oggi.</p>
<p><a href="https://it.blastingnews.com/cultura-spettacoli/2016/09/creativita-e-valorizzazione-le-coperte-dell-ex-villaggio-eni-ora-cappotti-preziosi-001097683.htm">Qui</a> un articolo pubblicato su <em>blastingnews</em>.<br />
<a href="https://www.dolomiticontemporanee.net/DCi2013/?p=20498" target="_blank">Qui</a> la partecipazione di <em>Progettoborca</em> con <em>PbLab</em> e altri progetti di <em>rebranding</em> alla <a href="https://www.accademiaolimpica.it/i-duecento-anni-della-lanerossi/" target="_blank"><em>Tornata accademica</em></a> di dicembre 2017 al <em>Teatro Olimpico di Vicenza</em>, in occasione del bicentenario di <em>Lanerossi</em>.<br />
<a href="https://www.progettoborca.net/a-borca-si-stampano-i-capi-e-le-fanzine-nei-ciclostile-e-dentro-ad-altre-prodigiose-ferraglie/" target="_blank">Qui</a> (ultima photogallery) <em>Mamiki</em> indossa alcine delle creazioni di<em> Anna Poletti</em> (Foto: <em>Brando Prizzon</em>, 2017).<br />
<a href="https://www.progettoborca.net/pelmo-negro/" target="_blank">Qui</a> Pelmo Negro; ancora <em>un capo di Anna</em> (2020).</p>
<p>&nbsp;</p>

<a href='https://www.progettoborca.net/pblab-0/_dsc6983-modifica/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/10/DSC6983-Modifica-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/pblab-0/_dsc7137-modifica_cut/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/10/DSC7137-Modifica_cut-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/pblab-0/_dsc7315-modifica/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/10/DSC7315-Modifica-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/pblab-0/_dsc6972-modifica/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/10/DSC6972-Modifica-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
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<a href='https://www.progettoborca.net/pblab-0/cappotteni1/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/10/cappotteni1-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/pblab-0/11902531_895898283824375_7009776425522466777_n/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/05/11902531_895898283824375_7009776425522466777_n-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>

<p>&nbsp;</p>
<h5>Foto: Giacomo De Donà, Archivio DC</h5>
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		<title>First Borca Boulder Dolomiti Contest (&amp; other climbing tales)</title>
		<link>https://www.progettoborca.net/first-borca-boulder-dolomiti-contest-1bbdc/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2015 10:10:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[> Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Contest  Il 1BBDC (First Borca Boulder Dolomiti Contest) è un contest di bouldering in ambiente, che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Contest </strong><em><br />
</em>Il <em>1BBDC</em> (<em>First Borca Boulder Dolomiti Contest)</em> è un contest di <em>bouldering</em> in ambiente, che <em>Dolomiti Contemporanee</em> prevede di realizzare all’interno dell’<em>ex Villaggio Eni di Borca di Cadore</em>, &#8220;cantiere di arrampicata culturale&#8221; inaugurato <em></em> a luglio 2014 con <em>Progettoborca</em>.</p>
<p>Si tratta di un progetto culturale, che si sviluppa nel <em>PBLab</em>. L&#8217;<em>Associazione Party BLock </em>(Belluno) curerà l&#8217;evento sportivo (questo scrivevamo nel 2016).</p>
<p><em><strong>Dolomiti Contemporanee e Progettoborca</strong><br />
</em>Nel 2014, l’attuale proprietà del sito (<em>Gruppo Minoter-Cualbu</em>) ha affidato a <em>Dolomiti Contemporanee</em> l’incarico di avviare un programma di valorizzazione culturale e ripensamento funzionale delle strutture inerti del sito.<br />
Così <a href="https://www.dolomiticontemporanee.net" target="_blank"><em>Dolomiti Contemporanee</em></a> (DC) ha concepito <em>Progettoborca</em>, piattaforma di rigenerazione che opera attraverso l’arte contemporanea e la <em>cultura dell’azione verticale</em>, cercando di individuare misure e pratiche concrete per il rilancio per questo sito straordinario.<br />
Cos’è dunque un programma di valorizzazione culturale?<br />
E’, semplicemente, la volontà, e la capacità, di <em>arrampicare il potenziale residuo del sito</em>, che è formidabile, enorme, intatto. E che va riesumato.<br />
Di arrampicare lo spazio, fisico e concettuale: spazio infatti è per noi sinonimo si senso.<br />
Uno spazio deprivato del senso, lo chiamiamo invece luogo (non occorrerà certo scomodare le antiche, abusate espressioni, quale quella di <a href="https://www.progettoborca.net/marc-auge-a-borca-2/" target="_blank">non-lieu</a>: che sarebbe <em>fuori luogo</em>).<br />
Si vuole, qui, t<em>racciare delle vie nuove</em>, e chiudere dei blocchi duri.</p>
<p><strong>Perchè un contest di <em>boulder</em></strong><em><br />
</em>Tutto il progetto <em>DC</em>, con la sua pratica di rifunzionalizzazione di siti, architetture, complessi abbandonati nelle <em>Dolomiti-Unesco</em>, è esattamente questo: <em>una pratica di arrampicata o alpinismo culturale</em>.<br />
<a href="https://www.dolomiticontemporanee.net/DCi2013/?p=21749" target="_blank"><em>Brain tooling</em></a>. Le dita nel cervello, a rimestarlo.<br />
<em>DC</em> è dunque un’idea concreta. Si vuole andare alla montagna, salirla, guardarla, entrare in essa, portare la montagna nella fabbrica per rifabbricarne il rapporto (la fabbrica è già nella montagna): esplorarne le risorse più potenti e riattivare quelle sopite, che mantengono intatto il proprio valore grande (esso costituisce uno strumento della progressione).<br />
L&#8217;ex <em>Villaggio Eni di Borca</em> è uno di questi siti straordinari.<br />
Arrampicarlo serve a mostrarne la forza.<br />
Le architetture di <em>Gellner</em> non vengono più contemplate dal basso, come un immoto Museo o resto fossile della storia o ruina o cenotafio, giaccè contemplare non serve a valorizzare: le due disposizioni sono anzi opposte.<br />
L&#8217;una irresponsabilmente passiva (il culto dei morti), l&#8217;altra decisamente operativa (noi viviemo nel Villaggio).<br />
Le si scala, queste architetture, e con ciò le si mostra, le si tocca, dichiarandole vive, reali.<br />
L&#8217;abbiamo già detto: qui scalare è due cose in una (al-tempo-stesso): misurare e salire.<br />
Al-tempo-stesso vuol dire che si cerca di suturare il prima con l&#8217;ora, in proiezione di progressione (avanti).<br />
Salire una parete significa &#8220;misurarne l&#8217;ampiezza&#8221;.<br />
Qui noi cerchiamo di misurare, parametrare, il valore di questo grande oggetto inclinato.<br />
L&#8217;ampiezza di una visione, la sua scala vasta, lasciò in terra un oggetto complesso, che non è compreso nella memoria, altrimenti saremmo al suo funerale.<br />
L&#8217;oggetto va risclalato.</p>
<p>In questo bosco magico, divenuto giungla (anche se poi è venuta <a href="https://www.dolomiticontemporanee.net/DCi2013/?p=25390" target="_blank">vaia)</a>, che ricopre i volumi-colore di <em>Gellner</em>, penetrando in essi, ci si muove dunque ora, e <em>si cerca l’aderenza</em>, ai muri e alla storia, al presente, e, con due lanci, al futuro.<br />
Oltre alla tracciatura di una quarantina di <em>Blocchi</em>, verranno attrezzate alcune vie d’arrampicata su pareti facili.<br />
Una grande sala interna moquettata verrà utilizzata per la <em>slackline</em> a terra, mentre alcune <em>highline</em> verranno tirate tra i padiglioni nel bosco.</p>
<p>Se sei di cirmolo, e ancora non hai capito di cosa parliamo, proviamo a dirtelo in un altro modo ancora: l&#8217;uomo può essere (spesso non lo è) un esploratore spaziale.<br />
In alcuni siti dati per morti, l&#8217;atmosfera (culturale), va ricondizonata.<br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=7lUiv4TXahI" target="_blank">Ecco la fantEscenza, e la terraformazione culturale</a>.</p>

<a href='https://www.progettoborca.net/first-borca-boulder-dolomiti-contest-1bbdc/10994083_379390408907370_88508041847038466_o/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/10/10994083_379390408907370_88508041847038466_o-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/first-borca-boulder-dolomiti-contest-1bbdc/_dsc7239-modifica-copia/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/10/DSC7239-Modifica-copia-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/first-borca-boulder-dolomiti-contest-1bbdc/_dsc7273-modifica-copia/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/10/DSC7273-Modifica-copia-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/first-borca-boulder-dolomiti-contest-1bbdc/_dsc7275-modifica-copia/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/10/DSC7275-Modifica-copia-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/first-borca-boulder-dolomiti-contest-1bbdc/_dsc7359-modifica-copia/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/10/DSC7359-Modifica-copia-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/first-borca-boulder-dolomiti-contest-1bbdc/_dsc7365-modifica-copia/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/10/DSC7365-Modifica-copia-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/first-borca-boulder-dolomiti-contest-1bbdc/_dsc7370-modifica-copia/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/10/DSC7370-Modifica-copia-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/first-borca-boulder-dolomiti-contest-1bbdc/_dsc7399-modifica/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/10/DSC7399-Modifica-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/first-borca-boulder-dolomiti-contest-1bbdc/_dsc0256-modifica/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/10/DSC0256-Modifica-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/first-borca-boulder-dolomiti-contest-1bbdc/_dsc0356-modifica/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/10/DSC0356-Modifica-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/first-borca-boulder-dolomiti-contest-1bbdc/_dsc0390-modifica/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/10/DSC0390-Modifica-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/first-borca-boulder-dolomiti-contest-1bbdc/_dsc0286-modifica/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/10/DSC0286-Modifica-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
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<a href='https://www.progettoborca.net/first-borca-boulder-dolomiti-contest-1bbdc/13-dsc0163-modifica-1-copia/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/10/13.-DSC0163-Modifica-1-copia-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/first-borca-boulder-dolomiti-contest-1bbdc/11001692_379390168907394_16563148753785122_o/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/10/11001692_379390168907394_16563148753785122_o-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/first-borca-boulder-dolomiti-contest-1bbdc/10380111_378208559025555_8589027395131655080_o/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/10/10380111_378208559025555_8589027395131655080_o-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>

<p>Foto: Giacomo De Donà</p>
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<p><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/03/20988999_2012865508942587_7698579498405797418_o.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13546" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/03/20988999_2012865508942587_7698579498405797418_o.jpg" width="800" height="1234" /></a></p>
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<p>Simone Sfriso, agosto 2017. Hacking <a href="https://www.facebook.com/hashtag/gellner?epa=HASHTAG" data-ft="{&quot;type&quot;:104,&quot;tn&quot;:&quot;*N&quot;}">#Gellner</a> &amp; <a href="https://www.facebook.com/hashtag/scarpa?epa=HASHTAG" data-ft="{&quot;type&quot;:104,&quot;tn&quot;:&quot;*N&quot;}">#Scarpa</a> with the kids (taking care of them). Chiesa di Nostra Signora del Cadore.</p>
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<p><a href="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/03/climbing-progettoborca-3.png"><img class="alignleft size-full wp-image-13551" alt="" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/03/climbing-progettoborca-3.png" width="563" height="1000" /></a></p>
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<p><a href="https://www.progettoborca.net/ismaele-nones-disegni-a-scalare/" target="_blank">Qua</a> la progressione di <em>Ismaele Nones</em>, che è un&#8217;altra cosa. O invece la stessa?</p>
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		<title>Residenze autunnali a Borca</title>
		<link>https://www.progettoborca.net/residenze-autunnali-a-borca/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2014 21:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[> Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Gino Blanc]]></category>
		<category><![CDATA[jeremy laffon]]></category>
		<category><![CDATA[meteorite in giardino]]></category>
		<category><![CDATA[pianoproject]]></category>
		<category><![CDATA[residenza d'artista]]></category>

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		<description><![CDATA[DC, Casso e Borca: avviato il ciclo di residenze autunnali. Dopo il doppio opening di venerdì [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>DC, Casso e Borca: avviato il ciclo di residenze autunnali.</p>
<p>Dopo il doppio opening di venerdì 12 settembre (<a href="https://www.dolomiticontemporanee.net/DCi2013/?p=12096" target="_blank"><em>Meteorite in Giardino</em></a>/<a href="https://www.dolomiticontemporanee.net/DCi2013/?p=12157" target="_blank"><em>Paths</em></a>: le due mostre sono visitabili a casso fino al 2 novembre, ogni giorno, tranne il lunedì), è stata avviata la sessione autunnale di residenze di DC.<br />
A partire da martedì 16 settembre, una nuova serie di artisti ha cominciato ad arrivare nei siti di Casso e Borca.</p>
<p>Dopo Jeremy Laffon e Elvia Teotsky, ancora attraverso la piattaforma di scambio franco-italiana di PIANO (<a href="https://pianoproject.org" target="_blank">Pianoproject</a>), è giunta ieri Lise Lacombe.<br />
Sandra Hauser, Gino Blanc, Marco Andrighetto, sono da oggi a Borca, dove saranno presto raggiunti da altri artisti, tra cui Stefano Moras.</p>
<p>La residenza rimane una delle funzionalità del progetto DC e di <em>progettoborca</em>: attraverso di essa, si portano nuove persone, nuovi sguardi, a contatto con il territorio e il paesaggio, a lavorare nei siti-cantiere, al ripensamento del loro significato, della loro identità, della loro funzione.</p>
<p>(17/09/14)</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1857" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-large wp-image-1857" alt="&quot;and now, something completely different&quot;, Jeremy Laffon, studio per una performance, Villaggio Eni - Borca di Cadore, agosto 2014. foto C.H. Andersen" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2014/09/jeremy-laffon-a-borca-1024x762.jpg" width="640" height="476" /><p class="wp-caption-text">&#8220;and now, something completely different&#8221;, Jeremy Laffon, studio per una performance, Villaggio Eni &#8211; Borca di Cadore, agosto 2014. foto C.H. Andersen</p></div>
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		<title>Marta Allegri/Disabitate</title>
		<link>https://www.progettoborca.net/marta-allegridisabitate/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Aug 2014 08:12:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[> Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[costellazione]]></category>
		<category><![CDATA[marta allegri]]></category>
		<category><![CDATA[rete metallica]]></category>
		<category><![CDATA[ricamo]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi prende un nodo alla gola per la bellezza del paesaggio. A Borca di Cadore tra [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><i>Mi prende un nodo alla gola per la bellezza del paesaggio.<br />
A Borca di Cadore tra montagne splendide si trova la colonia dell’Eni, un luogo abbandonato, una grande architettura vuota.<br />
Durante una visita alla Colonia, avevo visto dentro un container per la raccolta differenziata del ferro, della rete metallica ancora in buone condizioni; era solo stata schiacciata per diminuirne il volume.<br />
Dopo alcune settimane sono tornata, felice di poter recuperare quelle reti, le ho distese e riavvolte, poi vagando tra i corridoi e i piani dell’edificio ho trovato una piccola stanza privata, l’ho ripulita e li ho depositato i rotoli.<br />
Accanto ora ci sono delle forme in rete, dei piccoli “centrini” che si sviluppano leggermente in altezza e sono simili a delle piccole costruzioni. Appoggiate in modo casuale sul pavimento bianco, si contrappongono al reticolo geometrico formato dalle fughe di cemento tra le piastrelle. Una planimetria di un terreno ma anche un campo stellare, fatto di case, vuote, abbandonate, “Disabitate”, che come sul nostro territorio si disperdono e risultano quasi invisibili.<br />
La rotazione è il movimento principale di quest’azione, nel fare, dis-fare, rifare e nella produzione di forme circolari. Cercavo uno spazio piccolo e luminoso, ho trovato questa stanza, che era l’alloggio privato di una religiosa della colonia. La vita spirituale qui non si separa dall’immaginazione positiva creativa che genera forme, anche la cura delle cose, sebbene sia poco visibile, può trasformare dare nuova vita alla materia.<br />
In questa installazione si racconta il sogno e il desiderio di rigenerare le piccole e grandi memorie dell’architettura.</i></p>
<p><em>Questo lavoro continuerà in primavera</em></p>
<p style="text-align: right;"><a href="https://www.progettoborca.net/marta-allegri/" target="_blank">Marta Allegri</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Disabitate</em><br />
installazione work in progress, rete metallica, 2014-2015<br />
Colonia, Alloggi delle religiose</p>

<a href='https://www.progettoborca.net/marta-allegridisabitate/00-discarica-borca-ottobre-2014/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2014/11/00-discarica-borca-ottobre-2014-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/marta-allegridisabitate/01rete-e-discarica-borca/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2014/11/01rete-e-discarica-borca-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/marta-allegridisabitate/00stanza/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2014/11/00stanza-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/marta-allegridisabitate/07marta-allegri-disabitate2014-rete-metallica-borca-2/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2014/11/07Marta-Allegri-Disabitate2014-rete-metallica-borca-2-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/marta-allegridisabitate/01marta-allegri-disabitate2014-rete-metallica-borca/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2014/11/01Marta-Allegri-Disabitate2014-rete-metallica-borca-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/marta-allegridisabitate/_dsc7571-modifica_giacomo-de-dona/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2014/11/DSC7571-Modifica_giacomo-de-dona-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/marta-allegridisabitate/_dsc7566-modifica_giacomo-de-dona/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2014/11/DSC7566-Modifica_giacomo-de-dona-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/marta-allegridisabitate/_dsc7575-modifica_giacomo-de-dona/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2014/11/DSC7575-Modifica_giacomo-de-dona-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/marta-allegridisabitate/_dsc7579-modifica_giacomo-de-dona/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2014/11/DSC7579-Modifica_giacomo-de-dona-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/marta-allegridisabitate/trital-2015-borca-m-allegri-2/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2014/08/TRITAL-2015-Borca-m.-Allegri-2-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/caldo-il-cielo-su-borca/34-2/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/05/34-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/caldo-il-cielo-su-borca/35-2/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/05/35-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/caldo-il-cielo-su-borca/36-2/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2015/05/36-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>

<p>&nbsp;</p>
<h5>Foto: Marta Allegri, Giacomo De Donà</h5>
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		<title>Giovanni De Donà/Electric sushi</title>
		<link>https://www.progettoborca.net/giovanni-de-donaelectric-sushi/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Aug 2014 08:51:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[> Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Installazione-performance site specific, per lo spazio-ludoteca (aula magna) del Villaggio Eni di Borca. &#160; &#160; Concept: [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Installazione-performance <em>site specific</em>, per lo spazio-ludoteca (aula magna) del <em>Villaggio Eni di Borca</em>.<br />
&nbsp;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1895" alt="electric-eel-2" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2014/09/electric-eel-2.jpg" width="600" height="450" /><br />
&nbsp;</p>
<p>Concept:</p>
<p>Il progetto prevede l&#8217;installazione al centro della sala di una vasca trasparente contenente una o più anguille elettriche.</p>
<p>L&#8217;elettroforo, o anguilla elettrica, è in grado di emettere cariche elettriche fino a 500v, le più potenti prodotte da un essere vivente -non ci piacciono le mezze misure-.<br />
Si tratta, oltre che di un mezzo per comunicare e relazionarsi con l&#8217;ambiente, anche di una temuta arma di difesa e di offesa nei confronti delle prede, che così stordite vengono più facilmente divorate, chiaramente crude.</p>
<p>Tramite due elettrodi, come è stato ampiamente documentato, sarà possibile impiegare il potenziale elettrico fatto scaturire dall&#8217;anguilla per accendere sei punti luce opportunamente distribuiti nella sala in questione, che non risulta attualmente provvista di impianto elettrico agibile.</p>
<p>Allestimento quasi rituale, volutamente evocativo: siamo nella pancia del <em>cane a sei zampe</em>, siamo prossimi a fossili viventi nel suo ventre.</p>
<p>Le scariche prodotte verranno anche amplificate, creando variazioni di suono nell&#8217;ambiente simultaneamente a quelle luminose. Potremo dunque assistere alla manifestazione di un&#8217;unica vibrazione luminosa e sonora corrispondente all&#8217;andamento delle variazioni di differenza di potenziale prodotte dall&#8217;animale tramite i suoi organi elettrogeni.<br />
&nbsp;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1896" alt="Screen Shot 2014-09-08 at 5.48.16 PM" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2014/09/Screen-Shot-2014-09-08-at-5.48.16-PM.png" width="472" height="352" /><br />
&nbsp;</p>
<p>Questa intermittenza irregolare evocherà come un temporale di montagna la vita pulsante dell&#8217;anguilla. Quasi un&#8217;allegoria degli esperimenti di Tesla.</p>
<p>Un ulteriore amplificazione del fenomeno avverrà attraverso Internet, tramite la trasmissione remota del segnale prodotto dall&#8217;anguilla. Il segnale codificato e inviato in streaming potrà così essere utilizzato per controllare a piacimento dei sintetizzatori e delle luci in uno spazio espositivo berlinese, dando così vita ad una risonanza strategica e performativa di quanto accade nel <em>Villaggio Eni di Borca</em>.</p>
<p>Questo aspetto si avvicina esteticamente alle più recenti prospettive scientifiche, che consistono in esperimenti di trasmissione di segnali elettrici tra cervelli umani.</p>
<p>In senso più ampio ci si vuole riferire invece alla produzione di energia da parte di un<br />
elemento vivente, diversamente da quella derivante da elementi fossili quali il gas o il petrolio.<br />
&nbsp;</p>
<p>Documentazione scientifica:</p>
<p id="watch-headline-title"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=NNZmlcBpRLw" target="_blank">Electric Eel : Moody Institute of Science. (1954 Educational Film)</a></p>
<p><a href="https://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0105225" target="_blank">Plos one: Conscious Brain-to-Brain Communication in Humans Using Non-Invasive Technologies</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Artisti in residenza a Borca</title>
		<link>https://www.progettoborca.net/artisti-in-residenza/</link>
		<comments>https://www.progettoborca.net/artisti-in-residenza/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 03 Aug 2014 21:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[> Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo le esplorazioni degli scorsi mesi, con le quali Dolomiti Contemporanee ha condotto decine di artisti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo le esplorazioni degli scorsi mesi, con le quali <a href="https://www.dolomiticontemporanee.net/DCi2013/" target="_blank"><em>Dolomiti Contemporanee</em></a> ha condotto decine di artisti in avanscoperta al <em>Villaggio</em>, è stato avviato martedì 5 agosto il primo step di <em>Ed ultimo venne il bosco</em>, progetto artistico condotto attraverso una Residenza artistica finalizzata alla produzione di una serie di opere d&#8217;arte a Borca, opere che avranno per oggetto lo stesso <em>Villaggio</em>, il territorio e l&#8217;ambiente dolomitico, le crode di Antelao e Pelmo, che sarebbe ora, diciamo, di guardar con gli occhi del nuovo (un pochino stancucci dell&#8217;apatia contemplativa di chi va quieto sotto alla montagna: <em>there&#8217;s a struggle, in the jungle, now</em>).</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto di Residenza prevede l&#8217;arrivo di alcuni gruppi di artisti, provenienti da diversi paesi europei, che si fermeranno alcuni giorni, o settimane, a Borca.<br />
Gli artisti saranno ospitati nelle villette originali di Edoardo Gellner e nel <em>Campeggio</em> a tende fisse, grazie al sostegno di <a href="https://www.minoter.com" target="_blank"><em>Minoter</em></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">I primi ad arrivare sono stati Gino Blanc, Chiara Bergamo, Luka Sirok, che hanno attaccato il sito dal lato della pittura, e lavorano ora nella prima capanna-atelier della Colonia, a ciò predisposta. Con loro a Borca anche Begona Zubero Apodaca, fotografa spagnola giunta grazie ad una partnership tra <em>Dolomiti Contemporanee</em> e la <a href="https://www.raer.it/folders/inicio/inicio.php" target="_blank"><em>Real Academia de Espana en Roma</em></a><em>. </em>In arrivo anche Jeremy Laffon,  artista francese la cui presenza è il risultato di un&#8217;altra partnership importante, questa volta con l&#8217;<a href="https://institutfrancais-italia.com/it" target="_blank"><em>Institut Francais</em></a> e con la <a href="https://www.nuovimecenati.org" target="_blank"><em>Fondazione Nuovi Mecenati</em> </a>(network di <a href="https://pianoproject.org" target="_blank"><em>Piano</em></a>). Nei prossimo giorni, arriverà in Residenza anche il fotografo Stefano Cerio, mentre proseguono le visite di altri artisti interessati a scoprire questo grande sito che diventa un cantiere.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cantiere è aperto, il <em>Villaggio</em> diventa uno spazio sperimentale, d&#8217;arte e ricerca e pensiero, uno spazio vivo, le cui attività documenteremo in questo website.</p>
<p> <img class="alignnone size-full wp-image-1851" alt="protocombo in residenza nel camping del villaggio" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2014/08/protocombo-in-residenza-nel-camping-del-villaggio1.jpg" width="959" height="571" />Nella foto: Protocombo in residenza nel Camping del Villaggio Eni</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Gola Hundun/Sorgente (Gorgoglio delle Creature)</title>
		<link>https://www.progettoborca.net/sorgente-gorgoglio-delle-creaturegola-hundun/</link>
		<comments>https://www.progettoborca.net/sorgente-gorgoglio-delle-creaturegola-hundun/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2014 11:09:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[> Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoborca.net/?p=352</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Dopo i primi sopralluoghi al VIllaggio Eni, in arrivo i primi progetti artistici. All&#8217;interno della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone  wp-image-358" alt="sorgente (gorgoglio delle creature)" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2014/07/evid_Studio-per-SorgenteGorgoglio-delle-Creature-acquerello-2-1024x790.jpg" width="448" height="345" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo i primi sopralluoghi al VIllaggio Eni, in arrivo i primi progetti artistici.</p>
<p>All&#8217;interno della mostra <a href="https://www.dolomiticontemporanee.net/DCi2013/?p=11353" target="_blank"><em>the inner outside (bivouacs)</em></a>, allestita presso il <a href="https://www.dolomiticontemporanee.net/DCi2013/?cat=68" target="_blank"><em>Nuovo Spazio di Casso</em></a> (Sede permanente di <a href="https://www.dolomiticontemporanee.net/DCi2013/" target="_blank"><em>Dolomiti Contemporanee</em></a>), viene presentato anche il progetto di <a href="https://www.dolomiticontemporanee.net/DCi2013/?p=11638" target="_blank"><em>Sorgente (Gorgoglio delle Creature</em><em>)</em></a>, un&#8217;installazione vivente ideata da <em>Gola Hundun.<br />
</em>Questo il progetto:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sorgente (Gorgoglio delle Creature) – Un progetto per Borca</p>

<a href='https://www.progettoborca.net/sorgente-gorgoglio-delle-creaturegola-hundun/the-inner-outside_studio-per-sorgentegorgoglio-delle-creature_mostra/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2014/07/the-inner-outside_Studio-per-SorgenteGorgoglio-delle-Creature_mostra-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="the inner outside (bivouacs), Gola Hundun, Studio per &quot;Sorgente (Gorgoglio delle Creature), 2014" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/sorgente-gorgoglio-delle-creaturegola-hundun/the-inner-outside_studio-per-sorgentegorgoglio-delle-creature/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2014/07/the-inner-outside_Studio-per-SorgenteGorgoglio-delle-Creature-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="the inner outside (bivouacs), Gola Hundun, Studio per &quot;Sorgente (Gorgoglio delle Creature), 2014" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/sorgente-gorgoglio-delle-creaturegola-hundun/olympus-digital-camera-3/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2014/07/Studio-per-SorgenteGorgoglio-delle-Creature_bozzetto-scultura-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Gola Hundun, Bozzetto studio per &quot;Sorgente (Gorgoglio delle Creature), 2014" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/sorgente-gorgoglio-delle-creaturegola-hundun/olympus-digital-camera/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2014/07/Studio-per-SorgenteGorgoglio-delle-Creature-acquerello-2.jpg-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Gola Hundun, Bozzetto studio per &quot;Sorgente (Gorgoglio delle Creature), 2014" /></a>
<a href='https://www.progettoborca.net/sorgente-gorgoglio-delle-creaturegola-hundun/olympus-digital-camera-2/#main'><img width="250" height="150" src="https://www.progettoborca.net/wp-content/uploads/2014/07/Studio-per-SorgenteGorgoglio-delle-Creature_acquerello1-250x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Gola Hundun, Bozzetto studio per &quot;Sorgente (Gorgoglio delle Creature), 2014" /></a>

<p>Foto: Giacomo De Donà, Gola Hundun</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Gola Hundun presenta le bozze del progetto di una grande scultura installativa che verrà realizzata all&#8217;interno dell&#8217;Ex Villaggio Eni di Borca di Cadore, nuovo importante cantiere di Dolomiti Contempornaee (www.progettoborca.net). L&#8217;opera, dell&#8217;altezza di due metri, sarà costituita da una struttura interna in terracotta, mentre all&#8217;esterno verrà rivestito completamente di piante ed elementi vegetali. La struttura verrà collocata in una radura all&#8217;interno del bosco di Borca, ed è immaginata come una sorta di casa-bivacco per insetti, uccelli, animali. Giaciglio ristoro, con fiori buonissimi.<em>&#8220;</em></p>
<p>(Gianluca D&#8217;Incà Levis)</p>
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