Progetto Borca » Architettura https://www.progettoborca.net Thu, 19 Feb 2026 08:13:26 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=3.8.41 Mostra Corso “Gellner e il Filo d’Arianna” / Biblioteca Università Trieste Gorizia / 13 dicembre-23 gennaio 2026 https://www.progettoborca.net/mostra-di-fine-corso-anatomie-tessili-gellner-e-il-filo-darianna-biblioteca-universita-trieste-sede-gorizia-13-dicembre-23-gennaio-2026/ https://www.progettoborca.net/mostra-di-fine-corso-anatomie-tessili-gellner-e-il-filo-darianna-biblioteca-universita-trieste-sede-gorizia-13-dicembre-23-gennaio-2026/#comments Sun, 14 Dec 2025 17:10:18 +0000 Bacheca]]> https://www.progettoborca.net/?p=21027

Culture e pratiche dell’interno architettonico.
Università degli Studi di Trieste, Architettura.

Anche quest’anno il professor Mattia Marzaro ha lavorato a Corte di Cadore, portandovi gli studenti del proprio corso.
Titolo del Corso: Anatomie tessili – Gellner e il Filo d’Arianna. Qui un post precedente.

Dopo un semestre di duro lavoro, fatto di camminate, visite, esperienze, gli studenti del corso hanno dato vita ad un progetto corale di riappropriazione dell’ex Colonia Eni di Corte di Cadore.
Un progetto realizzato ripensando alla colonia come spazio pubblico, aperto, e capace di contenere funzioni plurali.
I risultati del lavoro saranno visibili presso la mostra organizzata all’interno della biblioteca dell’Università di Trieste, sede di Gorizia, via Alviano 18, dal 13 dicembre al 23 gennaio 2026.

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Mattia Menardi Menego / Boulder Capsula – un prototipo di architettura abitabile rampicabile / in RipaRipa https://www.progettoborca.net/mattia-menardi-menego-boulder-capsula-un-prototipo-di-architettura-abitabile-rampicabile-in-riparipa/ https://www.progettoborca.net/mattia-menardi-menego-boulder-capsula-un-prototipo-di-architettura-abitabile-rampicabile-in-riparipa/#comments Fri, 17 Oct 2025 16:14:12 +0000 Attività]]> https://www.progettoborca.net/?p=20640 RipaRipa in Rampa

Mattia Menardi Menego, architetto
“Boulder Capsula – un prototipo di architettura abitabile rampicabile”

Sabato 18 ottobre 2025
ore 11.00
presentazione in Aula Magna della Colonia
ex Villaggio Eni di Corte di Cadore

Nelle foto, di Carlotta Tornaghi e Teresa De Toni, la realizzazione e prima messa in opera del Boulder Capsula, a luglio 2025 a Cortina d’Ampezzo.

Ricordiamo che il BC è stato ideato e progettato da Mattia Menardi ed Edoardo Turozzi con DC per il Cortina Design Weekend 2024, intitolato CAPSULE e organizzato da Cortina for Us.
La sua realizzazione è potuta avvenire grazie ad una grande rete di partner, che include la Regola d’Ampezzo, che ha fornito il legname, Wood Art Cortina, Beck Fastening, Rasom Wood Technology, Soltech, Federlegno Arredo, Cortina 360, Art Climb Belluno.
Il Boulder è stato assemblato nel laboratorio di falegnameria del Liceo Artistico di Cortina d’Ampezzo dagli studenti della scuola, guidati da Italo Pradella.


Altre info sul BOULDER CAPSULA nella home di www.dolomiticontemporanee.net
#bouldercapsuladc #riparipa #riparampa #mattiamenardi

Progetto finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU

E sostenuto da tutta la rete dc.

 

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Mattia Marzaro / Dispositivi / Eks tèmpore in RipaRipa https://www.progettoborca.net/mattia-marzaro-dispositivi-eks-tempore-in-riparipa/ https://www.progettoborca.net/mattia-marzaro-dispositivi-eks-tempore-in-riparipa/#comments Fri, 17 Oct 2025 10:20:49 +0000 Attività]]> https://www.progettoborca.net/?p=20615

Mattia Marzaro, architetto
“Dispositivi / eks tèmpore”

Sabato 18 ottobre 2025
ore 11.45
presentazione in Aula Magna della Colonia
ex Villaggio Eni di Corte di Cadore

Nelle foto, di Teresa De Toni, gli esiti del Corso 2024 di Marzaro a Trieste, dedicato a un approfondimento di temi progettuali ispirati da Gellner.

“Alfabeto Gellner”
Gli studenti dell’Università di Trieste indirizzo Architettura, all’interno del corso di cultura e pratiche del progetto architettonico, hanno sviluppato un tema di ricerca legato alla lettura e reinterpretazione degli elementi figurativi della colonia ENI a Corte di Cadore. Il paradigma dello studio è stata La casa dello scoiattolo come espediente per reinterpretare a grande scala strutture e forme per un abitante inconsueto. I lavori sono degli studenti Cantarutti Aurora, Emanuele Pasquale, Jugovac Elizabeta guidati dall’Architetto Mattia Marzaro.

 

#riparipa #riparampa #mattiamarzaro #alfabetogellner #ekstempore #progettoborca

Progetto finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU 

E sostenuto da tutta la rete dc.

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Archivio Progettoborca: il Complesso Multiuso Congressi https://www.progettoborca.net/archivio-progettoborca-il-complesso-multiuso-congressi/ https://www.progettoborca.net/archivio-progettoborca-il-complesso-multiuso-congressi/#comments Fri, 12 Feb 2021 09:43:46 +0000 http://www.progettoborca.net/?p=14487

A febbraio 2021, da un ripostiglio ubicato presso le polverose segrete degli uffici di Progettoborca, son saltate fuori due scatole mai viste, zeppe di copie eliografiche, elaborati tecnici e preventivi, relativi al piccolo ski-lift realizzato negli anni ’60 tra la Colonia e la Statale d’Alemagna e al mai realizzato “Complesso Multiuso Congressi”, progettato dall’Architetto Edoardo Gellner per il Centro Vacanze di Borca di Cadore negli anni ’80.
Insieme ad alcune pregevoli pubblicazioni originali del ’63 e ’64 a cura dell’Instituto Eduardo Torroja de la Construccion y del Cemento, articoli monografici dedicati a tre architetture di Gellner a Cortina: Palazzo Telve, Palazzo delle Poste e Residence Palace.

I grafici sono stati catalogati da Mattia Menardi rispettando i codici alfanumerici dei disegni gellneriani, successivamente ordinati all’interno di uno schedario già presente in Colonia.
Ora i documenti vanno a implementare il fondo dell’Archivio Progettoborca.

Essi sono consultabili previo appuntamento (info@progettoborca.net)

Visiona o scarica qui il catalogo

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Ex Villaggio Eni di Corte di Cadore: la ripresa del dialogo https://www.progettoborca.net/ex-villaggio-eni-di-corte-di-cadore-la-ripresa-del-dialogo/ https://www.progettoborca.net/ex-villaggio-eni-di-corte-di-cadore-la-ripresa-del-dialogo/#comments Tue, 05 Jan 2021 14:34:54 +0000 http://www.progettoborca.net/?p=14285

Oggi l’ex Villaggio Eni di Borca di Cadore dispone di strutture inutilizzate o parzialmente utilizzate, come l’ex Colonia. Dal 2014 Dolomiti Contemporanee, si occupa di questi spazi con un cantiere di rigenerazione territoriale cercando di riaccenderne l’interesse. In questo ultimo periodo con la candidatura alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, si è riaccesa la possibilità che il Villaggio può offrire in termini di risorsa territoriale, intendendo l’Olimpiade non solo come evento sportivo ma come opportunità. Lo scopo del progetto è di riconciliare i paesani di Borca con il Villaggio, sia socialmente che in termini urbanistici. Si tratta di un intervento di riqualifica che deve essere fatto seguendo la tecnica dei piccoli passi. In primis la ricucitura può avvenire attraverso la costruzione di una struttura pubblica, dalla dimensione economica e facilmente gestibile, con funzione di “accoglienza” agli spazi del Villaggio. L’attiva fruizione da parte dei più giovani dei soleggiati campi sportivi, realizzati da Gellner a valle della Colonia, permettere d’immaginare la ricostruzione di un dialogo tra le parti. L’intervento che si colloca al loro fianco, servendoli, si pone in linea con la tradizione insediativa del Villaggio nel rispetto della pendenza del terreno, della scelta di un sedime libero dalla presenza di vegetazione e nell’orientamento del fabbricato seguendo una precisa rosa dei venti che prevede scarti angolari di 15 gradi rispetto il nord magnetico. Il tema delle funzioni viaggia di pari passo al tema dell’accessibilità. Una nuova passeggiata giunge ai piedi dell’edificio che non presenta un atrio principale di accesso, ma accoglie le diverse attività che possono essere svolte al suo interno, o esterno, in modo autonomo. Al livello di calpestio dei campi sportivi troviamo gli spazi seminterrati con funzione di spogliatoi e servizi per gli stessi, palestra fitness, e uno spazio polifunzionale da 120 mq suddivisibile. Questo piano si rivela attraverso una grande vetrata che si sviluppa lungo tutto l’affaccio a sud e inquadra le montagne, offrendo a chi andrà ad usufruire delle attività previste, uno sguardo sul paesaggio dolomitico che spazia dal monte Pelmo alla Croda de Cuz. Questa lunga vetrata garantisce un’ottima illuminazione naturale e nei mesi invernali, grazie allo sfruttamento della radiazione solare, permette un buon recupero energetico.

Accessibili dal percorso pedonale coperto, i collegamenti verticali (scale e ascensore esterno) conducono al piano superiore, dove troviamo un ampio spazio panoramico a prato alla medesima quota dell’ultima gradinata dei campi sportivi. Una semplice struttura in acciaio a tre piani accoglie al piano inferiore un piccolo ristoro e lungo il perimetro esterno e per tutta l’altezza (16m), una palestra d’arrampicata con pannelli modulati sui profili stilizzati del monte Antelao. ll proseguo del percorso di risalita, che si innerva all’interno della struttura, intercetta due piani liberi, aperti, da 65 mq cadauno capaci di adattarsi a future esigenze. L’ultimo piano accoglie un belvedere a sbalzo in asse con la passerella di collegamento con il Piazzale delle Adunate della Colonia. La copertura è caratterizzata da una superficie di 270 mq di pannelli fotovoltaici monocristallini, capaci di coprire un fabbisogno di energia che abbinato al sistema di sonde geotermiche rendono l’edificio energeticamente autonomo. Di pari passo con la realizzazione del nuovo intervento è necessario che anche la Colonia, ad esso collegata, sia oggetto di un percorso di recupero e rifunzionalizzazione. Relativamente a questo intento e a seguito di un’operazione di documentazione, analisi strutturale, valutazione delle condizioni in cui versa il complesso, studio del contesto e dell’accessibilità del sito, si è resa necessaria l’elaborazione di un progetto “pilota” in riferimento al dormitorio M. La prima pietra verso la ricostruzione del dialogo tra la Colonia e il Territorio.

 

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Università I.U.A.V. di Venezia
Tesi di Laurea Magistrale in Architettura e Culture del Progetto
a.a. 2019/2020
Borca di Cadore, ex Villaggio Eni: la ripresa del dialogo
STUDENTE
Edoardo Turozzi
RELATORE
Alberto Ferlenga
CORRELATORE
Gianluca D’Incà Levis
IN COLLABORAZIONE CON
Maurizio Milan
Massimiliano Scarpa
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Restauro di uno Spazio condiviso https://www.progettoborca.net/restauro-di-uno-spazio-condiviso/ https://www.progettoborca.net/restauro-di-uno-spazio-condiviso/#comments Sat, 30 Nov 2019 16:48:43 +0000 Attività]]> http://www.progettoborca.net/?p=13006

Restauro di uno Spazio condiviso. L’ex Colonia Eni di Corte di Cadore nel dialogo tra naturale e artificiale.
Tesi di Laurea Magistrale
Architettura per il Nuovo e per l’Antico, a.a. 2018/2019
Istituto di Architettura IUAV di Venezia

Laureati: Angelo Paladin, Ettore Focaccia, Federico Biasotto, Simone Rossato.

Relatore: Prof. Paolo Faccio

Correlatori: Gianluca D’Incà Levis, prof. Tommaso Anfodillo, Albano Poli, Paolo Poli, prof. Alberto Attilio Bassi.

Qui un post pregresso sullo Studio di Tesi.
Per info: info@progettoborca.net

 

Restauro di uno Spazio condiviso. L’ex Colonia Eni di Corte di Cadore nel dialogo tra naturale e artificiale.
Tesi di Laurea in sei volumetti di taglio gellneriano (formato quadrato 21×21 cm).

Vol. 1: Ricerca d’Archivio e introduzione ai temi.
Vol. 2: Il Paesaggio. Pad AS e contesto (Paladin).
Vol. 3: Il Cantiere. Dalla costruzione del Villaggio a Tempesta Vaia (Focaccia).
Vol. 4: L’Architettura. Padiglione AS. Studio e progetto vetrate Aula Magna (Biasotto).
Vol. 5: Progetto degli arredi di Gellner e rilettura del ripieno tipo F (Rossato).
Vol. 6: Il Progetto.

 

 

 

Le Tesi installate al Cinema dell’Aula Magna (in alcune delle Magic Boxes realizzate con Casabella Formazione qui) e presentate nell’Openstudio di fine ottobre 2019 alla Colonia (Foto Nicola Noro):

 

 

Alcune tavole:

 

 

 

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Sabato 19 ottobre – Anche Alessandro Melis e Simone Sfriso nell’Openstudio di Progettoborca https://www.progettoborca.net/sabato-19-ottobre-alessandro-melis-e-simone-sfriso-nellopenstudio-progettoborca/ https://www.progettoborca.net/sabato-19-ottobre-alessandro-melis-e-simone-sfriso-nellopenstudio-progettoborca/#comments Wed, 09 Oct 2019 11:05:08 +0000 News]]> http://www.progettoborca.net/?p=12585 Nel programma dell’Openstudio Progettoborca del 18/20 ottobre 2019, uno spazio importante è riservato all’architettura, e in particolare ai temi di progetto, cura, sostenibilità, resilienza.
Due ospiti d’eccezione ci racconteranno la propria visione dell’architettura quale strumento sociale responsabile, al servizio dell’uomo.

Si tratta di Alessandro Melis e Simone Sfriso, i cui interventi in successione sono previsti attorno alle ore 11.00 di sabato 19 ottobre, nalle Sala Cinema della Colonia di Corte.

Alessandro Melis è cofondatore dello Studio Heliopolis 21, codirettore del Cluster for Sustainable Cities presso l’Univeristà di Portsmouth, e Curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Architettura di Venezia 2020 Comunità Resilienti.

Simone Sfriso è socio co-fondatore di TAMassociati, con cui nel 2016 ha curato il Padiglione Italia della Biennale di Architettura di Venezia, TAKING CARE.

 

 

(da destra) Simone Sfriso e Alessandro Melis con Gianluca D’Incà Levis nel refettorio della Colonia di Corte a marzo 2018.
foto Nicola Noro

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Trampolino Italia di Zuel (Cortina d’Ampezzo) https://www.progettoborca.net/trampolino-italia-di-zuel-cortina-dampezzo/ https://www.progettoborca.net/trampolino-italia-di-zuel-cortina-dampezzo/#comments Tue, 01 Oct 2019 10:57:44 +0000 http://www.progettoborca.net/?p=12689

 

Sabato 19 ottobre 2019, si parlerà anche delle Olimpiadi del 2026 nell’Openstudio di Progettoborca, trattando i temi della rigenerazione del patrimonio e della sostenibilità: che in molti casi risultano coincidenti.

Il Trampolino Italia di Cortina d’Ampezzo e l’ex villaggio Eni di Corte di Cadore sono infrastrutture e spazi strategici (qui una riflessione di Dolomiti Contemporanee sull’idea del loro riuso possibile in relazione a Milano Cortina 2026).

Entrambi sono stati oggetto di studio nelle Tesi di Laurea Mattia Menardi e Gabriele Bee (Trampolino Italia) e da Ettore Focaccia, Angelo Paladin, Simone Rossato e Federico Biasotto (Colonia).
In entrambi i casi, relatore il prof. Paolo Faccio, dell’Università di Architettura IUAV di Venezia.

La Colonia sarà visitabile tutto il giorno, nel pomeriggio é prevista una visita a posti limitati al Trampolino di Zuel (info@progettoborca.net).

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Quattro Tesi di Laurea IUAV sulla Colonia https://www.progettoborca.net/quattro-tesi-di-laurea-iuav-sulla-colonia/ https://www.progettoborca.net/quattro-tesi-di-laurea-iuav-sulla-colonia/#comments Sun, 07 Jul 2019 10:25:44 +0000 http://www.progettoborca.net/?p=11502 Dal 2018, Angelo Paladin, Ettore Focaccia, Federico Biasotto, Simone Rossato, sono attivi nell’ex Villaggio Eni.

Studenti laureandi dell’Università Iuav di Venezia (prof. Paolo Faccio, Restauro), lavorano sulla Colonia, nell’analisi e nel progetto.

Anche attraverso la collaborazione con Dolomiti Contemporanee (correlatore di tesi G. D’Incà Levis), e la Residenza di Progettoborca, che consente loro di frequentare il Villaggio e di accedere ad informazioni dirette (consultazione di Archivio Progettoborca, dialogo con lo staff e con persone, testimoni, professionisti e maestranze attivi negli anni nel grande cantiere di Corte), il gruppo ha maturato una conoscenza approfondita del Villaggio e del lavoro di Edoardo Gellner e dei suoi collaboratori.

Le quattro Tesi di Laurea, che condurranno a generare un’opzione di riuso, si misurano con diversi aspetti del progetto di Gellner, isolandoli dapprima e poi integrandoli in una riflessione organica: tra questi, il rapporto con il paesaggio e con l’ambiente naturale; architettura e strutture, storia e processo; interior design, artigianalità e produzione industriale.

Cominciamo a presentare alcune immagini e alcune riflessioni degli studenti, il cui lavoro approfondito potrà contribuire a fornire indicazioni sulle possibilità e modalità di rifunzionalizzazione e riutilizzo della Colonia: ossia ciò di cui Progettoborca si occupa dal 2014.

La rete, i processi integrati, e non estemporanei, di analisi e di progetto.

 

 

Angelo Paladin – L’Architettura del paesaggio

Ogni uomo si rapporta con la natura in due modi contrapposti: da una parte, legato da un senso di appartenenza, si sente a suo agio, la vive e la abita; dall’altro prova ostilità e si difende, modellandola per renderla accogliente.
Classico o pittoresco? Ville Medicee o Ville Palladiane? Rettilineo o sinuoso? Giardino o foresta? Affacciarsi o muoversi? Natura dominata o natura dominante?
Gli stessi architetti si possono avvicinare al tema del paesaggio con atteggiamenti diversi. Prendiamo per esempio il contrasto tra il giardino all’italiana e il giardino all’inglese, con un dibattito geometria-naturalezza che inizia nel 1700 e oggi acquista ancora più importanza, legandosi ai temi del cambiamento climatico in corso.
Un esempio nello sviluppo di queste tematiche è l’ex Villaggio Eni dove Edoardo Gellner, agendo da architetto paesaggista, cerca di creare un paesaggio architettonico, dove la geometria degli edifici si sposa con la naturalezza del contesto montano.
L’orizzontalità dei padiglioni più grandi della Colonia è contrastata dagli alberi ad alto fusto, le scelte cromatiche degli intonaci derivano dai colori del bosco in autunno, il cantiere rispetta le preesistenze boschive.
“Oggi la vegetazione ha cancellato quasi tutti i rapporti visuali che in fase di progetto mi avevano tanto preoccupato. […] ritengo tuttavia che il bosco di Corte sia un fatto positivo. […]
Ancora oggi, la mia idea è di creare nel villaggio zone fortemente differenziate […] per offrire agli ospiti diversi modi di vivere a contatto della natura, diversi modi di percepire e conoscere il bosco” Così scriveva Gellner nel 2004, all’interno del libro Percepire il paesaggio.
Aprire nuove visuali? Ripristinare? Curare il bosco? Forse la risposta è già nelle nostre mani.

Immagini:

1- Confronto tra la situazione attuale a sinistra e la foto d’archivio a destra (A.P. IUAV, Fondo Gellner, VTAB/Co/campioni, 1 album fotografico)

2- Colori tra edificato e natura (A.P. IUAV, Fondo Gellner, VTAB/Co, Copie colori facciate)

3- Rapporto padiglione AS e natura (A.P. IUAV, Fondo Gellner, VTAB/Co/campioni, 1 album fotografico)

4- Rapporto cantiere e natura (A.P. IUAV, Fondo Gellner, VTAB/Co/campioni, 1 album fotografico)

 

 

Ettore Focaccia – Evoluzione

Nel momento in cui un architetto avvia un progetto si innesca un processo creativo, non lineare nè meccanico, bensì articolato e complesso, a tratti anche volubile se vogliamo, fatto di riflessioni, estro e contaminazioni. Il processo creativo avrà naturalmente un epilogo, una conclusione. Nel processo si individuano alcuni momenti chiave anteriori, chiari e leggibili. Si tratta di fasi e, trattandosi di architettura organica, non sbaglieremmo nel definirle evoluzioni. Il processo evolve. In ognuna di queste evoluzioni, si possono riscontrare le contaminazioni, le idee di altri progettisti e i ragionamenti che hanno portato in maniera coerente e razionale alla loro definizione.
Nel progettare il Padiglione AS, Gellner ha più volte evoluto il suo progetto, partendo da strutture più leggere e permeabili, quasi fitomorfiche, mai banali ed emulative. Probabilmente nella serie di contaminazioni e influenze ricevute “all’interno del processo” la più incisiva gli è stata fornita dall’ingegnere Silvano Zorzi, chiamato a contribuire al Villaggio ENI.

Nelle idee qui rappresentate è chiaramente leggibile questa influenza.

La necessità di creare un luogo, un simbolo, partendo dal paesaggio per poi diventarne parte integrante, la volontà di trasmettere un messaggio, le tradizioni… sono tutte componenti che alla fine si fondono naturalmente nel progetto come oggi lo vediamo; il dover dare una forma a tutto ciò. Il progetto si materializza in maniera concreta e tangibile, viene costruito, viene utilizzato, viene abbandonato. Dopo la sua realizzazione il processo continua ad evolvere, non più nell’aspetto e nella forma ma negli usi e nelle proprie funzioni vitali che sono comunque componenti dell’organismo, e fan sì che questo viva. In natura l’evoluzione non si ferma, è inarrestabile. Continuamante sorgeranno continuamente nuove esigenze,che modificheranno il progetto e che lo porteranno a ulteriori evoluzioni. Il processo evolve.

Immagini:

1- Fasi nel complesso, dall’alto verso il basso, dalla prima fase alla terza

2- Fase 1 (A.P. IUAV, Fondo Gellner VTAB/Co, “Studi per il Fabbricato AS”)

3- Fase 1, rielaborazione 3D

4- Fase 2 (A.P. IUAV, Fondo Gellner VTAB/Co, “Studi per il Fabbricato AS”)

5- Fase 2, rielaborazione 3D

6- Fase 3 (A.P. IUAV, Fondo Gellner VTAB/Co, “Studi per il Fabbricato AS”)

7- Fase 2, rielaborazione 3D

 

 

Federico Biasotto – Quel che vediamo oggi della Colonia

Quel che vediamo oggi dell’ex Colonia del Villaggio ENI è l’esito della modellazione di tre autori: l’architettura di Gellner, la progettazione strutturale di Zorzi e la continua modificazione del Tempo. Sui primi due ci perviene una ricca letteratura: basti pensare all’opera di Gellner, raccolta tra gli scaffali dell’Archivio Progetti IUAV in più di 10.000 elaborati grafici, disegni e foto. Mentre dell’architetto si è parlato molto, il Tempo emerge solo con il continuo confronto tra le tracce della Colonia dei primi anni ’60 e l’attuale stato di conservazione. Bisogna procedere per contrapposizioni: accostare presente e passato, la carta lucida rigata dalla china e bagnata dal pastello accanto al larice ingrigito, il linoleum impolverato, la moquette macchiata. Credo non sia sbagliato parlare al plurale della Colonia: nel nostro bagaglio di conoscenza si sono affastellati ormai tantissimi modelli virtuali di colonie possibili. L’unico esito progettuale possibile per un riuso della Colonia deve saper cogliere il sottile filo comune che li unisce. Un filo teso tra l’architettura di Gellner, le strutture di Zorzi,  le continue modificazioni del Tempo. Qui si offrono alcuni disegni stesi da Gellner durante la realizzazione del Villaggio, spunti di riflessione su quel che oggi è la Colonia, su quel che sarebbe potuta essere o è stata.

Immagini:

1- 711 Fabbricato AS – Sezione M1 (2-2-1957) A.P. IUAV, Fondo Gellner VTAB/Co, “Studi per il Fabbricato AS”

2- 735 Schizzo Prospettico Atrio – Fabbricato AS (1959) A.P. IUAV, Fondo Gellner VTAB/Co, “Fabbricato AS: Schizzo Prospettico Atrio”

3- L’atrio oggi

 

 

Simone Rossato – L’allestimento interno

La Colonia, pensata oltre sessant’anni come spazio per le  delle molteplici attività svolte dai figli dei dipendenti Eni, porta alla luce la ricerca di Edoardo Gellner sulle dinamiche del vivere.
La flessibilità d’uso dello spazio e del singolo oggetto diventano un elemento caratterizzante di questa architettura, dove quest’ultima si fonda con il mobile in un rapporto simbiotico perfetto.
Il Villaggio Eni è un laboratorio sperimentale, dove artigianalità e produzione industriale trovano forma integrata nel fondamentale rapporto tra il progettista Gellner e l’azienda Fantoni, nei complementi d’arredo progettati.
Sedere, comporre, giocare e accatastare: lo sgabello rotondo è diventato il simbolo di questa multifunzionalità e attenzione all’utente-fruitore, in grado di modellare lo spazio e di appropriarsene.
Gli arredi non sono qui semplice accessorio: essi acquistano valore rispetto architettura che li contiene, diventando chiave di lettura dello spazio e delle sue caratterizzazioni.

Immagine:

Schizzi per lo sgabello rotondo – A.P. IUAV, Fondo Gellner VTAB/Co, “Studio per lo sgabello rotondo” – 1958

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23/25 marzo 2018 – Architetti Arco Alpino a Corte https://www.progettoborca.net/10226/ https://www.progettoborca.net/10226/#comments Sun, 11 Mar 2018 12:01:15 +0000 Attività]]> http://www.progettoborca.net/?p=10226  

L’associazione Architetti Arco Alpino, fondata nel 2016, nasce con lo scopo di creare sinergie e di coordinare iniziative legate alle tematiche culturali e professionali con rilevante caratterizzazione alpina.
L’associazione agisce con la consapevolezza che le affinità delle caratteristiche geografiche delle montagne alpine hanno sempre determinato e determinano a tutt’oggi problemi ed esigenze specifiche e similari.
La AAA è composta dagli Ordini degli Architetti PPC di Valle d’Aosta, Belluno, Bolzano, Cuneo, Movara Verbania Cusio Ossola, Sondrio, Torino, Trento, Udine.

Volendo dare seguito alle diverse iniziative legate alla rassegna AAA, prendendo spunto dalle numerose sollecitazioni di approfondimento e di lettura critica dei progetti presentati da AAA, e più in generale del tema relativo alla nuova architettura nelle Alpi, abbiamo ritenuto opportuno organizzare un incontro per affrontare insieme una discussione in merito. L’idea è di coinvolgere i progettisti delle opere selezionate in quanto si ritiene che, oltre ad aver dimostrato una particolare capacità professionale, vi possa essere anche un importante contributo dal punto di vista teorico e critico.
Non un incontro pubblico, ma un tavolo di lavoro e un’occasione di confronto tra colleghi per comprendere la specificità del contesto alpino e le possibili opportunità che l’architettura contemporanea offre.
Vorremo valutare insieme ai diversi referenti degli Ordini facenti parte dell’AAA, quali potranno essere le tematiche ed i progetti da affrontare e mettere in campo nel prossimo futuro dell’associazione.
Per aiutarci in tale lavoro abbiamo chiesto ad alcuni colleghi che oltre alla libera professione svolgono un ruolo di critica, attraverso la collaborazione con riviste di settore o l’attività didattica, di dialogare con noi per aprire ancora di più il nostro sguardo.
Come cornice “architettonica e paesaggistica” abbiamo scelto il villaggio Eni progettato da Edoardo Gellner a Borca di Cadore, una delle sedi del fertile incubatore di idee Dolomiti Contemporanee che, insieme alla proprietà
Minoter, vi ha attivato nel 2014 la piattaforma di rigenerazione di Progettoborca (Alberto Winterle, fondatore AAA)

Il Convegno viene organizzato in tre giornate, tra il 23 e 25 marzo 2018.
Il lavoro si svolge attraverso tre tavoli di discussione, che trovano posto all’interno di alcune delle strutture del Villaggio di Corte (Colonia, Hotel Boite), e coinvolge sessanta progettisti.
Il Convegno non è aperto al pubblico.
Gli esiti dei lavori verranno raccolti e restituiti in seguito secondo modalità de definire.

 

Studi selezionati rassegna AAA presenti al Convegno:

Ceschia e Mentil Architetti Associati
ES-ARCH enricoscaramelliniarchitetto
StudioErrante Architetture
Pedevilla Architects
Paolo De Benedictis Architetto
Valeria Cottino Architetto
feld72 architekten
CROTTI + FORSANS ARCHITETTI
Mirko Franzoso Architetto
Markus Scherer Architekt
Binel architettura
EM2 Architekten
Senoner Tammerle Architekten
Parcianello & Partners engineering srl
CeZ Calderan Zanovello Architetti
Studio Arch. Piller

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V.T.A.B. Contesti di un caso fortunato – Tesi di Laurea di Nicola Noro (Iuav), marzo 2017 https://www.progettoborca.net/vtab-contesti-di-un-caso-fortunato-tesi-di-laurea-nicola-noro-iuav-marzo-2017/ https://www.progettoborca.net/vtab-contesti-di-un-caso-fortunato-tesi-di-laurea-nicola-noro-iuav-marzo-2017/#comments Sun, 28 Jan 2018 18:27:49 +0000 Attività]]> http://www.progettoborca.net/?p=9897 V.T.A.B. Contesti di un caso fortunato è il titolo della Tesi di Laurea magistrale di Nicola Noro discussa all’Università Iuav di Venezia nel marzo 2017.

La tesi – maturata nell’ambito di Progettoborca grazie alla residenza all’interno delle strutture del Villaggio e alla collaborazione alle varie attività svolte – parte dall’analisi dei testi e dei documenti di e su Gellner e ne restituisce uno sguardo plurimodale: teorico nella trattazione principale, fotografico nella narrazione per immagini della seconda parte e pratico per quanto riguarda l’appendice relativa al rilievo della Capanna prototipo.

Di seguito una breve presentazione:

Il mio lavoro indaga il Villaggio Eni di Borca di Cadore di Edoardo Gellner proponendosi di esplorarne gli aspetti meno noti.

Corte di Cadore, nome con cui venne chiamata la nuova frazione in Comune di Borca, si presenta come un articolato insediamento completamente sommerso nel fitto del bosco, tant’è che dal fondovalle è quasi impossibile percepirne la presenza.

Il Villaggio e il suo architetto hanno goduto di una notevole fortuna critica durante il periodo di costruzione ma, con il passare degli anni, sono stati progressivamente dimenticati ed è probabile che questa condizione di oblio sia in parte dovuta proprio al suo essere nascosto alla vista.

Tuttavia, gli edifici che compongono il Villaggio e che appaiono oggi quasi degli elementi alieni nel bel mezzo della vegetazione sono in realtà sorti su un terreno che cinquant’anni fa si presentava come un’arida pietraia, puntellata al massimo da qualche rado esemplare di pino silvestre.

È stata la mano dell’architetto che, grazie ad alcuni accorgimenti e a una certa dose di fortuna, ha contribuito a un radicale mutamento del microclima del sito e alla nascita del bosco, il tutto – secondo le parole dello stesso Gellner – senza piantare un solo albero e nel pieno rispetto dell’intento iniziale di realizzare un luogo per le vacanze riparato e immerso nella natura.

A Corte, ogni cosa è stata creata in pochi anni dando vita a un esempio concreto di ciò che viene definito ‘progettazione integrale’ che va dalla macroscala paesaggistica al dettaglio degli arredi e delle soluzioni tecnologiche.

L’insieme di questi aspetti mi ha spinto a concentrami, anziché nella descrizione delle architetture del Villaggio di cui sappiamo già molto, nell’analisi dei vari ‘contesti’ che ne sono alla base.

Ho cercato di ricostruire le dinamiche e la pluralità di situazioni che hanno plasmato il Villaggio Eni, mettendole in relazione fra di loro per ottenere uno strumento utile ad avere una visione il più possibile completa e corale dell’opera.

Durante la mia ricerca mi sono servito di numerosi documenti, testi di Edoardo Gellner o su di lui, appunti per conferenze, tesi di laurea, ecc.

Inoltre, per poter offrire una lettura approfondita e comparata, ho affiancato allo studio un periodo di residenza nelle strutture del Villaggio e la collaborazione a Progettoborca che mi ha dato modo di partecipare alle attività e agli workshop che si sono tenuti durante l’estate e, soprattutto, mi ha permesso di vivere e toccare con mano quanto stavo contemporaneamente apprendendo dai testi.

In Progettoborca ho iniziato a occuparmi di diversi ambiti, in primis il rilievo della Capanna prototipo per il campeggio a tende fisse: su incarico della Provincia e della Soprintendenza ho svolto un piccolo esercizio di rilievo finalizzato a indagare le condizioni di conservazione del bene – che versava in uno stato di avanzato degrado e pericolo trovandosi in prossimità dell’alveo di frana – in modo da capire se fosse possibile smontarlo, recuperarlo e spostarlo in una posizione più sicura.

Il ricollocamento è effettivamente avvenuto nell’estate 2017 – sempre nell’ambito di Progettoborca – e una versione sintetica dei materiali prodotti durante la campagna di rilievo è allegata come appendice in coda al testo.

In secondo luogo ho realizzato una raccolta fotografica, contenuta nella seconda parte della tesi, che documenta lo stato attuale in cui si trovano le architetture del Villaggio e il loro rapporto con il bosco.

Le foto sono state scattate prevalentemente durante l’estate e l’inizio dell’autunno 2016 e, nel tentativo di ricreare un viaggio ideale attraverso il bosco e le sue architetture, ho privilegiato sequenze di immagini a tutto campo che raccontato un percorso fatto di avvicinamenti o allontanamenti e che, solo in alcuni casi particolari – come per le ville – ho ritenuto utile raggruppare in base a dei temi.

Il saggio fotografico rappresenta il mio modo di descrivere gli elementi del Villaggio, facendo emergere spontaneamente quel tessuto di relazioni affrontato per iscritto nel primo volume.

Uno degli aspetti che ritengo essere fra i più interessanti di questo lavoro è dato proprio dalla frammentarietà dei punti di vista, spesso vincolati dalla fitta vegetazione, che rispecchiano in pieno lo stretto legame fra architettura e natura che è alla base dell’intero sito.

Infatti, se a un primo sguardo queste architetture si trovano immerse in un ambiente naturale rigoglioso e apparentemente radicato, addirittura così selvaggio da rappresentare, in alcuni casi, un pericolo alla salubrità e alla leggibilità del complesso, il loro rapporto è in realtà sostanzialmente simbiotico: si potrebbe quasi affermare che il bosco oggi non ci sarebbe senza l’architettura.

Corte di Cadore rappresenta quindi un caso studio eccezionale sia sotto il profilo paesaggistico che economico e culturale; ed è doveroso porre l’attenzione sul fatto che non si può pensare di capire né Gellner né il Villaggio soffermandosi su uno soltanto di questi aspetti: non sono state le singole risposte alle questioni ambientali o sociali a dar vita a questo insediamento, tantomeno l’architettura in senso stretto o l’interesse dell’architetto per la tradizione vernacolare alpina, perché è proprio il profondo legame che si è instaurato, fin dal primo momento, fra tutti questi vari ‘contesti’ a fornire la chiave di lettura per comprendere uno dei più importanti episodi dell’architettura italiana del dopoguerra.

In questo, la mia tesi, senza la pretesa di essere esaustiva, rappresenta un primo avvicinamento a questi temi e quello che mi è evidente dopo oltre un anno di ricerche è quanto ancora si possa fare per aumentare il livello di conoscenza di quest’opera e del suo architetto.

Nicola Noro

V.T.A.B. Contesti di un caso fortunato

V.T.A.B. Contesti di un caso fortunato

V.T.A.B. Saggio fotografico

V.T.A.B. Saggio fotografico

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Abitare condiviso 2017 https://www.progettoborca.net/abitare-condiviso-2017/ https://www.progettoborca.net/abitare-condiviso-2017/#comments Mon, 31 Jul 2017 11:15:33 +0000 Attività]]> http://www.progettoborca.net/?p=10232 La seconda edizione della Summer School Abitare Condiviso si è svolta in Progettoborca tra il 31 luglio e il 5 agosto 2017, grazie alla rinnovata collaborazione tra Dolomiti Contemporanee e MinoterCasabella Formazione ProviaggiArchitettura.

A questo post testi, immagini e video.

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La capanna prototipo del campeggio: rilievo e ricollocazione https://www.progettoborca.net/la-capanna-prototipo-del-campeggio-rilievo-e-ricollocazione/ https://www.progettoborca.net/la-capanna-prototipo-del-campeggio-rilievo-e-ricollocazione/#comments Wed, 09 Nov 2016 08:15:07 +0000 Attività]]> http://www.progettoborca.net/?p=7092 Il Campeggio a tende fisse (Capanne) è una delle strutture straordinarie realizzate da Edoardo Gellner nel Villaggio di Corte di Cadore.
La Capanna 0, il prototipo costruito nel 1956, si trova ancora oggi nei pressi dell’Ufficio Vendite.
La Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio, ha richiesto alla Provincia di Belluno di realizzare un rilievo accurato di tale Capanna, in considerazione del valore storico della stessa e dell’interesse paesaggistico rispetto all’intero sito.
Successivamente al rilievo, si provvederà alla demolizione e ricostruzione della Capanna in un altro punto del Villaggio.
La Capanna viene spostata anche per motivi legati alla sua prossimità con la frana di Cancia, e con le opere di protezione e consolidamento idrogeologico che la riguardano.

Dolomiti Contemporanee, in accordo con Minoter, ha accolto volentieri la proposta della Provincia di Belluno di occuparsi del rilievo, impiegandovi risorse attive in Progettoborca.
In particolare, ci interessa ragionare su una collocazione sensata della Capanna, una volta che la sua ricostruzione sarà effettuata, e sul suo uso.
Ci interessa l’idea di traformare la Capanna-prototipo in un display, attraverso il quale raccontare la storia del sito e della sua attuale fase rigenerativa.
Ragioneremo, in seguito, sulla progettazione di un secondo modulo-Capanna, realizzato con materiali leggeri, facilmente smontabile e trasferibile: un display mobile, attrezzato con tecnologie di rete e media, che possa venire installato, di volta in volta, in luoghi differenti.

Il rilievo, ed i primi ragionamenti sul progetto-dispay, si compiono grazie alla collaborazione di Nicola Noro e Luca Desolei, studenti d’architettura laureandi presso l’Università Iuav di Venezia.
Nicola e Luca hanno inziiato a lavorare, attraverso la Residenza a Borca, a partire da luglio 2016.
Oltre a ciò, essi si occupano del lavoro di rilievo fotografico del sito (Chiesa, Ville, Colonia, Hotel Boite, Campeggio).
Questo lavoro fotografico troverà posto nella sezione Architettura di questo website, nel quale vengono inseriti materiali d’archivio di diverso genere (fotografico, documentario, storico, bibliografico).

Foto: Elsa Calligaro

 

Il rilievo è stato eseguito manualmente con l’ausilio di metro e livella ed è stato continuamente confrontato con i disegni originali di Edoardo Gellner – conservati all’interno dell’omonimo fondo allo Iuav – e con le copie eliografiche esecutive rinvenute, catalogate e conservate all’interno della Colonia, dall’associazione Archim. Sono stati prodotti dei disegni tecnici, una documentazione fotografica, una relazione, successivamente integrata con l’analisi delle unità stratigrafiche rilevate, e la proposta di ricollocamento della capanna. Dal rilievo emerge che la Capanna si trova in un avanzato stato di degrado, soprattutto per quando riguarda gli apparati lignei esterni, poiché la crescita incontrollata del bosco attorno a essa ha comportato un notevole incremento del tasso di umidità che ha portato alla formazione di muschio e velocizzato il processo di marcescenza del legno. Risulta invece in buono stato di conservazione la struttura portante, perciò è in fase di valutazione l’ipotesi di spostare la Capanna senza smontarla per poi procedere a restaurarla in una secondo momento. Per la nuova collocazione della Capanna si è scelta, in accordo con la proprietà e gli enti coinvolti, un’area antistante l’ufficio di Dolomiti Contemporanee – all’ingresso della Colonia – in posizione arretrata e riparata rispetto alla strada, in modo da consentirne migliore controllo e protezione e consentirne la visione – nonché l’utilizzo come elemento ‘display’ di Progettoborca – a chiunque visiti il Villaggio.

Nicola Noro

1:    La Capanna prototipo nella sua collocazione originaria prima del taglio della vegetazione circostante, vista laterale dalla strada, giugno 2016
2:    Vista laterale dalla strada, sullo sfondo le Rocchette, luglio 2016
3:    Vista laterale dalla strada, sullo sfondo il Pelmo, luglio 2016
4:    Vista frontale, luglio 2016
5:    Vista dell’interno, luglio 2016
6:    Ricerche in Archivio Progetti, Università Iuav di Venezia
7:    Capanna tipo C6L, Studio Gellner, Cortina d’Ampezzo, 15.07.1956 [fonte: Archivio Progetti, Università Iuav di Venezia]
8:    Vista d’insieme del Campeggio, estratto, Studio Gellner, Cortina d’Ampezzo [fonte: Archivio Progetti, Università Iuav di Venezia]
9:    La Capanna prototipo in una foto d’epoca [fonte: Mancuso F., Edoardo Gellner. Il mestiere di architetto, Milano, 1996, p. 194]
10:  Rilievo della Capanna, prospetto e sezione interna, Nicola Noro e Luca Desolei.
11:  Fotomontaggio della Capanna nella sua futura collocazione in prossimità dell’ufficio di Dolomiti Contemporanee all’ingresso della Colonia e dell’intero Villaggio, vista di scorcio
12: Fotoinserimento della Capanna nella sua futura collocazione, vista frontale

 

Foto: Nicola Noro

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Capanna 0: rilievo e progetto display https://www.progettoborca.net/capanna-0-rilievo-e-progetto-display/ https://www.progettoborca.net/capanna-0-rilievo-e-progetto-display/#comments Fri, 01 Jul 2016 15:21:53 +0000 Attività]]> http://www.progettoborca.net/?p=5877 Il Campeggio a tende fisse (Capanne) è una delle strutture straordinarie realizzate da Edoardo Gellner nel Villaggio di Corte di Cadore.

La Capanna 0, il prototipo, si trova oggi (ndr: all’inizio del 2016) nei pressi dell’Ufficio Vendite.
La Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio, ha richiesto alla Provincia di Belluno di realizzare un rilievo accurato di tale Capanna, in considerazione del valore storico della stessa e dell’interesse paesaggistico rispetto all’intero sito.
Successivamente al rilievo, si provvederà alla demolizione e ricostruzione della Capanna in un altro punto del Villaggio.
La Capanna va spostata anche per motivi legati alla sua prossimità con la frana di Cancia, e con le opere di protezione e conslidamento idrogeologico che la riguardano.

Dolomiti Contemporanee, in accordo con Minoter, ha accolto volentieri la proposta della Provincia di Belluno di occuparsi del rilievo, impiegandovi risorse attive in Progettoborca.
In particolare, ci interessa ragionare su una collocazione sensata della Capanna, una volta che la sua ricostruzione sarà effettuata, e sul suo uso.
Ci interessa l’idea di traformare la Capanna-prototipo in un display, attraverso il quale raccontare la storia del sito e della sua attuale fase rigenerativa.
Ragioneremo, in seguito, sulla progettazione di un secondo modulo-Capanna, realizzato con materiali leggeri, facilmente smontabile e trasferibile: un display mobile, attrezzato con tecnologie di rete e media, che possa venire installato, di volta in volta, in luoghi differenti.

Il rilievo, ed i primi ragionamenti sul progetto-dispay, si compiono grazie alla collaborazione di Nicola Noro e Luca Desolei, due studenti d’architettura laureandi presso l’Università Iuav di Venezia.
Nicola e Luca sono ora in Residenza a Borca (un ringraziamento alla famiglia Doriguzzi per la loro ospitalità), dove si occupano anche del lavoro di riproduzione fotografica del sito (Chiesa, Ville, Colonia, Hotel Boite, Campeggio: nel bosco e nel paesaggio, fisico e culturale).
Questo importante lavoro fotografico troverà posto nella sezione Architettura di questo website, nel quale vengono inseriti materiali d’archivio di diverso genere (fotografico, documentario, storico, bibliografico).

Una volta concluso il lavoro din rilievo, la Capanna 0 è stata spostata. Si è concordato, insieme a tutti gli enti implicati (Provincia, Proprietà, Comune), di collocarla nell’area prossima agli uffici di Progettoborca (ex abitazione del custode della Colonia), dove, dal 2014, si accolgono le persone che vengono a scoprire Corte di Cadore, la Colonia, il programma di rigenerazione di Progettoborca.

Foto: Elsa Calligaro

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Abitare condiviso 2016 – workshop con Casabella Formazione e Proviaggi Architettura https://www.progettoborca.net/abitare-condiviso-workshop-con-casabella-formazione-e-proviaggi-architettura/ https://www.progettoborca.net/abitare-condiviso-workshop-con-casabella-formazione-e-proviaggi-architettura/#comments Tue, 10 May 2016 08:41:20 +0000 Attività]]> http://www.progettoborca.net/?p=7240 Dall’1 al 6 agosto 2016, Progettoborca ha ospitato un workshop d’architettura, dal titolo Abitare condiviso.
Il workshop si è realizzato grazie ad una collaborazione tra tra Dolomiti Contemporanee, Casabella Formazione, Proviaggi Architettura.
Un workshop in ambiente, nel quale gli architetti vengono oggi in questo che fu un grande ed innovativo cantiere storico dell’architettura sociale del modernismo, portando il proprio contributo alla piattaforma rigenerativa di Progettoborca.
E, negli anni ’50, il Villaggio di Borca fu voluto in primis da Enrico Mattei, grande stratega d’azienda e autentico architetto dell’abitare condiviso.
Nella straordinaria impresa della Colonia montana di Borca, pensata da Mattei e progettata da Edoardo Gellner, il popolo dell’Eni visse per decenni un’esperienza nuova di aggregazione, socialità e welfare, come non se n’erano ancora viste in Italia sino ad allóra.

Il workshop è stato guidato da Edoardo Narne, che l’ha trasformato in un autentico laboratorio d’autocostruzione, un cantiere nel quale i giovani architetti iscritti, insieme a diversi studenti dell’Università di Padova e di altri atenei italiani, hanno prodotto una serie di oggetti ed arredi, in parte ispirati ad Edoardo Gellner, oggetti immediatamente funzionali ad un uso laboratoriale.
Ognuno dei partecipanti infatti, utilizzando materiali lignei trovati e riciclati (pali, pannelli OSB, morali), e la consulenza operativa in situ di un falegname, ha realizzato la propria personale seduta, mentre tutti insieme hanno costruito un grande tavolo da lavoro, e riallestito, con arredi lignei e altri materiali, una luminosa sala della Colonia, al Padiglione M.
Simone Sfriso, Roberto Bosi, Gianluca D’Incà Levis, e Michele Merlo, hanno contribuito al workshop con contributi teorici e seminariali.
La sala del Padiglione M, così allestita, è diventata dunque un autentico Laboratorio, attrezzato, e pronto all’uso: uno spazio polifunzionale, completamente rigenerato e ridisegnato, in vece di una sala abbandonata.
E infatti, già nel corso della settimana successiva, il Lab-Casabella è stato utilizzato dai ragazzini e dai tutor e docenti di H-Campus, che vi hanno realizzato alcune delle attività del Dolomiti Digital Camp, insieme ad alcuni degli artisti attivi nella Residenza di Dolomiti Contemporanee al Villaggio.
Ancora una volta dunque, un’attività ber progettata –il workshop- ha consentito di esemplificare come la Colonia sia il luogo ideale per accogliere e praticare attività legate a ricerca, alla sperimentazione e alla produzione, in ambiti quali arte, architettura e design, formazione, ed a contatto diretto e in rimescolamento costante con altre prassi e discipline.

Qui il video con le interviste ai protagonisti.

Qui un resoconto del workshop pubblicata su Casabella.
Qui un articolo su workshop & Labs comparso sull’edizione nazionale del Gazzettino.

 

Foto: Nicola Noro

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Fondo Gellner/IUAV https://www.progettoborca.net/fondo-gellner-allo-iuav/ https://www.progettoborca.net/fondo-gellner-allo-iuav/#comments Tue, 29 Jul 2014 14:27:21 +0000 Attività]]> http://www.progettoborca.net/?p=376 villaggio-eni_archivio-tn

 

Presso l’Università IUAV di Venezia ha sede il Fondo Edoardo Gellner. Esso possiede materiali che documentano l’attività del noto architetto croato dal 1928 al 2003.
Il fondo consiste in: 1255 faldoni e contenitori vari di carte; 1309 rotoli e tubi di disegni; 38 cartelle e album di disegni; 87 album e contenitori di fotografie e negativi; 6 volumi di relazioni; 35 modelli; 6 oggetti; 13 pellicole cinematografiche.

E’ possibile consultare i documenti ed averne su richiesta delle copie digitalizzate. Per maggiori informazioni, contattare l’Università IUAV.
www.iuav.it/archivioprogetti

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