Matteo Valerio e Sofia Bonato/Mondo invisibile

Mondo invisibile, 400×310 cm, olio, inchiostro e spray paint su tela, settembre 2018.

Il lavoro è la prima tela di una serie che verrà completata nel 2019.
La serie si intitola NON PERMANENT, riflette (sul)la temporalità mutevole delle referenze che qui s-balzano tra anni e decenni: la Colonia è (anche) uno spazio della sedimentazione storica, delle storie e dei simboli, delle memorie sepolte, o in fase di riemersione.
La serie prevede altre quattro tele collegate dallo studio di uno scorcio architettonico particolare: il corridoio che collega refettorio a lavanderie.
Ad ogni tela verrà associata una breve edizione di fanzines (venti pezzi) strettamente legata ai contenuti della tela.
La prima edizione è gia disponibile, stampata con la ciclostile Gestetner in lavanderia.
Le grafiche originano da una raccolta fotografica del corridoio scattata con lo smartphone, rielaborata a mano su una serie di matrici vintage degli anni ‘60 recuperate a Londra.

La copertina ritrae il pattino spaiato che usiamo per percorrere velocemente i corridoi della colonia.

Mondo invisibile
Si tratta della prima tela di una nuova serie realizzata a settembre 2018, che raccoglie le tecniche di stampa sviluppate e ricercate in questi anni nello studio Obsolete. Essa è un rocchetto madre; le varie tecniche sperimentali, da qui sfilate, verranno approfondite nelle successive tele.
La composizione risponde ai colori tenui e alla proporzione e prospettiva geometrica del corridoio di rampa, tagliato in diagonale dalla ringhiera gialla, che porta dal refettorio ai padiglioni infermeria/lavanderia della Colonia.

Attraverso le tecniche di stampa impresse sul tessuto si dispiegano i processi riscoperti e trasformati, che immaginano mondi invisibili appunto, e altri tempi non percepibili, prendendo come spunto giocoso la polvere.
Ed i ragni, e i minuscoli simboli ed i loghi nascosti nella colonia, con l’intento di creare un paragone con spazi con vecchie e nuove funzioni che sono nascosti dalla lente del mainstream.
Paragoni che non solo solo tra soggetti ma tra procedimenti e macchinari che rappresentano stili di vita diversi e diversi modi di percepire le funzioni dei luoghi.

 Mattio Valerio e Sofia Bonato, settembre 2018

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